Angelo Porcaro Presidente del Panathlon


MILANO, 27 febbraio 2013 - A Pavia quando si parla di canottaggio è come maneggiare un’artistica brocca in cristallo, assolutamente da non far cadere o magari rovinare con un piccolo urto. È la tensione che si avverte nell'ambiente quando si avvicina il fatidico appuntamento annuale del confronto negli “otto” per la “Pavia-Pisa” (*). O lo scoramento molto raro, talora, se il magnifico rettore è costretto a rendere omaggio al suo omologo pisano consegnando l'ambito trofeo ai pisani, accaniti avversari di un percorso di gara di pochi minuti che poi si riverbererà per i restanti 11 mesi e qualche giorno in attesa della rivincita, tutto questo ed altro lo percepisci dai racconti di uno “storico” personaggio che è pavese d'adozione, ma certamente più pavese di tanti altri nati in riva al Ticino.

Il personaggio – che spero mi perdonerà per questa definizione che non vuole essere ampollosa – è Angelo Porcaro, universalmente considerato napoletano, ma tale divenuto qualche anno dopo la nascita avvenuta nel 1940 all'ombra delle guerresche mura di Pietrastornina, antichissimo borgo longobardo-svevo in provincia di Avellino. Sarà soltanto 5 anni più tardi, quando ormai la Campania aveva superato il periglioso passaggio della guerra, che arriverà a Napoli iniziandovi dalle elementari il felice percorso studentesco. Ed è in questo ambiente che verso i 17 anni sentirà il richiamo dell'arte remiera, iniziando alla Canottieri Napoli un percorso che dalle yole da mare ben presto lo porterà ad altri obiettivi. Infatti dopo un paio d'anni anziché acclamarlo per successi in fuoriscalmo gli amici lo applaudiranno da aspirante campione del kayak. Ed eccolo in maglia azzurra a pagaiare nel K2 sul lago di Sabaudia ad un’internazionale canoistica assieme a Cesare Bruschini, nella gratificante atmosfera creata da campioni della levatura di Cesare Zilioni e Alberto Schiavi, all'epoca alfieri della canoa azzurra e delle Fiamme Gialle.

Tempo addietro, proprio alla vigilia di una trasferta in quel di Pisa, di cui ho dimenticato (lui dice meglio così) il risultato, avevo scritto alcune considerazioni su di lui, che ritengo di riprendere in parte.

Credo di conoscere Angelo Porcaro da una vita, quanto meno quando lui era ancora giovane allenatore di pimpanti equipaggi partenopei e non so se allora avesse idea di diventare l'importante personaggio della Pavia studiosa qual è oggi, approdando in riva al Ticino nel gennaio del 1971. Lo ricordo sempre indaffarato, agitato per assicurare il primato in gara ai suoi ragazzi anche nei momenti un po' delicati che può attraversare un allenatore tuttofare di una società quando magari all'ultimo momento gli viene a mancare un vogatore, situazione difficile da gestire e risolvere. Però è riuscito a superare sempre con garbo i molti problemi ed ora è un padre felice in quel di Pavia, non solo nel senso letterale del termine, ma anche come padre nobile del Cus Pavia, uno dei migliori sodalizi remieri italiani in assoluto ed in particolare anche nel mondo studentesco. Al quale ha dato tanto, con reciproca soddisfazione certamente e da parte sua e da parte dei prof-presidenti, ma anche dei rettori magnifici che hanno trovato in lui il personaggio esperto, colto, ben preparato nel suo campo specifico come docente ma anche quale capace coordinatore di un organismo in costante evoluzione, sapendo e riuscendo ad armonizzare in maniera ottimale un ambiente sportivo come quello universitario che qualche volta potrebbe sfuggire di mano al più navigato dei dirigenti. A fine 2011 viene eletto presidente del Panathlon di Pavia e così il presidente del Cus prof. Cesare Dacarro ne salutava l'elezione: “Porcaro ha impugnato davvero la barra dei timoni di infinite barche. Le sue grida hanno spinto equipaggi ed imbarcazioni sull’acqua dei campi di gara, nel corso di tanti anni di duro lavoro e di successi. Poi è venuto il periodo della dirigenza.

Porcaro è stato vicepresidente del Cus. Con un occhio sempre fermo sul canottaggio, ha interpretato il suo ruolo in modo olistico, l’unico approccio possibile per la dirigenza di una vera polisportiva come il Cus. Porcaro è un vulcano di idee, un generatore di tempeste: non consente latenze ed incertezze. Il Panathlon è avvisato”. E da “vulcano” di idee accompagna quanti nel nome dello sport le esprimono o ne accarezzano le morbide frange. E così la settimana scorsa a Borgarello, nella cerchia periferica di Pavia, ha organizzato al Green Park una delle sempre apprezzate “serate Panathlon” dedicata alla donna ai vertici nella società e nello sport, con relazioni della professoressa Elisa Signori e dell'avv. Debora Tundo. Testimonials della serata tre vogatrici, ottime ai remi ed anche nello studio, Laura Schiavone, Claudia Wurzel e Sabrina Noseda. Ed è qui che nasce l’importante notizia: il prossimo 26 marzo Sabrina Noseda, campionessa della “Lario”, dopo avere già concluso tutta la serie di esami, darà le ultime palate verso la tesi di laurea in “scienze motorie”, assistita dal prof. Angelo Porcaro e con lei anche un canottiere, Francesco Stoppa, attivissimo allenatore della “Milano”, a sua volta in linea col ciclo di esami. Ma per rafforzare il gruppo “in rosa” l'attivissimo prof. Angelo Porcaro sta accompagnando nelle ultime “pagaiate” anche la canoista cremonese Viola Pagliari della Canottieri Baldesio, la cui tesi sarà discussa a giugno.


Ferruccio Calegari


(*) Al 2012 il felice score dei pavesi sottolinea 30 vittorie contro le 17 di Pisa.

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