Claudio Provenzano: «Vincere è stato incredibile. dedico l’oro
 a Di Liberti»


CATANIA, 17 luglio 2012 - Quando Claudio Provenzano ha varcato la soglia degli arrivi, all’aeroporto Falcone Borsellino di Palermo, è stato accolto da uno scroscio di applausi. Con la medaglia di campione del mondo al collo e la divisa della Nazionale, il peso leggero del Telimar ha abbracciato parenti, amici e compagni di squadra, raggianti per l’ennesimo titolo mondiale approdato a Palermo. «Al Telimar è il nono e con tre atleti», specifica Marco Costantini, tecnico della squadra, «un successo che conferma il nostro ottimo lavoro che, nel caso di Claudio, è iniziato due anni fa e, quest’anno, è continuato grazie al supporto di Nazareno Rovella, Riccardo Carapezza e poi al mio ritorno in squadra, due mesi fa». Ma il più felice, naturalmente, è lui, il neo campione del mondo (in alto, primo da destra insieme a Francesco Pegoraro, Leone Barbaro e Matteo Mulas) nel quattro di coppia pesi leggeri Under 23.

Claudio, raccontaci la finale.
«Siamo partiti in acqua 6, che è stata assegnata all’equipaggio vincitore, con il miglior tempo, delle batterie. Eravamo molto carichi, sapevamo di poter puntare alla vittoria, visto il modo in cui abbiamo vinto la batteria. Abbiamo fatto una partenza bruciante, ci siamo messi davanti fino a raggiungere il massimo vantaggio ai mille metri: c’era anche un po’ di luce con la Francia. Negli ultimi 500 metri, abbiamo pagato un po’ il grande sforzo e i francesi si sono avvicinati, ma siamo riusciti a controllarli fino al traguardo».

Cosa vuol dire vincere un Mondiale. Che cosa hai provato?
«È difficile descrivere l’emozione. È qualcosa di incredibile. Ho iniziato ad assaporare la vittoria quando negli ultimi 250 metri ho visto le boe rosse: ho capito che stavamo per vincere e l’adrenalina ci ha aiutati. È stato bellissimo, ancora non ci credo».

A chi dedichi questa vittoria?
«Ad Alessandro Di Liberti, innanzitutto. È grazie a lui e al suo sostegno se oggi sono qui, se due anni fa, dopo un lungo stop, ho ricominciato a remare. Ma dico grazie anche alla mia famiglia e al Telimar».

Adesso arriva il meritato riposo?
«Beh, non direi. Ho una gara di fondo su 6 chilometri a Vienna il 2 agosto. Andrò in singolo col Telimar. Nulla di particolarmente impegnativo, andrò per divertirmi. Poi mi riposerò una settimana, a cavallo di Ferragosto, e dopo inizierò la preparazione per i campionati italiani Under 23 a settembre, dove gareggerò in singolo e forse anche con un’altra barca».

Quali obiettivi per il futuro?
«Questo è il mio ultimo anno Under 23. Dal 2013 diventerò pl A e punterò a fare il Mondiale in quella categoria».

E Rio 2016?
«Non ci penso. Manca troppo tempo e so che devo migliorare molto. Si vedrà. Intanto, il mio obiettivo è allenarmi e entrare in un gruppo sportivo militare, magari le Fiamme Oro, dove c’è la maggior parte degli atleti pesi leggeri olimpici italiani». 


Stefano Lo Cicero Vaina

 

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