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Luca Agoletto: una navetta spaziale pronta per il lancio

ROMA, 02 agosto 2009 La forza e la potenza di un atleta che è pronto a spingere senza risparmiarsi, che sa di non aver mai mollato in un allenamento e che in gara è impeccabile.
“Dopo un periodo di recupero fisico e mentale in cui abbiamo portato la medaglia in giro per l'Italia, abbiamo ripreso gli allenamenti in maniera continuativa e spronandoci a non demordere, perché è facile dopo aver vinto un'olimpiade cedere soprattutto mentalmente e ciò comporta anche un calo sostanziale della prestazione. All'Aniene fortunatamente avendo una squadra adaptive competitiva siamo addirittura riusciti ad allenarci tutto l'inverno sul quattro con, cercando di non perdere le sensazioni delle Olimpiadi.” Luca ci fa presente che la tipologia degli allenamenti è cambiata tra l'anno pre-olimpico e quello post-olimpico in particolare la prima parte della stagione l'hanno affrontata senza soluzione di continuità, poi rispetto all'anno scorso non hanno avuto raduni e purtroppo non sono riusciti a partecipare a gare internazionali, come la coppa del mondo, che è un ottimo campo per testare le imbarcazioni prima del mondiale. “La barca di quest'anno non è la stessa dell'anno scorso Daniele Signore purtroppo non ce l'ha fatta, il suo posto è stato preso da Andrea Bozzano un atleta di grande valore della canottieri Gavirate. Ma lo sappiamo tutti, il canottaggio come tutti gli sport ad alto livello è così, ogni anno la barca cambia bisogna sempre lavorarci, per farne parte bisogna superare tantissimi test, non esistono benemerenze, dobbiamo sempre dimostrare di essere in forma.” Gli equipaggi che Luca e i suoi compagni temono di più sono quelli già conosciuti come Inghilterra e America ma soprattutto gli equipaggi incognita come Canada, Irlanda, Francia, Polonia e Australia, alcuni atleti li hanno già incontrati al campionato europeo di indoor rowing, e li descrivono come “enormi”, probabilmente hanno iniziato a preparare le loro barche già da qualche anno. Luca oggi porta al collo la sua medaglia, sa che non appartiene solo a lui, ma a tutta l'Italia, è la prima medaglia olimpica del canottaggio adaptive,e siamo certi che non sarà ultima. Ha ancora tanta voglia di allenarsi e migliorarsi e al prossimo mondiale forte dell'esperienze passate cercherà di trascinare i suoi compagni alla vittoria.

Cristina Romiti
Ufficio Stampa Comitato Lazio

 

 

  
  
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