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Efrem Morelli, Dal nuoto al canottaggio alla ricerca di un altro
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di Marco Callai
GAVIRATE,
01 maggio 2009 - Dalle Paralimpiadi di
Pechino nel nuoto a un futuro da vogatore
Adaptive: Efrem Morelli, ventinovenne in forza
alla Canottieri Flora di Cremona, è un atleta
tanto grintoso quanto riflessivo che nella vita
di tutti i giorni gestisce tre autolavaggi.
Le sfide difficili non lo spaventano ma anzi lo
stimolano a dare il massimo delle proprie
energie.
“Da nove anni sto su una sedia a rotelle a causa
di un incidente in moto ma da cinque nuoto e
l’obiettivo Paralimpiadi centrato lo scorso anno
è stato il coronamento di grandi sforzi”.
Decimo nei 100 rana, risultato importante ma non
sufficiente per far scattare la molla di un
nuovo stimolo natatorio.
“Non registro particolari differenze tra nuoto e
canottaggio: i muscoli che lavorano sono quasi
gli stessi ma attualmente preferisco di gran
lunga remi e barche perché sanno regalarmi
splendide sensazioni ma soprattutto un nuovo
traguardo da raggiungere: Londra 2012”.
Idee chiare per Efrem, rinfrancato dalla prima
prova nazionale all’Idroscalo. “Ho vinto in
singolo, non posso proprio lamentarmi”.
Si torna a Pechino con la mente per sottolineare
“l’organizzazione eccezionale, i cinesi non
hanno sbagliato niente. Fin troppo precisi, si
percepiva un clima positivo: tutto calcolato al
centesimo, nessun errore”.
Se si è avvicinato al canottaggio è grazie al
campione paralimpico Daniele Signore. “Mi ha
convinto subito: lui la medaglia l’ha già vinta,
io voglio un’altra chance anche se adesso, dopo
quattro anni ad alto livello nel nuoto, vorrei
vivere questa stagione con più calma per poi
programmare le qualificazioni”.
E infine del canottaggio un’impressione chiara
se l’è fatta: “C’è maggiore professionalità, lo
tocco con mano quando vedo lavorare Paola,
Giovanni e il Dottor Poli”.
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