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VICHY,
02 agosto
2009
– Tre Fiamme Gialle per un argento:
ancora la Gran Bretagna pigliatutto separa l’Italia dall’oro ma Luca
Raffaello, Silvio Palossi e il timoniere Giovanni De Marchis sono
comunque soddisfatti per la loro prima esperienza internazionale. Con
loro a bordo Paolo Francesco Rubano (Aniene) e Bernardo Nannini
(Firenze).
Ciro Liguori è il loro angelo custode a Vichy ma i tre canottieri
lanciano messaggi di ringraziamenti anche a Enzo Di Palma, Rocco
Pecoraro e Franco Cattaneo.
Un futuro ragioniere (Silvio classe 1992), un futuro geometra (Giovanni
classe 1994) e un futuro perito meccanico (Luca classe 1992). I loro
idoli si chiamano Sartori, Raineri e Agamennoni ma anche Enzo Di Palma
per De Marchis che apre il discorso e, da buon timoniere, porta avanti
le danze.
“Vestire la maglia azzurra, difenderla è un onore per tutti noi – spiega
– Per me è un bel traguardo dopo aver iniziato qualche anno fa in
seguito a un corso estivo”.
Un po’ di tempo trascorso ai remi prima di spostarsi in una zona chiave
della barca.
“Dopo Natale sono stato impiegato al timone – prosegue Giovanni – Una
nuova affascinante sfida, un nuovo ruolo che mi piace molto: dare la
carica al mio equipaggio, guidarlo verso l’arrivo scandendo il ritmo.
Sensazioni uniche: oggi ho chiamato un bell’allungo e abbiamo così
difeso la nostra medaglia dagli attaccjo di altri avversari”.
Come Giovanni anche Silvio è un ex calciatore e il suo pensiero va
subito alla gara.
“Forse non l’abbiamo gestita troppo bene, dovevamo partire meglio ma
come esordio va bene così: domenica venderemo ancora carissima la
pelle”.
La Coupe come punto di partenza e non d’arrivo.
“Ci stiamo allenando molto, vogliamo costruire qualcosa di serio: ci
vuole tempo ma anche volontà nel crederci sempre”.
E per Luca, invece, la testa è agli inglesi, all’immediato.
“Oggi hanno vinto quasi tutto, domani cercheremo di metter loro i
bastoni tra le ruote: noi siamo uniti e affiatati, conosciamo i nostri
pregi e difetti e vogliamo chiudere l’esperienza di Vichy nel migliore
dei modi”.
Sei anni fa Allievo B, oggi in Nazionale.
“il canottaggio è uno sport che ti aiuta a mettere la testa apposto, ti
aiuta a riflettere e pensare ma soprattutto a programmare un futuro da
protagonisti”.
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