Conferenza Stampa a Cernobbio per parlare di canottaggio


CERNOBBIO, 17 maggio 2013 - Si è trasformata presto in un “one man show” la conferenza stampa con Giuseppe Abbagnale organizzata dal Comitato Fic Lombardia a Cernobbio. L’occasione è stata la premiazione dei due equipaggi femminile lombardi che hanno ben figurato nella Women’s Eights Head of the River Race (miglior equipaggio straniero e 4° assoluto per le senior e quinte tra le straniere e 23° assoluto per le “baby”).

Nella palestra della Canottieri Cernobbio con Abbagnale e il presidente del Comitato Regionale, Giorgio Bianchi, anche il sindaco di Cernobbio, Simona Saladini, l’assessore allo Sport ed ex portiere di Como e Genoa, Simone Braglia, la campionessa del mondo di canottaggio Giulia Pollini e numerosi dirigenti del remo lariano, dal presidente della Cernobbio Pietro Corbellini, con il dirigente Nicola Alleruzzo, al presidente della Lario, Enzo Molteni, con il tesoriere Fabrizio Quaglino, che è anche presidente del Comitato di gestione del Centro remiero di Eupilio, e ancora il patròn della Canottieri Moltrasio, Sandro Donegana con il direttore sportivo Luigi Gaffuri.

Bianchi ha tracciato un rapido bilancio dei suoi primi mesi di gestione del Comitato, poi è stata la volta del sindaco di Cernobbio, Simona Saladini, che ha chiesto che sul Lago di Como torni una competizione di alto livello, visto il richiamo che il bacino potrebbe avere a livello internazionale.

Ma soprattutto è stato Giuseppe Abbagnale a toccare tutti i temi del remo italiano. E’ partito proprio dalla sfida degli otto a Londra, il presidentissimo, ricordando i tempi in cui con un equipaggio campano arrivò al 7° e al 3° posto l’anno successivo. Poi ha svestito il body di atleta e si è calato nei panni di presidente. Un “presidente di servizio – ha ricordato – non avevo mai voluto in precedenza spendere la mia figura per un incarico di dirigente federale. Se poi ho accettato questa sfida è perché volevo cambiare quel qualcosa nel canottaggio che non mi piaceva più. Ma sono il presidente di tutti” ha assicurato sorridendo Abbagnale ad Enzo Molteni, presidente della Lario, che ricordava come il Lago di Como non lo aveva appoggiato nella sua corsa al vertice della Fic, preferendogli, anche per ovvie ragioni di campanile, il bellagino Enrico Gandola.

Centro Remiero di Eupilio. Già in aprile Abbagnale si è recato a constatare lo stato di avanzamento dei lavori sul Lago di Pusiano, con il Centro remiero di Eupilio destinato a trasformare il lago brianzolo in un punto di riferimento per il remo nazionale e internazionale. “Avere centri periferici come Pusiano è indispensabile – ha detto Abbagnale – è sbagliato pensare a un’eventuale concorrenza tra Eupilio, Milano o Gavirate, che distano pochi chilometri. Magari ci fosse in tutta Italia questa abbondanza di strutture. E’ anche grazie a questo che il remo si sta sviluppando il Lombardia, con numeri e valori importantissimi soprattutto nel settore femminile.

College Remiero Universitario a Gavirate. Il presidente della Federcanottaggio ha ricordato anche l’accordo con l’Università dell’Insubria per il College Femminile a Gavirate. “Per ora può ospitare cinque atlete, ma puntiamo ad arrivare a dieci – ha detto – Prima parlavamo dell’Inghilterra, il modello inglese per le università è vincente. E ben vengano nuove convenzioni, con l’Insubria a Como o con altre università. Il nostro obiettivo è di potenziare queste strutture, da Pavia a Varese e di creare nuovi college a Napoli e a Firenze”.

Para-Rowing e il “caso Grizzetti”. Beppe Abbagnale parteciperà alle gare internazionali di Para-Rowing in programma a Gavirate. “So che sono usciti articoli critici qui in Lombardia sulla mancata conferma di Paola Grizzetti a responsabile del settore Para-Rowing, un tempo Adaptive Rowing – ha detto – Paola è un’amica, Giovanni Calabrese, suo marito è un amico. Sono persone validissime e amici veri. Con Giovanni ho vissuto periodi bellissimi in nazionale da atleta. Momenti in cui entrambi eravamo vincenti. Io speravo di poter convincere Paola a proseguire nella collaborazione in questo settore, visto l’ottimo lavoro svolto. Però la nostra organizzazione ora ha un’impostazione diversa. Un grosso sponsor ci ha chiesto di investire su un centro remiero di grande richiamo e la scelta è caduta obbligatoriamente su Milano, sull’Idroscalo e il suo bacino di pubblico che non ha eguali in Italia. Abbiamo così identificato nel ruolo di responsabile Dario Naccari, una figura in grado di girare per le società italiane, di promuovere collaborazioni e centri di specializzazioni locali. Per i disabili mentali, ad esempio in Lombardia, abbiamo individuato Como e la Canottieri Lario, in Toscana si stanno specializzando i livornesi, in Piemonte l’Armida, abbiamo contatti avviati in Puglia. Non si poteva mantenere ancora tutto a Gavirate per fare crescere il movimento. Paola Grizzetti visti i suoi impegni non avrebbe potuto svolgere questo ruolo di coordinamento e supervisione. Ha voluto parlare con il direttore tecnico Giuseppe La Mura, ma poi ha deciso di non accettare la nostra proposta”. “Oggi il settore del canottaggio dei disabili va coltivato, perché può dare grandi soddisfazioni. Certo, si deve essere preparati e disposti a collaborare. Io stesso ho dovuto studiare a fondo in questi mesi come rapportarmi con i vari enti, i centri specialistici e medici”. Anche perché i fondi per il canottaggio ex Adaptive sono dimunuiti. “Dal Comitato Paralimpico a fronte dei 200mila euro erogati per il 2012, quest’anno sono arrivati 90mila euro. E pensare che il Mondiali saranno in Corea del Sud, una trasferta impegnativa, costosa e di diversi giorni. Non so come faremo, anche perché è stata introdotta pure un’altra barca, un doppio misto”.

