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In finale gli azzurri adaptive

ROMA, 27 agosto 2009 - Gli equipaggi del CT Paola Grizzetti disputeranno le finali di sabato 29 agosto. A Poznan la conferma del canottaggio adaptive a livello internazionale.
“Dopo un periodo di recupero fisico e mentale in cui abbiamo portato la medaglia in giro per l'Italia, abbiamo ripreso gli allenamenti in maniera continuativa, spronandoci a non demordere, perché è facile dopo aver vinto un'Olimpiade cedere soprattutto mentalmente e ciò comporta anche un calo sostanziale della prestazione”. Con queste parole Luca Agoletto ci aveva salutato poco prima dei mondiali di Poznan, e le conferme non sono mancate. La notizia della qualifica del Doppio TA Mix di Stefania Toscano, Daniele Stefanoni e del Singolo Maschile AS di Efrem Morelli, non solo riempie di gioia gli sportivi italiani, ma rappresenta l’affermazione di un settore, quello degli adaptive, su cui pochi scommettevano. E invece eccoli qui tutti pronti ad affrontare una finale mondiale. Potrà sicuramente succedere di tutto, incrociamo le dita, ma un pensierino di metallo pregiato si può cominciare a fare. Certo i due secondi rifilati da Stefania e Daniele al forte equipaggio inglese può non dire molto: tutti sappiamo che la finale è un’altra cosa, ma è bello pensare ad un settore del nostro canottaggio in crescita. Sicuramente l’ucraino Andrii Kryvchun ha fatto capire le sue intenzioni al nostro Efrem Morelli, ma esserci nel momento in cui si gioca tutto è entusiasmante. Occorre credere in questi ragazzi, nel loro sogno di vittoria, nella capacità ormai dimostrata in più occasioni di saper essere vincitori sui campi di regata e nella vita. Sono un esempio di sportività e di umanità rappresentando l’idea che non esiste sconfitta. “Ho dovuto superare una selezione in due con, barca prettamente maschile, per poter entrare a far parte della squadra nazionale adaptive di quest'anno. Eravamo tre atlete e ci contendevamo i due posti riservati alle donne, una di noi non avrebbe potuto partecipare ai mondiali che si terranno a Poznan dal 23 al 30 Agosto. Indipendentemente dalla nostra disabilità abbiamo remato a pari e a dispari, ci hanno fatto fare una serie di tirate selettive contro un'imbarcazione composta da un'atleta adaptive e una normodotata, che serviva come parametro di valutazione, a questi test sono seguiti quelli fisiologici, che hanno consentito agli allenatori di avere una panoramica più completa delle caratteristiche degli atleti.” E’ Paola Protopapa a commentare ancora una volta il periodo di preparazione a questi mondiali: come non rimanere colpiti dalla determinazione di questa donna che siamo certi affronterà la finale con la preparazione psico-fisica delle grandi occasioni e con l’esperienza aurea delle Olimpiadi di Pechino.

Pino Lattanzi

 

  
  
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