Francesco Cattaneo: "L'Italia è tornata tra le grandi del canottaggio"


LUCERNA, 14 luglio 2013 - Al termine della competizione il Coordinatore delle Nazionali Francesco Cattaneo, fa un'analisi della partecipazione italiana alla Coppa del Mondo di Lucerna dalla quale emerge come ci sia ancora molto lavoro da fare per far ritornare la nazionale azzurra ai livelli del passato, quando era forte il senso di unità e d'identità nazionale all'interno del team azzurro.

"Abbiamo preparato questa competizione alla stregua di una tappa di passaggio verso il mondiale coreano. Infatti per comporre la squadra abbiamo integrato il gruppo olimpico convocando alcuni atleti ed atlete giovani, peraltro alla loro prima partecipazione in una regata di alto livello come questa, come per esempio i componenti del quattro senza senior e pesi leggeri. In questo modo abbiamo avuto a disposizione una rosa allargata di potenziale umano con la quale sono iniziate alcune sperimentazioni sfociate nelle formazioni che hanno gareggiato a Lucerna. I risultati ottenuti ci dicono, quindi, che siamo sulla strada giusta per proseguire il cammino verso il Mondiale, confortati anche dal successo ottenuto ai Giochi del Mediterraneo di Mersin e all'Europeo di Siviglia.

E' bene chiarire subito, però, che questo non ci deve illudere poiché, come ho già detto, Lucerna è stata per noi solo una tappa di passaggio, come lo sono state anche le altre gare. Noi non conosciamo a che punto è la preparazione dei nostri competitor, ma siamo coscienti della nostra preparazione, e siamo certi che le altre nazioni, dopo questa prova di Coppa, prenderanno i giusti provvedimenti. Noi, ovviamente, dobbiamo prendere i nostri. Ripeto, nessun atleta deve esaltarsi oltremisura per il successo ottenuto in questa regata, ed anche quelli che non sono saliti sul podio devono rimboccarsi le maniche e lavorare avendo, soprattutto, fiducia nel programma di allenamento e nel progetto che lo contiene e che vogliamo sviluppare in maniera condivisa con tutti gli atleti e le atlete della squadra nazionale. Questi risultati di oggi, di tutta la compagine, e quindi dal 1° al 12° posto, confermano anche che il canottaggio italiano, facendo le cose per bene e lavorando seriamente, può ritornare subito ad essere una grande nazione temuta e rispettata.

Stiamo lavorando da cinque mesi, il primo raduno è stato svolto a fine gennaio, ed è indubbio che i ragazzi per primi avevano bisogno di capire il metodo di allenamento, anche se alcuni di questi atleti lo hanno sempre adottato negli anni passati, mentre altri avevano solo un'infarinatura, seppur adeguata, ed altri ancora dovevano interpretare meglio il lavoro che già facevano in società ed oggi non ancora del tutto chiarito. Insomma, dobbiamo stare con i piedi per terra e non illuderci, poiché al nostro insediamento abbiamo trovato una squadra devastata psicologicamente con una grossissima crisi d'identità in tutte le compagini poiché v'erano ben sei squadre: quella senior maschile, quella pesi leggeri maschile, quella del settore donne (junior, under 23, senior e pesi leggeri), quella under 23 maschile, quella junior maschile e quella para-rowing. Abbiamo quindi dovuto ricreare la giusta mentalità che identifichi un'unica squadra. Per ottenere questo risultato abbiamo lavorato a livello fisiologico, tecnico e, soprattutto, a livello psicologico. Un lavoro che piano piano sta facendo ritornare l'identità di squadra alle atlete e agli atleti che si sentono parte di un progetto e di una sola compagine. Questo, dalle dichiarazioni dei ragazzi, credo stia avvenendo o per lo meno ci troviamo sulla strada giusta. Altra cosa che ho potuto notare qui a Lucerna è che le grandi nazioni leader del canottaggio investono molto e curano i particolari sia a livello medico, fisiatrico e sia tecnico. Un grande investimento di risorse, come fa la Nuova Zelanda che non ha badato a spese ed aveva una quantità di materiale tale da consentire alla squadra di risolvere qualsiasi tipo di evenienza. Se l'Italia è disposta a investire, come fanno le nazioni leader, possiamo continuare a fare il canottaggio di alto livello altrimenti non si può pretendere di andare oltre quello che stiamo facendo.

Voglio ringraziare, infine, tutti i capo settore e i collaboratori tecnici che hanno dato il meglio di loro stessi, che, con passione e professionalità, hanno consentito ai nostri atleti di poter gareggiare nelle migliori condizioni. Grazie al settore medico, sempre puntuale e attento alle esigenze degli atleti, e grazie anche alla team manager che ha risolto numerosi problemi. Un grazie forte a tutte le Società che hanno contribuito a preparare i loro atleti che oggi hanno portato in alto la nostra bandiera. Grazie a tutti
".

  

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