PIEDILUCO,
23
aprile 2010 - I tre
atleti, Mugahid Alamin, Mohamed Ahmed e Musab Badawi, ed il loro manager,
Kamal Omer, sarebbero dovuti arrivare la settimana scorsa per partecipare al
Fisa Camp, ma purtroppo non sono riusciti ad arrivare prima di stamattina,
causa problemi col visto.
Nonostante la stanchezza del viaggio e nonostante l’impegno per il corso
accelerato a cura di mister etterson, il loro manager ci ha concesso dieci
minuti del suo tempo per parlare un po’ di questa loro esperienza.
Canottaggio e Africa, qual è il rapporto?
Il canottaggio è molto conosciuto in Africa e negli ultimi anni sta
continuando ad avere una grande diffusione in tutti i paesi. Purtroppo però
non ci sono abbastanza risorse economiche da investire nello sport del remo,
ecco perché abbiamo dovuto selezionare solo tre atleti da portare qui.
Avremmo voluto far fare esperienza anche ad altri giovani che avevano anche
grandi potenzialità, ma non è stato possibile.
E questo piccolo team è pronto al confronto? Quali sono le loro
esperienze?
Due di loro hanno già partecipato negli anni passati ad altre
competizioni internazionale, mentre Musab Badawi, l’unico junior, è alla sua
prima esperienza. Due anni fa siamo stati in Scozia e l’anno scorso
purtroppo non siamo riusciti a venire in Europa. Stiamo cercando di crescere
ancora e il nostro obiettivo per i prossimi anni e di portare sempre più
atleti.
Infine, cosa dobbiamo aspettarci dagli atleti del Sudan?
Certamente tanto tanto impegno. Questi ragazzi ci mettono l’anima e
per il resto non possiamo far altro che incrociare le dita. Speriamo bene,
più per loro stessi che per me. (EP)