E LO CHIAMANO AMORE…

13APRILEPIEDILUCO 005.JPGChe il primo amore non si scorda mai non è un luogo comune.
Chi non rammenta, dopo attenta e meticolosa scelta, e forse ora con una punta di nostalgia: il corteggiamento iniziale, le coccole, e poi le lunghe passeggiate seguite agli amoreggiamenti, e il non poterne fare a meno, un attaccamento quasi morboso senza poter più stare l’uno senza l’altra. Se poi ti guardi un po’ attorno, vedi che il tuo vicino, nello stesso modo esce con una di colore, ma le strategie sono state le stesse, che il tuo amico ha preferito un’orientale, ma anche per lui il meccanismo è stato simile, chi ha scelto una bionda straniera, altri non hanno saputo resistere alle “stars and stripes” anche se la maggior parte, all’insegna del “moglie e buoi…”, ha preferito il … made in Italy. 13APRILEPIEDILUCO 015.JPGDi barche da canottaggio sto parlando. La monotonia monocromatica ha lasciato sui campi spazio ad un’esplosione di colori: dagli azzurrini pallidi ai gialli intensi, dal nero pece all’argento sfolgorante anche se il bianco tradizionale è sempre di moda. Barche rosse pomodoro, amaranto, e con strisce un po’ di tutti i colori vivacizzano i campi di regata come le corsie di gara, dando una piacevole nota cromatica. Ma tutte quante avranno lo stesso compito: essere strumento indispensabile per il nostro sport, il mezzo tecnico che ci aiuterà a superare i nostri avversari. Piediluco 13 Maggio 2006_011.JPGBracci ad ala, tradizionali, di punta e di coppia, remi di fattura aussie, teutonica o semplicemente americana, contacolpi da barca e da polso, e abbigliamento tecnico: l’hi tech sta attecchendo anche in un mondo così conservatore come quello del canottaggio, diffidente verso le novità. La fame o se preferite la sete di nuove tecnologie fa sì che gli stand dei cantieri, degli importatori e chi più ne ha più ne metta, siano sempre affollati per tutto il periodo delle regate. Un grande interesse per un grande amore: il canottaggio.

Maurizio Ustolin

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