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di Chiara Ciardelli *
ROMA,
8 aprile 2008 - La fiaccola olimpica brucia di polemiche e
contestazioni ed è solo all’inizio del suo viaggio per il mondo.
E il percorso si annuncia ancora molto travagliato. Difesa dei
diritti umani e libertà di espressione sono i temi al centro
delle proteste, rese ancor più attuali dalla cruenta repressione
in Tibet.
Sia a Londra che a Parigi i manifestanti hanno ostacolato i
tedofori e tentato più volte di spegnere il “sacro fuoco”. Nella
capitale parigina la torcia si è effettivamente spenta, ma
sembra per problemi di carattere tecnico.
La prossima tappa è in California, dove l’atmosfera è già calda.
Tre attivisti infatti hanno fissato sui cavi di sostegno del
Golden Gate un enorme striscione a favore del Tibet. Anche la
Word Association Press (WAN) si sta preparando per una campagna
mirata: “La sfida olimpica: libertà di stampa per la Cina”. Lo
slogan sarà lanciato il 3 maggio, in occasione della giornata
mondiale per la libertà di stampa, promossa come ogni anno
dall’associazione.
La data ricorda infatti la cosiddetta “Dichiarazione di Windhoek”,
con cui nel 1991, nell’ambito di una conferenza promossa dall’Unesco
in Namibia, i giornalisti africani affermarono il principio
della libertà di stampa. Il documento, il primo di una lunga
serie in varie parti del mondo, è il simbolo dell’impegno da
parte della comunità internazionale in favore della libertà di
espressione. Quest’anno l’associazione si è concentrata quindi
proprio su uno dei temi più caldi e attuali del momento: la
libertà di espressione in Cina. Ad oggi si contano ben 30
giornalisti e 50 cyberdissidenti trattenuti in carcere, dati che
portano tristemente la Cina al primo posto tra gli Stati che
imprigionano giornalisti.
“Nonostante le promesse di riforma espresse in occasione
dell’assegnazione dei Giochi Olimpici – commenta Timothy Balding,
direttore generale della WAN – le autorità cinesi non sono state
di parola ed hanno anzi appesantito ulteriormente la mano nei
confronti dei giornalisti e di tutti coloro che cercano di
esercitare il proprio diritto alla libertà di espressione”.
L’associazione mette quindi a disposizione online materiale di
ogni tipo in più lingue, in inglese, francese, spagnolo,
tedesco, russo e cinese. Questi editoriali, vignette,
fotografie, statistiche e pubblicità potranno essere pubblicati
liberamente dagli organi di informazione di tutto il mondo
proprio nella giornata del 3 maggio, in segno di protesta comune
contro l’attuale situazione in Cina.
Link
http://www.worldpressfreedomday.org |