CATANIA,
19 novembre 2010 - Due giorni di
sole e un raduno perfettamente
riuscito. Non poteva andare
meglio la tappa siciliana per il
tecnico della nazionale junior
Claudio Romagnoli, arrivato lo
scorso fine settimana per testare,
prima a Palermo e poi a Catania, lo
stato di forma dei migliori
Ragazzi e Junior dell’isola. Dei
33 convocati dal coordinatore
regionale Benedetto Vitale (S.c.
Palermo) e dal suo vice Ivano
Orofino (C. Jonica), si sono
distinti coloro che già, nel corso
della stagione, avevano fatto
parlare di sé.
Tra loro, Edoardo Bonanno,
junior del Lauria allenato dal nuovo
tecnico Luca Moncada, autore del
miglior test sui 6000 metri al
remoergometro. Ma gli atleti su cui
costruire il futuro del canottaggio
siciliano sono almeno otto: da
Guglielmo Catanzaro (Jonica) a
Valerio Vaccaro (Cus
Catania), Dario Aleo
(Marsala), Filippo Diletto (Telimar),
Federico Giarrizzo (Ortigia),
Marco Spector (Telimar),
Antonio Palana (Thalatta) e
soprattutto Pierpaolo Venora,
classe 1996, 1° anno Ragazzi, fresco
vincitore della Kinder Skiff. Nel
settore femminile, i numeri sono
poco incoraggianti, eccezion fatta
per Serena Lo Bue (S.c.
Palermo, sotto in gara con Giorgia),
autrice di un’ottima prova. La
sorella Giorgia, invece, è
stata fermata dall’influenza (ma
questo fine settimana sarà impegnata
con Serena, sul lago di Varese,
nella prima prova della Coppa Italia
di fondo).
“Dai
test fatti emerge un quadro che
lascia ben sperare per il futuro”,
spiega Vitale, “ma che allo
stesso tempo denuncia, a giudicare
dai numeri, un buco generazionale
nella categoria Ragazzi e Junior.
Gli atleti su cui, per ora, possiamo
riporre qualche speranza sono cinque
sei. Il resto è tutto da costruire”.
E se il coordinatore tecnico dipinge
un quadro a tinte fosche, ma
realistico, sui giovani agonisti
siciliani, parole confortanti
arrivano da Romagnoli.
“In
questi due giorni ho visto un
grande entusiasmo sia tra gli
atleti che tra gli allenatori”,
sottolinea il tecnico azzurro.
“Rispetto al passato, grazie al
presidente Lorenzo D’Arrigo, mi
pare di vedere maggiore
coinvolgimento, più interesse del
Comitato a migliorare le cose. Qui
in Sicilia vedo ottime risorse
umane, grande volontà. E questa è la
base per fondare un futuro
agonistico migliore. Per fare
buoni risultati ci vogliono
sacrifici e un grande lavoro da
parte di dirigenti e allenatori:
senza di loro, senza il loro sforzo
non si ottiene niente, perché gli
atleti sono il nostro tesoro. E
loro vanno preservati. Ma ripeto,
tutto parte da staff tecnico e
dirigenziale”.
Romagnoli
si è poi rivolto ai ragazzi.
“Ricordatevi che dovete essere dei
campioni nella vita, prima
che nel canottaggio. Allenatevi e
non dimenticate di studiare,
perché poi, un giorno, anche se
avrete vinto gare importanti,
rischiate di restare con poco in
mano”. Dopo il saggio preambolo, il
tecnico è entrato nel merito
dell’approccio all’allenamento:
“Perché il lavoro svolto ogni giorno
in società abbia un effetto
allenante è necessario avere grande
concentrazione. Non dovete
andare all’allenamento per fare
presenza. Dico sempre che è
meglio lavorare sulla qualità che
sulla quantità. È inutile fare
30 chilometri senza grinta né
concentrazione, o con pause lunghe.
Meglio farne 20, con l’approccio
giusto”. E ancora. “Noi dobbiamo
crescere cavalli di razza, non
muli: questo significa che non è
importante avere un fisico possente
o allenare solo la forza. Non serve
a niente. Quello che serve per fare
bene è la sensibilità in barca”.
Comitato Regionale Sicilia FIC