di Enrico Porfido
PIEDILUCO,
24
aprile 2010 - Dopo il
successo della nuova coppia Marcello Miani e Francesco Rigon, abbiamo
inseguito i tecnici, nonché “guide spirituali”, e approfondito un po’ il
discorso di questo nuovo doppio. Saverio Loffarelli, del Sile Treviso, e
Gino Carmellini, della Canottieri Ravenna (foto a lato), ci hanno concesso un’intervista
itinerante per il campo di regata.
Saverio, che cosa può dirci di Francesco atleta?
S: Il difetto e il pregio di Francesco è la sua grande voglia di
vincere. Lui vuole sempre vincere e ha sempre cercato, fin da piccolino, di
ottenere grandi risultati.
Quando era cadetto non sempre riusciva a portare medaglie a casa e la
motivazione principale era il suo fisico. Pesava davvero poco e nelle
categorie giovanili basta essere un po’ più grande fisicamente per avere la
meglio.
Ricordo benissimo che un giorno venne da me con aria seria e mi disse: “Mi
sono stancato di perdere. Io voglio vincere sempre, come devo fare?”.
Davanti a tanta determinazione, io gli risposi: “Se seguirai i miei consigli
e i miei allenamenti e sarai disposto a sopportare tutte le mie prove, ce la
farai ad arrivare lontano”. Gli preparai così un programma dettagliato di
allenamento con doppie sedute giornaliere, prima e dopo scuola. Ci abbiamo
sempre creduto entrambi ed eccoci qui.
E dal punto di vista tecnico, Francesco quanto ha appreso da queste
recenti esperienze e cosa ha dimostrato?
S: Francesco sta crescendo tanto e la sua giovane età gli permetterà
di farlo per ancora molto tempo. Quando è in gara, Francesco dimostra sempre
di avere grande lucidità.
Nel momento in cui le forze iniziano ad appannare la vista e l’unica cosa da
fare sembra aumentare il numero di colpi per chiudere, lui riesce
lucidamente a scegliere la strategia migliore da utilizzare in quella
determinata situazione. Penso lo abbia fatto anche oggi.
Parliamo adesso un po’ di Marcello. Cosa ci racconta il suo mentore?
G: Anche Marcello ha sempre avuto una gran voglia di dare, di
trasmettere la propria grinta alla barca e vincere, vincere, vincere. Lui ha
più esperienza di Francesco e in un certo senso l’ha preso sotto la propria
ala e gli sta insegnando molto.
Non nascondo che secondo me Marcello abbia capito da prima di noi le
potenzialità del suo nuovo compagno di barca.
Età differenti, esperienze differenti. Quali sono i punti di forza comune?
G: Entrambi sono molto giovani, certo Francesco lo è più di Marcello,
ma alla fine entrambi sono giovani. Marcello ha già l’esperienza di un
campione mondiale e questo sicuramente lo pone ad un livello diverso. Ma
penso che Francesco recupererà rapidamente, ha un gran potenziale di
crescita e di miglioramento.
S: Più si è giovani, più si ha la carica necessaria per
migliorare. Più si è carichi, più si cresce. È tutta una conseguenza.
Se potessimo fare una previsione, senza attirarci il malocchio, cosa
possiamo dire dei ragazzi nelle prossime gare?
S: Stiamo investendo molto su loro due. Abbiamo preparato un
programma di potenziamento e la preparazione è molto mirata a limare i loro
difetti. Non voglio neanche pronunciare la parola magica, per scaramanzia,
ma penso che ci daranno molte soddisfazioni nei prossimi mesi.
Poi Gino sta preparando per loro una barca magnifica. Gino ha le mani d’oro
per quanto riguarda le barche, le imposta e le modifica in modo egregio.
G: A Ravenna abbiamo appena comprato la nuova barca,
rigidamente Filippi, per Marcello e Francesco. È una barca fatta
appositamente per loro due. È leggera, moderna e in pratica perfetta.
Per quanto riguarda le batterie di oggi e la finale di domani, perché
diamo per scontato che entrino in finale entrambi gli equipaggi, cosa
possiamo dire?
S: Domani dobbiamo vincere di nuovo, così acquisiamo di diritto il
posto alla prima prova di Coppa del Mondo. E poi li i ragazzi avranno la
possibilità di dimostrare a tutti il loro valore.