ROMA,
24 agosto 2010 - Faccia di bronzo. Anche lui, anche
Fabio Vigliarolo che quest’anno ha
rappresentato nuova energia e nuovi cavalli per l’otto azzurro Juniores ben inserendosi, insieme a Simone Angeloni, Matteo Macario e Bernardo Nannini,
in un gruppo già ben collaudato dall’esperienza di Brive La Gaillarde.
“Ho iniziato a remare nel maggio 2004, in seguito a problemi fisiologici e
grazie al consiglio di Antonio Puntorieri: un sabato pomeriggio di fine
primavera decisi di provare. Trovai subito un ambiente accogliente, grazie ai
tecnici, e fui aiutato anche dal fatto che avevo già amicizie all'interno della
Canottieri e mi sono subito sentito parte di una grande famiglia”.
Racice: un Mondiale indimenticabile.
“Al di là dei grandi risultati ottenuti, c'è stata la consapevolezza di
essere una vera e propria squadra. Essendo uno dei nuovi elementi della
Nazionale, all'inizio è stato un po’ difficile entrare in sintonia con il resto
del gruppo, ma giorno dopo giorno a Piediluco e ancor più a Racice questo
feeling si è rafforzato. Rimarranno indelebili i ricordi delle riunioni serali
nelle nostre camere e gli urli al tempo di Azzurri e Italia!”.
Più del Mondiale, probabilmente il raduno è servito maggiormente per la sua
maturazione.
“Sicuramente mi è servito a migliorare molto sia dal punto di vista tecnico e
fisiologico ma anche umano: sono stati 49 giorni molto duri ma grazie ai miei
compagni siamo riusciti a conciliare il dovere con il piacere”.
E la finale? Roba da stropicciarsi gli occhi!
“ E' difficile spiegare cosa ho provato in quei 2000 metri, è stato un mix di
tensione agonistica, gioia e rammarico. Prima della finale ci eravamo preparati
molto dal punto di vista psicologico e a proposito voglio fare un grande
ringraziamento a Federico Gattinoni, che nei giorni precedenti al Mondiale mi ha
dato grande supporto e preziosi consigli su come affrontare questo delicato
impegno. Ma una volta arrivati al giorno clou, la gara non è stata come avremmo
voluto e ci aspettavamo. Rimane il rammarico per ciò che poteva essere, ma
rimane anche tanta gioia per ciò che è stato”.
Sono tanti i destinatari della dedica di Fabio per questa medaglia che lo ha
ripagato degli immani sforzi profusi. “Voglio dedicare questa medaglia
innanzitutto agli allenatori federali che ci hanno consentito di raggiungere
questo obiettivo e quindi un grazie va a Claudio Romagnoli, Lello Polzella,
Paolo Braida, Giovanni Chessari il dott.Federico Egidi e la fisioterapista
Flavia Capaldi. Voglio dedicarla senza dubbio anche ai miei allenatori
societari: Giovanni Calabrese, Paola Grizzetti, Marco Salzano e Giuseppe Bruni.
Infine, ma non meno importante, voglio dedicarla a tutta la mia famiglia e a
tutti coloro che mi hanno sostenuto in questo lungo cammino. Non dimentico di
Federico Gattinoni e a Marco Cecchin, che mi hanno sempre stimolato a dare il
meglio di me e di Davide Tabacco, compagno di barca in questa stagione”.
Fabio Vigliarolo frequenta il Liceo Scientifico E.Stein a Gavirate.
“Nel
tempo libero mi piace seguire il grande Valentino Rossi, un esempio per tutti
gli sportivi, e la mia squadra del cuore: l'Inter”.