MASSIMO ROMITI NOMINATO RESPONSABILE RAPPORTI CON IL COMITATO PARAOLIMPICO DEL COMITATO LAZIO

ROMA, 3 aprile 2009 - Cinquantatreenne avvocato civilista romano, socio del Circolo Canottieri Aniene, Massimo Romiti ha ricevuto l’incarico dal Comitato regionale Lazio di curare i rapporti con il Comitato Italiano Paraolimpico. Atleta adaptive conosciutissimo sui campi di regata, ha fatto parte della rosa nazionale che ci ha regalato l’or o nelle ultime paraolimpiadi di Pechino. La sua storia di canottiere è iniziata in seguito ad un grave incidente: una malaugurata caduta con il parapendio semb rava chiudere per sempre l’accesso allo sport agonistico.

Approdato al remo con lo scopo di migliorare la funzionalità degli arti inferiori, offesi dalla caduta , si è sentito accolto da un mondo in cui l’attività sportiva è anche un modo di essere. In una intervista rilasciata qualche tempo fa dichiarava che il canotta ggio “…mi è servito come reazione ad un destino apparentemente avverso. In secon do luogo è stato e continua ad essere un’attività motoria necessaria per il recu pero dell’uso delle gambe, svolta in un ambiente sano, in mezzo all’acqua e sott o al sole, elementi naturali che psicologicamente ti aiutano”.

Il suo compito è quello di promuovere lo sport per disabili nelle diverse societ à laziali. L’obiettivo è quello di accogliere atleti adaptive in ogni realtà, in crementando il numero di coloro che possono vedere nel remo uno strumento di pro mozione sportiva nonostante handicap di tipo fisico o mentale. Sarà importante i l ruolo di coordinamento con il Comitato Paraolimpico e soprattutto quello di ga rantire agli atleti adaptive condizioni ottimali per accedere ai campi di regata .

In questo Massimo è già all’opera: iniziando dal bacino di Sabaudia, la commis sione composta anche da Gennaro Silvestri, membro del COEX, verificherà le attre zzature e i servizi per consentire un normale svolgimento di regata anche per co loro dotati di particolare attività motoria.

Continuando a raccontare la sua sto ria Massimo Romiti spiega la grande motivazione nel portare avanti il suo impegn o:”…al centro di fisioterapia stavo entrando in uno stato di depressione, molti avevano delle situazioni peggiori della mia, a volte anche drammatiche. Oggi, gr azie al canottaggio e al suo splendido ambiente, ho raggiunto una migliore quali tà di vita”.

Dall’esperienza personale al servizio dei diversamente abili il pas saggio è breve e chi lo conosce sa di quale determinazione è dotato. La sua part ecipazione all’ultima “Head of the river” conferma una tempra da canottiere di t utto rispetto. Nei suoi programmi un sogno: quello di portare in Italia una rega ta internazionale adaptive. Ci riuscirà? Conoscendo la persona non ci sono dubbi.

Pino Lattanzi
Ufficio Stampa Comitato Lazio

   
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