Armando e Luca: l'oro della perseveranza

PLOVDIV, 19 agosto 2012 - Dal 2007 l'Italia non conquistava il titolo iridato nella specialità del due senza Pesi Leggeri. Allora, insieme ad Andrea Caianiello, c'era Armando Dell'Aquila. Entrambi Posillipo, futuri atleti delle Fiamme Oro. In barca, oggi, c'è ancora Dell'Aquila, figlio di Antonio (quarto alle Olimpiadi di Los Angeles nel 4 di coppia), ed in questi ultimi cinque anni ha conquistato ancora medaglie ai Mondiali: argento nel 2008, 2009 e 2011 nel due senza PL, bronzo nell'otto PL nel 2010 nella lontana Lake Karapiro (Nuova Zelanda). L'intesa con Luca De Maria, anch'egli maturato nel Posillipo (prima società Ilva Bagnoli) ed arruolato poi in Polizia, risale al 2005, anno in cui i due azzurri partecipano al Mondiale Junior di Brandeburgo conquistando il secondo posto. Diciotto anni Armando, soltanto sedici Luca: si ritroveranno sul podio iridato, in identica posizione, sei anni dopo ma nel 2012, nel compresso campo di regata bulgaro, hanno salito insieme uno scalino dopo un'eccezionale finale. Campioni del mondo, emozione provata già un anno fa ad Amsterdam 2011 da De Maria quando si aggiudicò il quattro senza Pesi Leggeri.

"E' stato l'anno del definitivo riscatto dopo un periodo di problemi - spiega il venticinquenne Dell'Aquila - Luca è stato ancora una volta un grande compagno per una finale di assoluta adrenalina. Oggi ho provato qualcosa di indescrivibile, abbiamo concretizzato gli sforzi degli ultimi mesi con una gara in cui, oltre a tecnica, determinazione e forza, ci abbiamo messo tantissimo cuore". Dell'Aquila ricorda anche la sofferta qualificazione in semifinale. "Sia lì, sia in batteria il nostro obiettivo era semplicemente quello di passare, far crescere la nostra forma per esprimerci al meglio nell'ultima e decisiva gara: ce l'abbiamo fatta anche grazie all'importante allenamento di ieri in cui abbiamo curato gli ultimi dettagli. La prima dedica è per la mia fidanzata Enrica (Marasca, ieri bronzo nel quattro di coppia PL n.d.r.), per mia sorella Adele e mia mamma che mi conforta sempre nei momenti peggiori. Un ringraziamento alle Fiamme Oro ed a Vittorio Altobelli che ci ha seguito in raduno".

Il prodiere De Maria, ventitrè anni, racconta la finale. "Siamo partiti benissimo, ci siamo trovato subito avanti ed abbiamo pensato solo a trovare il massimo vantaggio sui nostri avversari". De Maria, ritratto della gioia, si corregge ridendo. "Anzi no, per un attimo ho pensato anche alla corretta tecnica! Scherzi a parte, sapevamo che prima o poi qualcuno ci avrebbe attaccato: sono stati gli olandesi, siamo stati bravi a impedir loro di superarci dando tutto noi stessi negli ultimi 250 metri. Un ringraziamento, da parte mia, alla mia famiglia, al nostro tecnico Valter Molea (Fiamme Oro n.d.r.) ed una dedica ai ragazzini dell'Ilva Bagnoli"

 

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