SAN
MINIATO,
18 giugno 2012 -
Profuma sempre più di
successo l’aria che si respira
attorno alla Canottieri San Miniato,
che grazie ai campioni di oggi e,
per così dire, a quelli di ieri, sta
conquistando successi quasi
inaspettati in azzurro.
Il campione di oggi, o meglio, la
campionessa, è Giulia Campioni
(quando si dice il destino nel
nome…), 17 anni, che lo scorso fine
settimana alla prima presenza
ufficiale con il body dell’Italia,
nel cui giro è comunque da almeno un
anno e mezzo, ha subito fatto
centro, conquistando la medaglia di
bronzo sul quattro di coppia
femminile ai Campionati Europei
Junior, chiudendo in finale alle
spalle di Romania e Bielorussia.
Una
medaglia sudata, come quella maglia
azzurra tanto desiderata, spesso
annusata e più volte sfiorata. C’è
voluta la rassegna continentale
svoltasi a Bled, in Slovenia, perché
Giulia coronasse assieme due sogni,
ovvero rappresentare l’Italia e
salire su un podio internazionale
con addosso l’azzurro, ma come
spesso è stato detto, la giovane
allieva di Enzo Ademollo si è
meritata tutto ciò.
E’ nel giro da tempo, è più volte
salita sul podio ai Campionati
Italiani sia indoor che in barca, ha
conquistato svariati titoli toscani,
e si è presentata al via dell’ultimo
maxi-raduno pre-Europei con il terzo
tempo in assoluto al remoergometro
sul test dei 2000 metri.
Insomma,
una promessa che sta diventando
certezza. Adesso Giulia attende le
convocazioni del Commissario Tecnico
del settore rosa, Josy Verdonkschot,
per tuffarsi a capofitto nel raduno
premondiale, perché adesso c’è da
conquistarsi la maglia azzurra per
la rassegna iridata Junior in
programma a Plovdiv, in Bulgaria,
dal 15 al 19 agosto. Tanto è stato
fatto, basta non accontentarsi per
salire un altro gradino.
Il
campione di ieri, naturalmente, è
Matteo Stefanini. Sia chiaro,
Matteo è un campione anche di oggi,
forte dei suoi 28 anni e di un pass
per i Giochi Olimpici, quelli di
Londra al via tra poco più di un
mese, che per lui avranno un sapore
di rivalsa enorme, essendo stato
costretto a saltare per motivi
fisici quelli di Pechino, nel 2008,
quando la sua barca per eccellenza,
il quattro di coppia, conquistò un
favoloso argento a cinque cerchi
dietro l’imbattibile Polonia.
Per la Canottieri Matteo è il
campione di ieri, grazie ai successi
tricolori, alla partecipazione
appenna ventenne ai Giochi Olimpici
di Atene nel 2004, agli ori Mondiali
Junior e Under 23 (rispettivamente
nel 2002 sul quattro di coppia e nel
2003 sul doppio), ma oggi che è
nelle Fiamme Gialle è comunque
l’atleta di riferimento per tutti
quei ragazzi che a Roffia indossano
ogni giorno il body giallorosso e,
remando, sognano di emulare le sue
gesta.
E
nel fine settimana appena trascorso
tutta la Canottieri San Miniato ha
fatto un tifo sfrenato per il suo
Stefanini, impegnato a Monaco, sul
Feldmoching, nell’ultima tappa di
Coppa del Mondo. Una gara alla quale
tutta la Nazionale è arrivata in un
momento non facile, soprattutto per
quanto riguarda il quattro di
coppia, la cui formazione in vista
di Londra non è ancora stata
definita dal CT Giuseppe De Capua.
Certo, la gara di Monaco dovrebbe
aver dato delle gran belle
indicazioni: il quadruplo di Matteo,
al quarto carrello con davanti,
partendo dal capovoga, Simone
Raineri, Pierpaolo Frattini ed il
fiorentino Francesco Fossi, è autore
di una finale d’eccellenza, che
termina con il bronzo al collo degli
azzurri dietro Croazia e Germania.
Le buone indicazioni per Matteo e
compagni arrivano dallo stato di
forma (unica medaglia della
spedizione azzurra a Monaco) e
dall’alternativa: l’altro quattro di
coppia azzurro, composto da Paolo
Perino, Rossano Galtarossa, Simone
Venier e Luca Agamennoni (tre/quarti
dell’argento olimpico di Pechino,
basta sostituire Perino con Raineri)
non va oltre il successo nella
finale B, settimo posto complessivo.
Insomma, c’è incertezza attorno al
quattro di coppia dell’Italia, otto
atleti di valore girano intorno a
quattro carrelli per la
manifestazione sportivo più attesa
al Mondo. C’è da lottare, e Matteo
ancora una volta ha dimostrato di
poterlo fare. Per sé stesso e per
tutta la Canottieri San Miniato, che
dopo averlo cresciuto gli ha
lasciato spiccare il volo, senza
comunque lasciarlo mai solo.
Ufficio Stampa Canottieri San
Miniato