MERCATALE,
11 maggio 2009 - A Mercatale sabato e
domenica, in occasione del Meeting Nazionale
Allievi e Cadetti, erano presenti 4 campioni del
mondo in 4 di coppia (1994 Indianapolis, 1995
Tampere, 1997 Aiguebelette, 1998 Colonia), un
argento mondiale a Vienna 1991, un bronzo ancora
mondiale a Lake Barrington 1990, 4 olimpionici
(bronzo a Barcellona, e due quarti posti ad
Atlanta e Sidney), concentrati in un’unica
persona: Alessandro Corona, 37enne marchigiano,
uno dei canottieri italiani più titolati della
storia del canottaggio.
Incontro Alessandro sabato pomeriggio al
servizio di ristorazione sul lago di Mercatale,
e subito il suo sguardo mi cerca per un saluto,
forse meravigliato di vedere un triestino
proprio lì, nella sua regione. Ma è sua
consuetudine il saluto, anche verso persone che
con la sua attività hanno avuto poco a che fare,
sta tutto nella cordialità della persona, o
forse della gente marchigiana, che dà importanza
ai rapporti tra gli uomini prima di tutto.
Corona non è lì per caso, ma per dare una
mano ai ragazzini della Canottieri Pesaro, una
società che cerca di riprendere faticosamente
l’attività partendo proprio dai più giovani, e
la presenza, il sostegno, di un campione come
Alessandro è un viatico non indifferente che
darà di certo i suoi frutti.
Fa
strano vedere un personaggio così importante
agonisticamente aggirarsi tra 720 e pale Macon,
allievi e cadetti, accompagnandoli al pontile,
stringendo bulloni, controllando pedaliere. E se
la modestia è dei forti, ebbene, è proprio di
casa da quelle parti, dove un atleta sceso per
10 anni sui pontili delle maggiori competizioni
mondiali degli anni ’90, decide di prendere per
mano una piccola, importante realtà della sua
terra, per dimostrare ai più giovani con il suo
esempio, quali importanti valori racchiude in sé
il canottaggio.
Complimenti sinceri Alessandro! Hai vinto
ancora una volta!
Maurizio Ustolin
(Foto Maurizio Ustolin
©)