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Sarà un venerdì a tutto campo
quello che si preannuncia nella
Assemblea regionale Lazio. Alla
presenza del Segretario Generale
Federale Monica De Luca e del
Consigliere Federale Gabriella
Bascelli saranno premiati gli atleti
adaptive protagonisti della stagione
remiera 2009.
Di
Pino Lattanzi
ROMA,
20 gennaio 2010 - “Quando
torniamo a casa con una medaglia per
noi è una vittoria doppia perché
dimostriamo che ce la possiamo fare”
afferma Luca Agoletto, campione
olimpico ed atleta della canottieri
Aniene. La sua è una affermazione
che sintetizza la gioia massima di
un atleta “diversamente uguale”
perché consapevole che la sua
disabilità fisica è la forza per
affermarsi come persona.
E’ dal 28 luglio 1948, dai primi
giochi paraolimpici di Stoke
Mandeville che gli sportivi con
handicap fisico hanno iniziato a
scrivere pagine di sport. Le loro
imprese hanno arricchito lo spirito
olimpico di una nuova dimensione:
quella dell’uomo che lotta
nonostante le avversità. Sono gli
atleti “Mind, body, spirit”, mente,
corpo e spirito che si forgiano
nell’agone sportivo con l’impegno e
la preparazione che non ha eguali.
“Per tutti noi portare la maglia
azzurra è un onore impagabile,
ricordo ancora distintamente
l’emozione di aver festeggiato il
mio compleanno sul podio cantando
l’inno nazionale, il nostro cuore da
una parte è azzurro dall’altro è
tricolore” continua lo stesso
Agoletto. Ma cosa può significare
portare sul petto un oro olimpico e
un argento mondiale? “Ricordo con
commozione l’incontro con il Vice
Presidente del CONI Luca Pancalli,
ci disse chiaramente che la medaglia
d’oro olimpica non ci apparteneva
personalmente, era nostro dovere
portarla in giro poiché è la
bandiera dello sport remiero. Questa
è la nostra ricarica mentale:
trasferire i valori olimpici ai
giovani”. Parole importanti quelle
di Luca Agoletto che fanno
riflettere sull’essenza ultima dello
sport. Ma cosa può significare
praticare canottaggio per un atleta
adaptive?
“Mi ha regalato la seconda parte
della mia vita. Mi ha dato la forza
per lavorare. Semplicemente, mi ha
fatto ritornare a vivere”. Afferma
con grande trasporto Massimo Romiti,
rappresentante del Comitati Italiano
Paraolimpico in seno al Comitato
regionale Lazio.
Ma cosa può significare la sfida
sportiva per un atleta che ha già
vinto molto?”Canottaggio e sci di
fondo sono sport molto simili dal
punto di vista della preparazione
fisica, quindi, come tipologia di
allenamento non mi trovo
impreparata. Sicuramente rappresenta
una sfida da un punto di vista
tecnico, perché, logicamente, è
qualcosa che non ho mai fatto. Ma,
allo stesso tempo, sto avendo
l’opportunità di conoscere una nuova
disciplina che mi permette di
amplificare il contatto con la
natura e con tutto ciò che di
positivo possiamo cogliere dalla
terra”.
E’ la Signora del canottaggio
italiano, è una donna coraggiosa e
tenace, è Paola Protopapa alle prese
con una nuova sfida: le olimpiadi
invernali di Vancouver. Sembra non
avere limiti la voglia di sport di
Paola che si confronta ogni giorno
con duri allenamenti che sa
coniugare con lavoro e la famiglia.
Luca, Massimo, Paola sono storie
semplici, sono storie di riscatto,
sono storie di sport e vita. Per
sostenere, ampliare, diffondere il
loro spirito il Comitato Lazio ha
voluto accoglierli nel momento più
importante dell’anno: l’assemblea
che rappresenta la sintesi del
lavoro compiuto e dei progetti che
prenderanno vita sui campi di
regata. Alle 16,30 di venerdì 22
gennaio presso il ”Salaria Sport
Village” ci sarà, quindi, l’evento
che concluderà ufficialmente l’anno
agonistico 2009 ed aprirà quello
2010.
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