TRIESTE,
13 maggio 2009 - Sono parecchi anni oramai
che la Commissione Tecnica Nazionale ha
stabilito le misure di remi ed aperture
scalmiere delle imbarcazioni per la categoria
allievi/cadetti, e che le società ne hanno preso
atto, presentandosi sui campi di gara con barche
e remi rispondenti ai requisiti stabiliti.
Oramai i controlli dei giudici sui pontili
d’imbarco dovrebbero essere sì una routine
consolidata, ma anche un controllo oramai
scontato, dal quale nessuno dovrebbe esimersi,
conscio dell’importanza di far remare i propri
atleti under 14 con le misure richieste
Ci sono però i “Soliti Furbetti” che insistono a
non adeguarsi alle direttive di cui sopra.
All’osservazione del giudice arbitro di turno,
in merito all’inadeguatezza delle misure, le
risposte sono sempre le stesse: “La barca è
vecchia…non è possibile portare le aperture alle
larghezze richieste…”
Nulla di così poco vero…perché basta a casa
attrezzarsi con degli spessori di legno od altro
materiale, sostituire i perni, e vuoi vedere che
le aperture come per magia diventano quelle
richieste? E’ evidente che non è un lavoro da
farsi sul pontile d’imbarco venti minuti prima
della gara…
Oppure…ancora
più pazzesco…””Guarda,” rivolto al giudice, “
che si possono usare misure inferiori a quelle
dettate dalle regole federali. Insomma…se la
misura richiesta per l’apertura è 162…158 va
benissimo (!!!!)”
Forte, no?
Insomma, “Soliti Furbetti”, volete adeguarvi?
Domenica mattina, Meeting Nazionale, alla
domanda di un allievo C (fatto uscire con un
doppio con 158 di apertura) al giudice…”Ma
perché queste misure?”
Ed alla risposta corretta del giudice: “Così è
troppo pesante per voi remare con simili
aperture…”
La considerazione candida dell’atleta: “Ma
allora…lo fate per noi…?”
Certo allievi e cadetti d’Italia, per voi…, e
per chi altro sennò?
Maurizio Ustolin
Vicepresidente Associazione Nazionale Allenatori
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