ROMA,
20 giugno 2012 -
Il 19 giugno 2012, Assonautica, Federazione Italiana Canoa e Kayak, Federazione
Italiana Canottaggio, Federazione Italiana Motonautica, Federazione Italiana
Pesca Sportiva e Attività Subacquee, Federazione Italiana Vela, Lega Navale
Italiana e Rivista Nautica, con la firma del Protocollo d’Intesa, hanno
costituito la Consulta dell’Utenza Nautica (C.U.N.), che si
propone come interlocutore del mondo politico, amministrativo ed
imprenditoriale, in rappresentanza di centinaia di migliaia di utenti della
nautica.
Il sodalizio nasce con il Patrocinio dell’Associazione Parlamentari Amici del
Mare e della Nautica e del Segretariato Sociale della RAI. Non è un organismo
chiuso, ma dinamico, pronto ad accogliere nuovi membri, secondo le procedure
indicate nel protocollo sottoscritto, accordo che ha tratto origine da quello
già in vigore dal 2009 tra Assonautica, FIV e LNI.
Il compito che la CUN si accinge ad affrontare è reso ancora più arduo
dall’attuale crisi economica globale. Con questa iniziativa, la nautica italiana
intende rispondere all’urgente necessità di un rilancio dell’economia del
mare, elemento primario del turismo e della green economy,
impegnandosi a dare il proprio contributo concreto alla crescita del Paese.
Il primo obiettivo è quello di sostenere l’alto valore sociale e culturale
del diportismo e degli sport nautici, anche per contrastare l’immagine
distorta della nautica, in cui la barca è intesa come status symbol,
che è stata alimentata nell’immaginario collettivo, trascurando la realtà di
migliaia di appassionati dell’andar per mare e per acque interne, sempre in
regola con le norme di sicurezza e fiscali.
La Consulta intende quindi contribuire a far navigare tutti in serenità e
sicurezza, per attività sportive o semplicemente per diporto. Pertanto, fa
proprie le finalità sociali e culturali richiamate dagli statuti istitutivi
degli organismi aderenti - finalità che ciascuno continua a perseguire –
affinché, a forze riunite, possano esprimere maggiore vigore.
Si propone, inoltre, di fornire la massima collaborazione a tutto
l'associazionismo senza fini di lucro rappresentativo dell’utenza nautica e
degli operatori di settore che promuovono lo sviluppo della nautica, nonché
delle organizzazioni professionali e di formazione del settore, ricercando con
essi ogni possibile sinergia. In questo contesto, promuove progetti e iniziative
per favorire lo sviluppo del diportismo, anche sportivo, e quindi l’accesso alle
acque marittime e interne, in un quadro di esercizio tranquillo, sicuro,
ecosostenibile e dai costi accessibili, con particolare attenzione nei
confronti dei diversamente abili e degli anziani, ma
soprattutto nei confronti dei giovani, che costituiscono il futuro
del nostro Paese. Ad essi, la Consulta intende dedicare una parte consistente
del proprio impegno e delle proprie risorse.
Per l’avvio di una politica dell’economia del mare, che parta da esigenze
concrete per arrivare a soluzioni concrete, ritiene utile che all’esistente
portualità turistica sia affiancata quella alternativa, specificamente dedicata
alla piccola nautica – punti d’ormeggio, campeggistica con accesso al mare,
porti a secco, scivoli, campi-boe – per rendere tale forma di tempo libero
economicamente accessibile a un maggior numero di appassionati, con doverosa
attenzione al turismo nautico proveniente anche dall’estero con barca al
seguito, contribuendo così all’ampliamento della fruizione turistica in un più
ampio arco di stagionalità, stimolando collaborazione ed integrazione con
l’offerta storico-culturale ed enogastronomica del territorio.
Nel quadro descritto, la Consulta vuole assicurare il suo ruolo di organo
consultivo del Governo, della Pubblica Amministrazione, degli enti
regionali e locali per esaminare le varie normative - in vigore, in via
d’emanazione o allo studio - che abbiano ricadute sul settore. Pertanto,
manifesta la propria volontà ad essere interpellata, nell’ambito di una
concertazione diretta e costante con le autorità competenti, allo scopo di
esprimere pareri e fornire suggerimenti migliorativi sulle normative esistenti e
in divenire.
Appare evidente, infine, che in prospettiva vadano ricercate collaborazioni con
altre strutture e organizzazioni, anche estere, specialmente comunitarie, per
promuovere attività culturali, ricerche e incontri su temi d’attualità, di
studio e di approfondimento ed anche per celebrare avvenimenti significativi del
mondo nautico e marittimo, volti a mantenerne viva la memoria, le
tradizioni ed i valori.