TRIESTE,
06 ottobre 2009 - In cantiere da mesi, è
oramai pronto a decollare il Campionato
Italiano in Tipo Regolamentare che da
venerdì a domenica si disputerà sull’Ausa
Corno.
Raccolto il testimone passato da Trieste
2008 a San Giorgio di Nogaro 2009: 65 km di
distanza, con in mezzo un aeroporto (quello
di Ronchi dei Legionari), ed un autostrada,
la A4, al cui svincolo indirizza il
canottiere e le sue yole verso il campo di
regata friulano, il Campionato chiude una
stagione densissima di impegni.
Una location ideale per canottaggio e
canoa, San Giorgio, che in passato come in
queste ultime stagioni ha ospitato gare
nazionali ed internazionali di entrambe le
discipline. Per lo sport del remo, dopo un
Festival dei Giovani di qualche anno fa,
gare di livello nazionale ed internazionale,
non da ultimi i Campionati Nazionali
Universitari e per il futuro gli European
Master del 2011. Per la canoa, oltre ai
campionati tricolori di fondo e di maratona,
ed al Canoa Giovani, gli EYOFF del 2005,
quando alcune migliaia tra concorrenti e
spettatori si sono riversati sul campo della
Bassa friulana.
Gradito dalle regioni limitrofe in
occasione delle regionali aperte (Veneto ed
Emilia Romagna in particolare), San Giorgio
di Nogaro è meta preferita delle confinanti
Austria, Slovenia e Croazia, che in un paio
d’ore al massimo raggiungono il canale dell’Ausa
Corno.
Un campo ideale come una società dinamica
che ha saputo in questi anni approfittare
della posizione strategica, dotando il club
arancione di via Famula di piscina, alaggio
e varo di imbarcazioni da diporto con
parecchi ormeggi in acqua per i soci, ed
ultimamente, un diamante di baseball e
cinque chalet da usare come foresteria. Una
conduzione societaria ottimale quella del
Presidente Adelfi Scaini (consigliere
nazionale nella Federcanoa) e del suo staff
che hanno fatto della Canoa San Giorgio uno
dei club remieri e di canoa meglio
attrezzati del nord est.
Una parte importante in questa autentica
escalation l’hanno avuta il Coni regionale
(del Presidente Emilio Felluga) ed il
Comitato Regionale della Federcanottaggio
(di Dario Crozzoli), che sin dall’inizio
hanno creduto in questo campo di gara,
indicato come l’unico sul quale convergere
le forze per i miglioramenti necessari a
farlo diventare di valenza internazionale.
Si deve dare atto ai due più importanti Enti
sportivi regionali, che la scommessa è stata
vinta, anche se la lungimiranza non ha
limiti, ed i progetti di cui si parla in
questi ultimi mesi parlano chiaro:
l’intenzione di creare il meglio attrezzato
campo da canottaggio italiano, uno dei
migliori in Europa. Un’idea affatto
utopistica ancora in embrione, che potrebbe
per il futuro spostare l’ago della bilancia
remiera a nord est.
Per intanto godiamoci i Campionati
Italiano in Tipo Regolamentare del prossimo
week end, una regata che conclude l’impegno
agonistico 2009, che porteranno alle
migliori società nella disciplina delle yole
e dei canoè 14 titoli italiani, oltre alle 6
gare del Trofeo del Mare.
Maurizio Ustolin
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