L'Annuario dello sport campano 2016 – 17


ROMA, 03 febbraio 2017 - Una gradevole strenna del CONI regionale della Campania al canottaggio nazionale e regionale: la copertina della nuova edizione (la terza) dell’importante Annuario, dedicata agli atleti olimpici di Rio offre una simpatica immagine del canottaggio. Così la didascalia ufficiale: “Gli atleti campani sul podio a Rio de Janeiro 2016: il 2 senza di Giovanni Abagnale e Marco Di Costanzo (foto D. Perna), Matteo Castaldo e Giuseppe Vicino dell'equipaggio 4 senza (foto D.Perna), Alessandro Velotto (foto A. Straccioli), Vincenzo Bori (foto M. Gratton), Assunta Legnante (foto M. Gratton). E nella sua nota introduttiva il presidente Cosimo Sibilia tra l'altro scrive “I Giochi brasiliani sono andati oltre ogni più rosea previsione, con cinque medaglie di bronzo conquistate e una serie di piazzamenti di grande livello che hanno confermato la qualità dei nostri ragazzi, di tecnici, di dirigenti che hanno tutti avuto un ruolo fondamentale nell'exploit olimpico della nostra regione”.

Una regione che ha dato molto al canottaggio, sviluppando un lungo pecorso iniziato nel 1889, quando il 20 novembre veniva fondato il Club Canottieri Italia (oggi Circolo del Remo e Vela Italia), nella cui scia ebbero a crescere le numerose società della regione. Nella lunga storia dell’Italia, che nella pagina dedicata al canottaggio viene ricordata come la prima società partenopea affiliata alla federazione canottaggio, appare che nel 1892 aveva promosso la costituzione della Sezione Partenopea del R. Rowing Club Italiano, braccio regionale della struttura nazionale fondata quattro anni prima a Torino. E nel 1893 incoraggiava la fondazione del Circolo Canottieri Sebezia (oggi R.Y.C.C. Savoia). Una passione crescente, che si allarga alla città ed in seguito l’Italia parteciperà con successo ai campionati italiani: Pasquale Ruggiero, Guido Fiorentino, Michele Platania e Onorato Fiorentino che nel 1896 avevano vinto a Como il titolo di campione italiano junior della jole a quattro, ed anche il successivo 1897 a Pallanza saranno ancora protagonisti, rivincendo col titolo la “Coppa del Vice Presidente” (del R.R.C.I.).

Nel 1900 gli sportivi partenopei potevano finalmente conoscere da vicino i migliori canottieri italiani partecipanti ai Campionati Italiani organizzati a Napoli, ma anche essere partecipi di una grande delusione. Le condizioni del mare, appare dalle vecchie cronache, non erano delle più favorevoli, causando delle strane situazioni: il via alla gara dell’otto fu dato con 20 minuti di anticipo sull’orario, forse una decisione avventata dello starter, magari per prevenire rischi e all’arrivo passarono nell’ordine Savoia, Italia e Lario, ma la gara fu annullata e fatta ripetere. Alla ripetizione i due equipaggi partenopei si astennero: vinsero i fiorentini della Libertas, secondi i livornesi de Il Remo e terza la Lario di Como. Un dispiacere che non frenò la passione partenopea per il canottaggio, tant’è che nel 1902 Torino applaudirà il due con del Circolo Nautico Napoli (Augusto Barbati e Homer Byinton) campioni d’Italia juniores (Coppa Villanova), mentre la formazione, con Luigi Stolte al posto di Byinton, sarà campione senior (Coppa Principe Amedeo) nel 1903 a Venezia e nel 1904 a Bocca d’Arno, a Pisa (*). Una passione in costante crescita, che porterà agli eventi e risultati più recenti, ed anzi continuerà a proiettarsi ancor più in avanti.

Se nel recente periodo, col ricupero al canottaggio del Lago Patria si è riaperta una importante finestra sul piano dell’organizzazione dei grandi eventi in Campania, quest’anno dal 6 all’8 ottobre a Maiori, nell’amalfitano, sarà realizzato l’assieme dei campionati italiani di jole da mare e di coastal rowing, specialità che rappresentano la tradizione e l’innovazione nel canottaggio da mare. A Maiori uno spazio nautico che da diversi anni in una gradevole cornice attrae gli appassionati della voga sul mare che qui sembrano avere trovato il luogo ideale per la loro passione. E qui, certamente in futuro potrà arrivare anche il premio di confronti internazionali.

Nel volume appare anche un’ampia documentazione dedicata a personalità sportive e associazioni insignite della Stella al Merito del CONI, ed altre benemerenze.Un capitolo è dedicato ai “maggiori impianti sportivi”, nel quale purtroppo manca il richiamo allo “Stadio del remo, al Lago Patria”, in cui negli anni è stata concretizzata molta storia del canottaggio partenopeo. E che certamente meriterebbe maggiore evidenza, ma viene ricordato nell’ambito della tabella dedicata agli atleti artefici di importanti risultati “(1963 - Stadio del Remo Lago Patria - Giochi del Mediterraneo)”, citazione che integriamo con il ricordo che nella squadra azzurra ci fu anche un equipaggio del C.N. Posillipo, il due con timoniere di Gaetano Cuccurullo, Claudio Tricarico, tim. Guido Marra, che vinse la medaglia di bronzo.
A parte questa notazione, che non vuol rappresentare una critica, ma l’auspicio di una maggiore evidenza nelle prossime edizioni, l’Annuario dello Sport Campano appare documento importante per la generale conoscenza ed apprezzamento di quanto città e regione abbiano contribuito alla crescita dello sport italiano.


Ferruccio Calegari



(*) Malauguratamente al richiamo di questi importanti risultati dei momenti iniziali di crescita del canottaggio partenopeo, come in altre circostanze, non siamo in grado di completare le formazioni di questi equipaggi: nei tempi lontani non si usava citare il nome del timoniere, quasi fosse soltanto un accessorio. Ed anzi, sin quasi gli anni venti, alla premiazione al timoniere veniva dato un premio di minor pregio rispetto ai vogatori. Soltanto in seguito sarà riconosciuto il valore del ruolo del timoniere, anche quale “secondo allenatore, in barca”.



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