PLOVDIV,
18 agosto 2012 - La prima gioia
azzurra in questa mattinata deriva
dal bronzo del quattro di coppia
leggero femminile, salito sul podio
dopo il quarto posto del 2011. Sono
subito Enrica Marasca (Marina
Militare) e Giulia Pollini (Can.
Cernobbio) a dedicarlo a Giulia
Benigni, allenatrice federale
"per averci sempre seguite con
attenzione, cura e simpatia". Le
dediche proseguono con la Marasca
che sposta l'attenzione sul
fidanzato Armando Dell'Aquila,
domani in gara nel due senza Pesi
Leggeri, sui tecnici della Marina
Militare Giovanni Lepore, Marco
Russo e Alessandro Donegana, e sulla
compagna Laura Milani. Terza
medaglia femminile nei Pesi Leggeri
in questo quadriennio dopo l'argento
ed il bronzo di Laura Milani nel
singolo a Poznan 2009 e Lake
Karapiro 2010. Elena Coletti
(Lavoratori Terni) ringrazia
Eleonora Trivella, riserva a Plovdiv
e compagna di barca ai Mondiali
Under 23, "alla faccia di chi
diceva che l'argento lo abbiamo
conquistato perché c'erano soltanto
quattro barche iscritte".
L'analisi dell'esperienza bulgara
tocca a Erika Bello (Can.
Civitavecchia). "Gara bella,
siamo partite bene e, con un passo
ben respirato, abbiamo guadagnato
una buona posizione. Enrica ha
chiamato sempre i via nel giusto
modo. Negli ultimi 250 metri siamo
partite forte, ma qualche raffica ci
ha scomposto. Comunque siamo molto
contente perché ci siamo riprese la
medaglia sfuggita un anno fa".
"Gara
splendida, credevamo di poter
vincere ma onore alla Germania che è
stata più forte di noi" dichiara
Jirka Vlcek (Fiamme Oro) a proposito
della finale dell'otto Pesi Leggeri
conclusa con l'argento dedicato a
Fabrizio Gabriele. Stesso risultato,
un anno dopo Bled. D'accordo con lui
il timoniere Gianluca Barattolo
(Marina Militare). "L'equipaggio
si è comportato benissimo, sempre
molto attento a tutto ciò che
succedeva in gara. Siamo rimasti
sempre uniti, anche nelle
difficoltà". Salvatore Di Somma
(Fiamme Gialle) si sposerà tra due
settimane con Renata con al collo
l'argento. "La Cina è stata una
sorpresa, noi però abbiamo
incrementato bene il nostro
vantaggio. Vorrei ringraziare tutte
le famiglie che ci hanno supportato,
un bacione ovviamente alla mia
Renata".
"Sono
contento perché il nostro innesto è
servito a far crescere ulteriormente
la barca - dichiara il
poliziotto Andrea Caianiello reduce
dai Giochi Olimpici di Londra 2012 -
Pur lavorando insieme tutti
quanti per pochi giorni, abbiamo
trovato un buon affiatamento ed
oggi, in particolare, si è visto in
questa finale". Con sulle spalle
il figlioletto Josè, il collega
Davide Riccardi esprime la sua
soddisfazione. "In ogni segmento
di gara ci siamo espressi bene,
abbiamo fatto il massimo e non
abbiamo davvero nulla da
rimproverarci. Questa
medaglia è il risultato di un anno
molto travagliato per ragioni che
gli addetti ai lavori conoscono
molto bene ma che non esporrò in
questa giornata di festa.
In primis dedico questo risultato a
mia moglie Veronica e mio figlio
Alejandro che, oltre ad essere
sempre presenti sui campi di gara,
mi confortano sempre nei momenti più
ardui e difficili. Un pensiero
particolare va' al mio compagno
Livio La Padula che, pur essendo
impegnato nella preparazione
olimpica, ad aprile accettò di
mettersi in discussione con me nella
regata valutativa per questo
mondiale sapendo che avrebbe avuto
la possibilità di provare la barca
solo nel week-end di gare. Infine,
ma non per ultimi, grazie a Fabrizio
Gabriele che sfortunatamente ci ha
dovuto lasciare per problemi fisici,
a Gianluca Santi e Matteo
Gragnaniello che sono stati parte di
questo gruppo fino alla fine,
contribuendo con dedizione ed umiltà
alla conquista di questo argento!". Il pensiero di
Martino Goretti e Livio La Padula va
a Vittorio Altobelli. "Un
allenatore davvero con i fiocchi, lo
ha dimostrato sia alla Canottieri
Caprera con i successi di Sapino e
Zaharia ai Mondiali Under 23 e qui
con noi a Plovdiv seguendoci con
grande professionalità in ogni
momento della nostra avventura".
Matteo Pinca, il capovoga salito
all'ultimo per sostituire
l'infortunato Gabriele, ringrazia i
compagni. "Splendidi. Li
ringrazio per aver accettato la mia
presenza in barca. Una bella
esperienza, anche se sono
dispiaciuto per Fabrizio che avrebbe
meritato di gareggiare in questo
Mondiale". Prima medaglia
internazionale, a livello Assoluto,
per Catello Amarante. "La dedico
a mio cugino Catello I, alla mia
famiglia ed a capo Lepore".