Con il quarto posto di Carboncini si chiude l'Olimpiade dei toscani


FIRENZE, 05 agosto 2012 - Con il quarto posto di Lorenzo Carboncini nel due senza assieme a Niccolò Mornati alle spalle di una stratosferica Nuova Zelanda, di una sorprendente Francia e di una sempre solida Gran Bretagna, finiscono praticamente i Giochi Olimpici del canottaggio toscano.

Manca ancora l’ufficialità de piazzamento di Luca Agamennoni nel quattro senza: il livornese delle Fiamme Gialle domani in finale B se la vedrà per un piazzamento dal settimo al dodicesimo posto, comunque onorevole se si pensa che il quattro senza azzurro ha subito stravolgimenti fino a poche settimane fa e che a bordo, con gli argenti olimpici di Aga stesso e Simone Venier, ci sono due esordienti come Capelli e Paonessa, quest’ultimo poco più che ventenne.

Non solo, il quattro senza di Luca è stata la barca, tra quelle azzurre escluse dalla finale, che più ha venduto cara la pelle per coronare il sogno di entrare nei primi sei dell’Olimpiade londinese, e alla fine il brusco risveglio si è verificato per appena un secondo e tre decimi.

I Giochi di Francesco Fossi e Matteo Stefanini si sono chiusi questa mattina con il quinto posto in finale B, undicesimo complessivo tra i quattro di coppia. Una mezza delusione per il talento fiorentino, il più forte in tutta Italia ai test remoergometrici, e il deciso canottiere samminiatese, capace di ritornare ai Giochi a otto anni da Atene 2004. Una mezza delusione perché a Monaco, nell’ultima tappa di Coppa del Mondo, era arrivato un terzo posto che aveva acceso luci importanti, di grande speranze, per la prestazione olimpica del quadruplo azzurro. Ma a Eton la barca non ha girato, come ci si attendeva, e si sa, a un’Olimpiade non ti aspetta nessuno. Consoliamoci con il fatto che Fossi e Stefanini, compagni di squadra in Fiamme Gialle e legati da una forte amicizia anche lontano dai remi, hanno ancora un quadriennio davanti (il fiorentino è un classe ’88, di quattro anni più grande è il samminiatese) per tornare alla manifestazione a cinque cerchi ed essere protagonisti.

E Carboncini? A lui, lo avevamo detto, era rimasto aggrappato tutto il canottaggio della Toscana che sognava una medaglia a Londra. Quella medaglia purtroppo non è arrivata. Hanno lottato Lorenzo e Niccolò, Carbo e Nick, alla seconda Olimpiade assieme dopo Pechino 2008 sul quattro senza; hanno lottato lasciando andare una Nuova Zelanda di un altro pianeta e la Francia, partita forte e dalla quale, forse, ci si attendeva un crollo nella seconda parte di gara.

Quel crollo purtroppo non è arrivato: i Kiwi hanno continuato la loro potente sinfonia, la Francia sorprendentemente ha tenuto il colpo andando addirittura ad incrementare per il secondo posto, mentre gli inglesi hanno tenuto fede alla loro grande tradizione nella specialità e hanno agguantato, con le unghie e con i denti, il bronzo.

Carboncini e Mornati sono stati lì per tre/quarti di gara, sempre a mezzo secondo dal bronzo, e a metà regata sembrava ci potessero essere le forze per poter agguantarlo. Così purtroppo non è stato, negli ultimi 500 metri Lorenzo e Niccolò si sono appesantiti ed hanno lasciato agli avversari oltre quattro secondi, andando a chiudere al quarto posto.

La Toscana del canottaggio lascia i Giochi Olimpici di Londra 2012 senza una medaglia, cosa che non accadeva da Atlanta 1996 (nel mezzo l’argento di Leonardo Pettinari a Sidney, i bronzi di Agamennoni e Lorenzo Bertini ad Atene, l’argento ancora del finanziere livornese a Pechino).

L’appuntamento ora è per Rio de Janeiro 2016. Il Granducato tornerà a caccia di un metallo a cinque cerchi. Per il momento, a prescindere dai risultati, grazie ad Agamennoni, Carboncini, Fossi, Stefanini, e anche a Bertini che purtroppo alla fine non ha potuto gareggiare. Un’Olimpiade è sempre un’Olimpiade, esserci deve essere già un onore.


Niccolò Bagnoli - Ufficio Stampa Comitato FIC Toscana -

FOTO FISA

 

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