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Intervista a Fabio Patrignani,
Presidente del Comitato Regionale
Marche, che ci parla della sua
esperienza con l’otto presidenziale
e dell’attuale situazione nella
regione da lui rappresentata: le
soluzioni individuate per ampliare
nel territorio la diffusione del
canottaggio.
Di
Claudia Franceschi
ROMA,
06 dicembre 2009 - “L’otto
presidenziale è stata sicuramente
un’esperienza positiva” afferma
Fabio Patrignani, Presidente del
Comitato Regionale Marche e
componente dell’equipaggio Row Force
One.
“Molti di noi sono dirigenti
nuovi, giovani, a cui, grazie a
questa iniziativa, è stata offerta
l’occasione per conoscersi meglio e
favorire anche la nascita di
collaborazioni che potrebbero
costituire un’ulteriore punto di
forza per la Federazione.
Sono sei mesi che ho l’incarico di
presidente, quindi, devo capire bene
dove mi sono catapultato. Poiché la
nostra Regione è posizionata nella
parte adriatica, il Comitato Marche
ha, più che altro, relazioni con
l’Emilia Romagna, il Veneto e
l’Abruzzo. L’idea del Row Force One
è sicuramente ottima. Infatti mi ha
offerto anche un’opportunità per
venire a Roma e, quindi, conoscere e
confrontarmi con una nuova realtà.”
Quindi un buon progetto, non solo
per promuovere il canottaggio come
sport, ma anche per avvicinare e
facilitare il dialogo tra Comitati
Regionali che spesso sono tra loro
troppo distanti e in alcuni casi
troppo isolati: “Noi siamo alla
periferia del canottaggio,”
prosegue il Presidente marchigiano;
“la parte adriatica è, inoltre,
quella più povera, in termini
numerici, del movimento remiero. In
questo senso ci aspettiamo buone
cose da parte della Federazione, per
quanto riguarda la comunicazione e
la visibilità. Ma speriamo,
ovviamente, anche di poter ricevere
l’assistenza di cui possono aver
bisogno le società piccole, come le
nostre, che vivono grazie a pochi
contributi e poche risorse”.
Nonostante le difficoltà anche per
le Marche ci sono varie strategie
per diffondere una maggior
conoscenza del canottaggio: “per
promuovere la disciplina remiera
nella nostra regione le società si
avvalgono di campi estivi. Infatti,
disponendo di numerose città
marittime, cerchiamo di favorire lo
sviluppo di questo sport sfruttando
proprio il mare, che per noi
rappresenta un’indiscussa risorsa.
Inoltre, come Comitato cerchiamo di
dar supporto ai circoli attraverso
la distribuzione di materiale, di
gadget, di merchandising, ma anche
attraverso gli eventi che organizza
la Regione e che cerchiamo di
promuovere attraverso i giornali o
altri mezzi di comunicazione
locali.”
Ma non solo, anche il Comitato
Regionale Marche sfrutta i vantaggi
del progetto remare a scuola: “Si
tratta di un progetto nazionale,
dove le società vanno nelle scuole
cercando di presentare il
canottaggio attraverso il remoergometro e ciò rappresenta un
primo approccio, che, in modo non
eccessivamente intrusivo, può
favorire l’avvicinamento dei bambini
verso questo sport”.
Una regione, le Marche, che con
iniziativa e intelligenza ha saputo
sfruttare a suo vantaggio ogni
possibilità offerta dal suo
territorio: “Per quanto riguarda gli
eventi agonistici disponiamo di un
bacino nella provincia di Pesaro, il
Lago di Mercatale, dove dall’anno
scorso organizziamo manifestazioni
nazionali. Si tratta, comunque, di
regate rivolte solo ai più piccoli,
poiché il nostro bacino ci permette
solo questo”.
Le Marche, quindi, stanno pian piano
crescendo, non solo dal punto di
vista del territorio, ma anche sotto
il profilo atletico: “a livello
agonistico, a seguito di un momento
di splendore caratterizzato dai
grandi risultati di Alessandro
Corona, che ha partecipato a quattro
olimpiadi e vinto cinque mondiali,
stiamo cercando di risalire per
ritornare ad avere altri atleti di
quel livello”.
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