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RACICE,
23 luglio
2009
– Vai, “capitana”, vai! Da Miami
all’Italia è un passo con la mente e con il cuore. Per lei, poi: padre
spagnolo e madre figlia di madre danese e padre francese, due sorelle
brasiliane e una etiope. “E non dimentichiamo un cane e due gatti, per
piacere, oltre alla mia quarta sorella naturale”
“Per altri treanni, dopo il 2008/2009, vivrò gran parte della stagione
negli Stati Uniti: remerò e studierò, voglio laurearmi in Economia ma
anche partecipare alle Olimpiadi di Londra”.
Ambizioso il vulcano Camilla Espana? Ebbene si! “Ti racconto la mia
giornata tipo: ci alleniamo alle 5.30 a Miami Beach, prima di andare
all’Università dove le lezioni durano otto ore,e nel pomeriggio c’è l’
allenamento in palestra proprio sotto l’Università”.
E non finisce qui. “Già,
l’università si vive come il liceo: ci sonoi compiti giorno dopo
giorno”. E gli Stati Uniti non dispiacciono ma nemmeno impressionano
Camilla. “Grande esperienza dal punto di vista dell’organizzazione, ma
dal canottaggio mi aspettavo molto di più: il livello di Miami è un po’
troppo basso”.
Il Mondiale è partito con il piede giusto: lei capovoga e Claudia Wurzel
sono campionesse mondiali in carica ma non sarà facile confermarsi, già
oggi la Nuova Zelanda ha fatto saggiare il proprio valore.
“Dobbiamo migliorare, non c’è dubbio: sono tranquilla, i nuovi innesti
sono molto buoni e poi voglio dire che Silvia Martin, alle mie spalle in
barca, mi sostiene fisicamente e moralmente”.
Camilla guarda ancora al futuro. “Londra non è lontana, per me saranno
tre anni difficili: coniugare studio e allenamento in Nazionale non è
semplice a causa delle distanze e quindi vorrà dire che dovrà dare il
110 per cento delle mie energie”.
Per coronare un sogno, anzi due, dottoranda Espana!
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