ROMA,
10 settembre 2009 - Il Colosso di Terracina all’ennesima sfida della
sua vita da atleta. Trentatré primavere, ma intatta è la voglia di
salire nuovamente in cattedra: come nel 1994, quindici anni orsono,
quando Alessio Sartori si laureò campione mondiale due volte nel giro di
poche settimane prima da Junior (singolo) e poi da Senior (quattro di
coppia).
Tra le perle incastonate nella sua carriera, c’è il titolo olimpico di
Sidney 2000 con Rossano Galtarossa, Simone Raineri e Agostino Abbagnale:
tre titoli mondiali nella stessa specialità, gli argenti nel doppio
(2003 e bronzo nel 2001), otto (2006) e quattro senza (2007) e la
seconda medaglia olimpica di Atene 2004 sempre con Rossano la cui storia
adesso si intreccia due volte.
Già, perché nel week end incroceranno le armi in un duello epico in
singolo e perché poi si ritroveranno assieme in barca, a distanza di
cinque anni, per partecipare agli Europei di Brest (Bielorussia) ancora
in quattro di coppia con Simone Venier e Luca Agamennoni.
Ma facciamo qualche passo indietro…
“Dopo Pechino avevo assoluta necessità di relax – spiega Alessio –
Quindi vacanza con la famiglia (due figli: Matteo 7 anni e mezzo e
Leonardo 6 n.d.r) e assoluto riposo mentale per un po’: non ho mai
smesso di allenarmi, ho solo staccato la spinta per impegni
internazionali dedicando più tempo alla famiglia”.
Il rientro in Nazionale lo motiva così.
“Per gioco: mi ha fatto piacere la chiamata del CT De Capua per il test
di valutazione e poi mi sono inserito bene in questo quattro di coppia:
dopo le esperienze di otto e quattro senza sono passati cinque anni
dall’ultima esperienza nella coppia ed è nella coppia che mi piacerebbe
rimanere una volta che si parlerà di Olimpiadi”.
C’è sempre una prima volta, anche per l’esperto Sartori al suo primo
Europeo.
“Proprio così, visto che questa manifestazione è ripartita solo due anni
fa – sorride – Mi auguro che il livello sia buono, vogliamo capire quale
può essere il valore della nostra barca anche se ci presenteremo con
pochi giorni di assieme”:
Il rapporto con i propri angeli custodi: le Fiamme Gialle.
“Sono sempre vicino a me, sanno bene come comportarsi quando attraverso
momenti difficili: per questo voglio ringraziare dirigenti e tecnici per
il loro sostegno”.
Riecco Rossano in barca con lui e ad Alessio non può che fare immenso
piacere.
“Dal 1994 al 2004, lungo dieci anni, abbiamo condiviso gioie e dolori:
dopo il bronzo di Atene sembrava che la carriera fosse finita per
entrambi, dopo Pechino uguale e invece rieccoci qui per aspera ad astra…”.
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