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ROMA,
10 aprile 2008 - La prima edizione del Memorial Paolo d’Aloja si
disputò nel 1987. La manifestazione fu voluta dalla Federazione Italiana
Canottaggio, dalle Istituzioni locali di Terni e da un gruppo di amici
di Paolo d’Aloja - l’indimenticato presidente federale succeduto nel
1973 a Diodato Lanni e scomparso nel 1984 - che ebbe il grandissimo
merito di saper gestire con lungimiranza quel periodo, non
brillantissimo, del canottaggio italiano fino a riportarlo ai livelli
della sua tradizione. Basterà ricordare i successi dei nostri canottieri
juniores, l’impulso dato al canottaggio femminile, le straordinarie
vittorie dei nostri pesi leggeri - categoria da lui fortemente
sponsorizzata nell’ambito della Federazione internazionale -,
l’assunzione del tecnico norvegese Thor Nilsen e la creazione del Centro
di Piediluco, diventato di lì a poco la vera e propria Università del
remo riconosciuta ed apprezzata da tutti a livello mondiale.
Quella prima edizione del Memorial Paolo d’Aloja – giunta ora
all’importante traguardo del 22° anno: fino ad oggi l’Italia ha
conquistato sempre il primo posto nella classifica finale – registrò la
presenza di 22 nazioni per un totale di 336 canottieri, in
rappresentanza di tre continenti.
Scorrendo i nomi dei vincitori di allora ritroviamo atleti che hanno
scritto importanti pagine di storia del canottaggio di tutti i tempi: da
Giuseppe e Carmine Abbagnale e l’inseparabile timoniere Peppiniello Di
Capua che trionfarono in due con; agli altrettanto leggendari fratelli
sovietici Nikolaj e Jurij Pimenov che per anni dettarono legge in due
senza. Fra i molti azzurri che in quell’anno salirono sul gradino più
alto del podio, anche Alberto Belgeri, campione iridato di doppio
nell’86 con Igor Pescialli, e Gianluca Farina, olimpionico a Seul ’88 in
quattro di coppia.
Trionfale anche il successo del doppio pesi leggeri di Giovanni
Calabrese ed Enrico Gandola che pochi mesi dopo avrebbero conquistato
insieme pure l’oro mondiale a Copenhagen. Nel palmarès di Calabrese
figura anche il bronzo olimpico in doppio senior (con Nicola Sartori)
vinto a Sydney 2000.
PAOLO D’ALOJA nasce a Roma il 13 novembre 1931 e muore nella
stessa città il 19 dicembre 1984. Vogatore dal 1948 con il colori del CC
Lazio, redattore de “Il Canottaggio” negli anni ‘60. E’ stato prima
Dirigente regionale e poi eletto, il 18 febbraio 1973, 13° presidente
della Federazione Italiana Canottaggio mantenendo la massima carica
remiera fino alla prematura scomparsa. E’ considerato l’artefice della
rinascita del remo azzurro dopo le pesanti sconfitte delle Olimpiadi
1972. A lui si deve il felice intuito di aver creato il Centro Federale
di Piediluco affidandone la direzione al norvegese Thor Nilsen. Paolo D’Aloja
è stato l’ideatore del Match dei Seniores (oggi Mondiale Under 23) e
membro della Giunta CONI. Per ricordare la sua figura è stato istituito
il Memorial Internazionale “Paolo D’Aloja” che si disputa sulle acque
del lago di Piediluco ininterrottamente dal 1987. |