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RACICE,
26 luglio
2009
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Tommaso Sacchini (doppio pesi leggeri): "In settimana e in
semifinale non stavo bene e anche oggi non ero propriamente al cento per
cento: sono comunque molto soddisfatto, io e Davide abbiamo saputo
interpretare bene questa difficile finale strappando un meritato bronzo.
Peccato per l'argento sfuggito di pochissimo!".
Davide Babboni (doppio pesi leggeri): "Una gioia grande, da
dedicare all'intera famiglia ma anche ai CT Baldacci e Polti perchè mi
hanno seguito e aiutato a crescere assieme ai loro collaboratori: una
gara vissuta fianco a fianco con i greci, non è bastato averli superati
perché la Slovenia è stata più brava di noi. Per il titolo, essendo solo
al secondo anno under 23, potremo riprovarci il prossimo anno".
Pietro Ruta (4 di coppia PL): "Dopo Brandeburgo avevo il
fortissimo desiderio di riprovarci e vincere: ce l'ho fatta ed è bello
condividere una simile emozione con i miei compagni. Un forte abbraccio
alla mia famiglia e al Capo, una persona che mi ha aiutato a crescere".
Andrea Cereda (4 di coppia PL): "Una finale incredibile: non
siamo stati brillanti in partenza ma abbiamo subito fatto capire a
Germania e Gran Bretagna di che pasta siamo fatti. Primo Mondiale e
primo titolo: cosa potrei chiedere di più? Voglio solo dedicare questa
vittoria lla mia famiglia, alla Tritium e agli amici del College di
Pavia":
Josè Casiraghi (4 di coppia PL): "Finalmente io e Pietro abbiamo
vendicato Brandeburgo: perderen un titolo mondiale negli ultimi metri è
terribile, vincerlo con una grande prestazione è straordinario. Grazie
ad Andrea Benecchi, alla Canottieri Milano, al signor Torri".
Francesco Rigon (4 di coppia PL): "Ringrazio il mio Fans Club per
essere presente in massa a Racice. Che dire? Secondo titolo mondiale,
seconda grande gioia con diversi ma ugualmente grandi compagni. Gara
perfetta, come l'avevamo studiata e preparata: nessun intoppo, nel
finale abbiamo controllato la situazione".
Armando Dell'Aquila (due senza PL): "A mia madre, a mio padre, a
mia sorella e alla mia ragazza, alle Fiamme Oro, Valter Molea ed Elmo
Santini, e al Posillipo: vincere quattro titoli mondiali in tre anni in
questa specialità tra under 23 ed Assoluti è una gioia immensa. Gara
splendida. Ora qualche giorno di riposo prima di riprendere la
preparazione per Poznan
Andrea Caianiello (due senza PL): "Non esistono gare facili anche
se può sembrare questa una vittoria raggiunta senza soffire: solita
partenza, solito passo e in generale la nostra gara. E' il quarto titolo
mondiale: sono felicissimo, una gioia da condividere con la mia
famiglia, la mia ragazze e con le Fiamme Oro. Grazie anche al Posillipo,
sempre vicino a noi".
Silvia Martin (4 senza femminile): "Una gara in salita, siamo
partite rincorrendo ma ci siamo poi ritrovate in testa: il vantaggio
sulle bielorusse sembrava bastare ai 1500 ma purtroppo così non è stato
e noi conoscevamo bene la forza del loro serrate finale. Dedico questa
medaglia alla mia amica Anita Dazzi".
Andrea Carmignani (quattro con): "Il Mondiale è stata
un'esperienza magnifica: sono davvero felice per la gara di oggi, per
questa medaglia fortemente voluta e sognata nel corso degli ultimi mesi.
La voglio dedicare a tutti coloro che hanno creduto e credono in me
aiutandomi a migliorare giorno dopo giorno".
Andrea Palmisano (quattro con): "Abbiamo disputato una bella gara
sia fisicamente che mentalmente: da quando siamo a Racice siamo
migliorati molto, allenamento dopo allenamento, e forse con un po' più
di tempo a disposizione avremmo anche potuto fare meglio. Non dico
vincere, ma arrivare ancora più vicini a questa splendida Nuova Zelanda.
Siamo partiti bene, ci ha sorpresi il loro attacco poco prima dei 1250:
non siamo riusciti a riprenderli ma resta la consapevolezza di avercela
messa tutta".
Veronica Pizzamus (4 senza femminile): "Forse si poteva vincere,
a 150 metri dal traguardo eravamo campionesse mondiali ma lo sport ci
insegna che a volte possono esserci difficoltà nel centrare un
grandissimo risultato. Voglio ringraziare tutte le mie compagne
d'avventura per tutto il tempo trascorso assieme per preparare il
Mondiale: la medaglia d'argento mi soddisfa pienamente e non vedo l'ora
di riprovarci il prossimo anno. Dedico questa medaglia alla mia società,
il Saturnia, e alla mia famiglia".
Camilla Espana (4 senza femminile): "Siamo contente, puntavamo a
una medaglia e l'abbiamo raggiunta: certamente volevo anche riconfermare
il titolo mondiale del 2008 ma abbiamo incontrato una fortissima
Bielorussia. Non si sono mai scrollate di dosso e nel finale,
approfittando della nostra stanchezza, ci hanno passate. Voglio dedicare
l'argento alla mia famiglia e in particolare alle mie quattro sorelle
che sono venute a Racice con i volti dipinti con le lettere del mio nome
(Camy)."
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