FIRENZE,
18 luglio 2012 - Uniti nella specialità e nel risultato. Nel quattro di coppia e nell’argento
iridato Under 23. Per il resto, due universi separati. Matteo Baluganti, un
gigante di oltre un metro e 90 con 92 chilogrammi di muscoli da portare a
spasso, fino al 2008 con il canottaggio ha ben poco a che vedere.
Elbano di Portoferraio, a casa la sua specialità sono i gozzi, ma di fuoriscalmo
nemmeno l’ombra. Viene scoperto da uno che invece cos’è il canottaggio lo sa,
eccome: Leonardo Pettinari, che lo convince a cimentarsi nella pratica a
Pontedera.
Nascerà un campione, in grado, appena due anni dopo aver preso il remo in mano
per la prima volta, di andare a medaglia in un Mondiale Junior, secondo nel 2010
a Racice sul quattro di coppia. Poi la delusione del quinto posto ai Mondiali
Under 23 dell’anno successivo, un quinto posto che lasciò l’amaro in bocca. Fino
a Trakai…
Eleonora Trivella è uno scricciolo che a malapena raggiunge i 60 chilogrammi, ma
che il canottaggio se lo è trovato nel sangue, insieme ad una grandissima
determinazione. In barca dal 2001 tra la Giacomelli di Pisa, il Viareggio e la
VV.F. Billi-Masi, spesso e violentieri con la compagna di mille battaglie,
Martina Ferrarini, per lei partecipare ai Mondiali nel corso degli anni ha
rappresentato la norma.
Tre Mondiali Junior sul doppio, con l’apice del bronzo di Linz del 2008 con
Martina, la mancata finale iridata Under 23 sul quattro di coppia Pesi Leggeri
del 2009, l’urlo mondiale del 2010, la beffa di Bled dell’anno scorso, quarte,
da campionesse mondiali, per un centesimo. Fino a Trakai…
Trakai, Lituania, Campionati Mondiali Under 23, stessa barca per Matteo ed
Eleonora, il quattro di coppia, PL ovviamente per la portacolori della
Billi-Masi. E’ lei ad aprire la danza.
Con Cecilia Bellati, Denise Zacco ed Elena Coletti, Eleonora è protagonista di
una gara d’attacco: avanti ai 500 ed ai 1000, la Germania spinge ma è dietro,
Olanda e Stati Uniti lontanissime da subito. E’ con le tedesche che c’è da
combattere, ai 1250 il vantaggio c’è ancora ma si è ridotto molto, la Germania
mette tutta la sua caparbietà in acqua, e com’è normale le azzurre pagano lo
sprint iniziale.
Poco prima dei 1500 avviene il sorpasso, Germania avanti, Ele e compagne ci
credono, rincalzano, salgono, ma le tedesche forti di un passo più sostanzioso
mettono due secondi tra loro e le azzurre, e si prendono l’oro. Il quadruplo
leggero rosa è però secondo, e va bene.
Il 2011 è cancellato Ele, sei ancora sul podio internazionale, alla tua ultima
occasione da Under 23. E ora poi la tua bacheca è piena: bronzo 2008, oro 2010,
argento 2012… Gli anni pari ti portano bene a quanto pare, ma prima del 2014,
guardiamo con fiducia al 2013, non si sa mai la ruota giri…
12.56 di domenica 15 luglio, il quadruplo di Matteo, e con lui Gabriele Cagna,
Michele Manzoli e Bernardo Miccoli, è l’ultima imbarcazione azzurra a solcare il
campo di gara lituano. Un campo di gara fin qui amico, se è vero che i quattro
moschettieri sono arrivati in finale facendo registrare il miglior tempo delle
batterie e in semifinale. Normale che gli occhi siano addosso a loro…
La pressione, Matteo e soci la sentono: partiti bene e transitati secondi ai 500
dietro l’Ucraina, si disuniscono, la gara va via forte e a metà, pur non
distantissimi, sono appena quinti. Poi come spesso accade, si accende una
miccia. Manzoli mette la sesta, Miccoli lo segue come un’ombra, Cagna al quattro
con la coda dell’occhio vigila sulla situazione di chi sta per essere
fagocitato, e Matteo, al terzo carrello, fa ciò che gli riesce meglio: scarica
in acqua tutto ciò che ha. E il mix riesce. La Repubblica Ceca viene mangiata, a
circa 200 metri dal traguardo una spallata secca fa cadere i francesi dal podio,
i colpi della disperazione a meno 100 metri buttano giù gli australiani. Alla
fine è oro Ucraina, argento Italia a poco più di un secondo (ma se ci fossero
stati altri 100 metri…), bronzo Australia. La Francia è quarta, a chiudere un
fazzoletto di meno di due secondi nei quali sono racchiusi i primi quattro
posti.
Anche per te, Matteo, è cancellato il 2011, questo argento eroico ti ripaga dei
mille sacrifici fatti per allenarti sotto Sergio Marrucci e il tuo mentore
Pettinari al Pontedera, questo argento è l’inizio di una seconda carriera:
ancora due anni da Under 23 davanti, ancora due anni da protagonista, e speriamo
di più.
Eleonora e Matteo, Matteo e Eleonora, così uguali e così diversi, così giovani e
così vincenti, così orgogliosamente toscani. E la Toscana del remo è orgogliosa
di loro.
Niccolò Bagnoli - Ufficio Stampa Comitato FIC Toscana -