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SABAUDIA,
23 marzo 2009 - “Ci vogliono sacrificio, impegno e determinazione in
quello che si fa affinchè si possano portare dei buoni risultati a
casa”. Questa è la considerazione, o meglio il consiglio che, il
Maggiore Gaetano Bellantuono, comandante del gruppo nautico
Fiamme Gialle, crede di poter dare agli atleti in forze alla Guardia di
Finanza. Consiglio che sembra preso alla lettera, a giudicare dalla
pioggia di medaglie ottenute negli ultimi anni e di cui ne vanno fieri
davvero tutti, ad iniziare proprio da lui, che dichiara: “Canoa e
canottaggio hanno regalato alle Fiamme Gialle grandi soddisfazioni. Per
la canoa, come non citare, tra gli altri, il nostro portabandiera
azzurro, Antonio Rossi. Ma anche per il canottaggio possiamo menzionare
atleti di notevole spessore, basta ricordare il recente argento olimpico
di Pechino 2008 nel Quattro di coppia di Luca Agamennoni, Simone Venier,
Simone Rainieri insieme a Rossano Galtarossa (Canottieri Padova) o
ancora, basta parlare di Alessio Sartori, il quale vanta qualcosa come
quattro partecipazioni ai giochi olimpici, una delle quali gli ha
permesso tra l’altro, a Sidney nel 2000, di laurearsi campione olimpico
con il quattro di coppia”. Al termine di un Olimpiade a dir poco entusiasmante, le Fiamme Gialle sono tornate subito al lavoro, e stando alle parole di Gaetano Bellantuono, si stanno portando ad un buon livello di preparazione base, tale da poter replicare, e speriamo migliorare, i risultati ottenuti fino ad oggi. Ma le promesse non sono finite: “ Tra i nostri impegni”, dichiara ancora Bellantuono, “c’è quello di poter continuare ad arruolare buoni elementi da poter incanalare nel lungo, ma affascinante percorso remiero. Tra l’altro penso che sia una buona occasione per i ragazzi più giovani, in quanto gli pone davanti la prospettiva di un futuro brillante e duraturo, nonché una serie di indimenticabili momenti di aggregazione”. Per finire un aneddoto dal suo passato agonistico: “Sono stato un atleta anch’io e mi rendo perfettamente conto di quanti sacrifici possa richiedere uno sport. Uno degli episodi che ricordo con il sorriso sulle labbra è una regata ad Heidelberg, in Germania. Con i miei compagni, osservavamo un regime alimentare davvero ferreo e scrupoloso che non ci permetteva nemmeno di bere un bicchiere d’acqua in più. Bene, in quell’occasione non curandomi delle direttive dei miei allenatori, sono corso presso un ruscello ed ho bevuto tanta di quell’acqua da sembrare una mongolfiera vivente! Ovviamente, non sono passato inosservato…!”. Tiziana Pagano Ufficio Stampa Comitato regionale Lazio |
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