A tu per tu con Mario e Francesco


ROMA, 24 luglio 2012 - Insieme in Bielorussia a Brest 2010, nel giorno del trionfo ai Mondiali Under 23 nel quattro senza. Insieme in Nuova Zelanda Lake Karapiro 2010, nel giorno della finale dei Mondiali Assoluti. Insieme in Slovenia a Bled 2011, nel giorno della conquista del pass alle Olimpiadi di Londra, ed in Bulgaria, a Plovdiv 2011, nel giorno della prima medaglia internazionale assoluta (bronzo) agli Europei. Sempre nella stessa barca, non a Eton però: entrambi passati alla vogata di coppia durante l'inverno, Mario Paonessa è tornato alla punta ed è prodiere del quattro senza mentre Francesco Fossi siede al terzo carrello del quattro di coppia terzo classificato in Coppa del Mondo a Monaco di Baviera. Per tutti e due è la prima Olimpiade.

Come ti sei preparato per questa Olimpiade?
MP: "Quest'appuntamento è la realizzazione di un sogno, il coronamento di tante stagioni di grande impegno. Nell'ultimo mese siamo stati in raduno Livigno: la temperatura non è propriamente adatta alle mie abitudini, ma è la terza volta che affronto l'allenamento in altura ed ormai mi trovo bene. Con i compagni di barca siamo un bel gruppo e stiamo iniziando a sentirci anche un equipaggio affiatato. Io e Vincenzo Capelli continueremo a lavorare sino alla batteria ed a fare tesoro dell'esperienza ed i consigli di Luca Agamennoni e Simone Venier durante ogni uscita. Sto poi ricevendo parecchi consigli per affrontare le eventuali difficoltà".
FF: " I miei nuovi compagni di barca sono vecchi amici: mi trovo molto bene, sono dei professionisti e dei campioni, impari molto a stare in barca con loro. Fuori, riusciamo a staccare dallo stress degli allenamenti e divertirci molto".

In che modo le tue società hanno influito sulla tua crescita sportiva e personale?
MP: "Ho iniziato nel 2000, a nove anni e mezzo al CN Stabia dopo una buona esperienza da portiere (Europei Pulcini n.d.r.). Con Antonio La Padula, ho imparato il vero canottaggio a contatto con tanti campioni: la grinta, la tecnica, il modo di interpretare le gare. Con Franco Cattaneo, alle Fiamme Gialle, c'è stato l'affinamento ed ho imparato ancora molto".
FF: "A Firenze, ho trovato un ambiente stimolante che mi ha consentito di emergere. Qui iniziai a 12 anni quando mio padre Marco mi portò per farmi dimagrire. Alle Fiamme Gialle, la garanzia di un futuro sicuro e la possibilità di compiere il salto di qualità. Con Luigi De Lucia prima e Franco Cattaneo adesso mi sono trovato sempre bene".

Quali personaggi sono stati importanti nella tua carriera e cosa ti hanno trasmesso?
MP: " Antonio La Padula, ancora oggi, mi dà suggerimenti importanti su come affrontare le nuove sfide della mia vita. Devo dire che mi ha cresciuto come il suo terzo figlio. Mio padre Ottavio, invece, mi ha guidato sino a oggi sacrificando anche parte del suo tempo ".
FF: " Ho cercato di prendere i lati positivi di ognuno. Luigi De Lucia mi aiutato a trovare la mentalità che mi contraddistingue, Franco Cattaneo ha lavorato a fondo per farmi raggiungere questi risultati. Da Lorenzo Carboncini sto imparando cosa significa essere un n vero atleta: da due anni, quando sono a Firenze, mi alleno spesso con lui. Anzi potrei dire che sono "a bottega" da lui".

I tuoi risultati. Quale ti ha dato maggior gioia e perché?
MP: "Vincere i Mondiali Under 23 in quattro senza e, un anno dopo, conquistare la qualificazione alle Olimpiadi nella stessa specialità".
FF: "La qualificazione olimpica dopo essersi guadagnato il posto al mondiale grazie alla vittoria iridata nel quattro senza l'anno prima. Sicuramente, sono anche molto felice della medaglia nell'ultima prova di Coppa del Mondo vinta a Monaco di Baviera nella specialità del quattro di coppia ".

Il più deludente?
MP: "La finale di Lake Karapiro, a mio avviso non siamo riusciti a esprimere il nostro reale potenziale dopo un cammino esaltante".
FF: "Non aver vinto il 4 con junior ai Mondiali nel 2005 perché eravamo una barca composta da ragazzi del Firenze e veri amici: vincere assieme sarebbe stato fantastico"

Ti piace viaggiare? Quale è il posto più bello visitato grazie al canottaggio?
MP: " Pechino, per i Mondiali Juniores 2007, e poi Siviglia, per la FISA Team Cup".
FF: "Viaggiare non è soltanto un piacere, ma è fondamentale per capire e conoscere meglio anche casa nostra. Grazie al canottaggio ho girato moltissimi posti. Mi è piaciuta molto la Nuova Zelanda, l'atmosfera di gare come Head of the River ed Heineken Cup ad Amsterdam e Siviglia è poi fantastica".


Un tuo pregio ed un tuo difetto?
MP: "Lo stesso: sono troppo sincero".
FF: "Da un lato ci metto la determinazione, dall'altro la testardaggine che però si trasforma anche in pregio quando si raggiungono gli obiettivi più importanti. Poi dico anche che cerco di imparare il più possibile dagli altri e sono molto curioso, purtroppo non sempre metto in pratica quello che imparo".
Se non avessi conosciuto il canottaggio, in quale altro sport avresti fatto strada?
MP: "Non saprei"
FF: " Mi piacerebbe poterti rispondere nel ciclismo ma, vista la stazza, credo che il canottaggio mi si addica di più".

Un personaggio positivo, per te, nel mondo dello sport?
MP: "Umberto Pellizzari: un atleta completo sotto il profilo del fisico e della mentalità".
FF: "Peter Sagan: giovane, vincente, sa stare al suo posto e si diverte sempre".

La tua canzone?
MP: "Ce ne sono tante, ognuna per un determinato periodo. Adesso la sto ancora scegliendo..."
FF: "Wish you were here dei Pink Floyd"

Quale film?
MP: "Armageddon".
FF: "La Grande Guerra"

Se ti dico Londra, a cosa pensi?
MP: "A tanta pioggia..."
FF: " Penso che sarà incredibile, penso a quanto ho lavorato per tutto questo tempo per arrivare a un'Olimpiade. Sarà molto bello godersi l'atmosfera prima di concentrarsi per le gare"


Nelle immagini: Francesco e Mario; sul quattro senza a Bled 2011; in acqua e sul podio di Brest 2010

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