La politica e il rapporto con la scuola. Quando si sono fatte notare al presidente della Federcanottaggio le difficoltà per gli atleti di vertice del canottaggio di rimanere nell’ambiente dopo aver lasciato l’attività agonistica, Abbagnale si è infervorato. “Lo sport italiano non riesce a mantenere i suoi campioni. Si tratta di un fenomeno simile alla fuga di cervelli che avviene per i laureati migliori. Ho vissuto sulla mia pelle questo passaggio. Quante sono le persone che vincono un’Olimpiade? Sei, sette ogni quattro anni? Forse meno. E perché non pensare di impiegare queste risorse nel mondo della scuola ad esempio. Io ho dovuto penare per anni per entrare nelle scuole e così accade oggi, con campioni costretti a lasciare il remo ed entrare nel mondo del lavoro, perché solo i corpi militari sono in grado di garantire il futuro. La politica deve iniziare a fare il suo ruolo e oggi il canottaggio ha un’occasione importante, con Josefa Idem ministro allo Sport, Antonio Rossi assessore allo Sport in Lombardia e Giovanni Malagò (presidente della Canottieri Aniene) presidente del Coni”.

Il Direttore Tecnico La Mura. “Credo che sia un luminare che il mondo ci invidia – ha detto Abbagnale – tutti sanno che con lui ho anche un legame di parentela, ma il mio giudizio non è di parte. Ho potuto chiedere a La Mura di aiutarmi per riportare il suo metodo vincente. Oggi chi punta ad arrivare in finale alle Olimpiadi non ci arriverà mai. Si deve puntare a vincerle. In questi quattro anni vogliamo riportare il canottaggio italiano ai livelli del recente passato. La Mura deve fare crescere una squadra e dei tecnici attorno a lui per garantire il futuro del nostro sport. Poi io potrò anche lasciare”.

Il ritorno di "bisteccone" Galeazzi. “Dobbiamo lavorare anche sulla comunicazione” ha detto Abbagnale quando gli hanno ricordato come il canottaggio nell’immaginario collettivo sia ancora legato alle gesta dei “Fratelloni” raccontate da Giampiero Galeazzi, così come nel motociclismo è stato vincente il binomio Valentino Rossi – Guido Meda. Nessuno ricorda invece i campioni attuali, c’è ancora confusione tra barche e canoe. “Oggi comunichiamo bene nel nostro interno – ha spiegato – un po’ meno verso l’esterno. Ma per comunicare qualcosa all’esterno si deve avere un prodotto vincente. E se il canottaggio non vince la sua immagine ne risente. Come ne risente quella della Ferrari o ne risentirebbe quella di Valentino Rossi”.

“Nel mio primo incontro in Rai da presidente della Federcanottaggio per discutere sul palinsesto del canottaggio ho chiesto che Galeazzi tornasse a fare le telecronache – ha detto Abbagnale – La nostra barca fece la fortuna di Galeazzi vent’anni fa e Galeazzi ci trasformò in personaggi. Questo anche perché Giampiero veniva del mondo del canottaggio, ne conosceva i segreti. La Rai non ha accettato la nostra proposta, per motivi contrattuali, lo immaginavamo. Abbiamo però chiesto che il commentatore fosse sempre lo stesso. E abbiamo ottenuto che fosse Marco Lollobrigida, da affiancare a un tecnico come Raffaello Leonardo. Abbiamo chiesto al giornalista massima disponibilità per frequentare i nostri ambienti, per uscire in barca con noi. E’ così che si crea l’empatia tra la gente, si trasmette la passione per il remo. Quando avremo anche gli atleti vincenti il canottaggio tornerà in prima pagina”.


Paolo Annoni


Nella foto: il Presidente federale Giuseppe Abbagnale con i dirigenti delle canottieri lariane (Pietro Corbellini, Enzo Molteni e Sandro Donegana), il Presidente del Comitato Regionale, Giorgio Bianchi, la campionessa del mondo della Cernobbio, Giulia Pollini, il Presidente del Centro remiero di Eupilio, Fabrizio Quaglino e il dirigente della Cernobbio Nicola Alleruzzo.

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