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PARIGI,
7 aprile 2008 - La corsa della fiaccola olimpica diventa sempre più
a ostacoli tra le crescenti proteste anticinesi. La fiaccola, simbolo
dei Giochi, è stata addirittura spenta a Parigi e portata su un bus
prima di riprende il percorso con i tedofori, ma dopo è stata di nuovo
bloccata più volte. Tutto ciò ha comportato un ritardo di circa un'ora
sul programma previsto: le ultime staffette sono state quindi annullate
e la torcia è stata portata in pullman direttamente allo stadio Charlety
per la cerimonia finale. Inoltre la bandiera nera di Reporter senza
frontiere con i cerchi olimpici raffigurati come manette è stata issata
al primo piano della Tour Eiffel, sugli Champs Elysées e anche, insieme
a quella del Tibet, sul municipio. Il sindaco di Parigi, Bertrand
Delanoë, ha quindi annullato la prevista cerimonia al municipio, dove
l'ex campionessa di nuoto Christine Caron avrebbe dovuto consegnarla al
calciatore del Paris Saint Germain Pedro Pauleta. «Sono state le
autorità cinesi che non hanno voluto che la torcia si fermasse al
municipio», dove c'erano le bandiera che ai cinesi non sono piaciute, ha
dichiarato il sindaco.
SPENTA - La decisione di spegnere la fiamma e caricarla su un pullman è stata presa dalle autorità parigine e dagli organizzatori del Comitato olimpico francese «per motivi tecnici». C'erano timori consistenti di ritrovarsi con incidenti simili a quelli accaduti a Londra, visto che una grande folla con bandiere tibetane e cartelli pro Tibet si era radunata sul percorso, in particolare vicino alla partenza del primo tedoforo, l'ex campione del mondo dei 400 ostacoli Stephane Diagana. Come previsto la fiaccola olimpica era partita intorno alle 12,35 dalla Torre Eiffel ma ha interrotto la sua corsa dopo poche centinaia di metri. FIACCOLA SU UN BUS, FERMATE CINQUE PERSONE - La prefettura della capitale francese ha comunicato che la fiaccola è stata «messa al riparo su un autobus ». Dopo circa mezz'ora, la fiaccola ha proseguito il suo percorso a piedi, portata da un tedoforo ma è stata poi interrotta più volte. La vice presidente della regione parigina dell'Ile-de-France, la verde Mireille Ferri, è stata fermata dalla polizia, mentre si stava dirigendo con un estintore verso la Torre Eiffel. Lo hanno reso noto i Verdi, precisando che la Ferri è stata condotta in un commissariato di polizia. Agenti della sicurezza che scortano il tedoforo e poliziotti sui pattini a rotelle hanno fermato i quattro manifestanti, tra cui due attivisti pro-Tibet, sul Lungosenna IL CIO ALLA CINA: «SERVE UNA SOLUZIONE PACIFICA» - Il presidente del Comitato olimpico internazionale (Cio), Jacques Rogge, ha fatto appello a Pechino invitando le autorità cinesi a cercare una soluzione pacifica della crisi in Tibet e condannando l’uso della violenza che secondo Rogge è incompatibile con i valori olimpici. L'APPELLO -
«Facciamo appello per una soluzione rapida e pacifica della crisi in
Tibet, che ha scatenato un’ondata di proteste nel mondo» ha dichiarato
Jacques Rogge, che partecipa a una riunione con i responsabili dei
comitati olimpici nazionali. LA CONDANNA CINESE - Intanto la Cina ha condannato le «vili azioni» dei manifestanti filotibetani che domenica hanno disturbato il percorso della fiaccola olimpica a Londra. L'agenzia Nuova Cina cita un «funzionario» del Comitato organizzatore delle Olimpiadi di Pechino (Bocog) che «denuncia con forza» le dimostrazioni di domenica nella capitale britannica, nel corso delle quali almeno 35 persone sono state arrestate. Migliaia di persone hanno partecipato alle proteste, gridando «Cina, vergogna» e denunciando la repressione nel Tibet e la soppressione dei diritti umani. Pechino ha confermato la sua intenzione di far passare la fiaccola da Lhasa, la capitale del Tibet, teatro nelle scorse settimane di manifestazioni sfociate a volte in violenza. Nei disordini avvenuti a Lhasa e in altre zone del Tibet sono morte venti persone secondo il governo cinese a circa 150 secondo il governo tibetano in esilio. Almeno mille persone sono state arrestate. La fiaccola dovrebbe passare da Lhasa il 20 e 21 giugno, dopo essere stata portata da un gruppo di alpinisti sulla cima del monte Everest. SAN FRANCISCO - Anche San Francisco, dove vive la terza comunità cinese del Nord America, si prepara ad accogliere, fra un paio di giorni, la fiaccola olimpica con manifestazioni anti-cinesi. La città californiana è la prossima tappa della fiamma olimpica, il 9 aprile, dopo Parigi e prima di Buenos Aires (11 aprile). E San Francisco è spaccata sul passaggio della fiaccola: i sostenitori del Tibet, del Darfur e la setta religiosa Falun Gong (duramente perseguitata dal governo cinese) vogliono approfittare dell'evento per manifestare il loro dissenso nei confronti della Cina. Promettono di protestare in modo non violento formando una staffetta di sei miglia in cui 80 volontari mimeranno il passaggio della torcia olimpica con striscioni e cartelli. Il sindaco di San Francisco, Gavin Newson, ha fatto sapere che ha lavorato duramente per fare in modo che San Francisco ricavi dall'evento la migliore pubblicità possibile e ha seguito attentamente il programma per il passaggio della fiaccola che si prevede attraversi il Golden Gate Bridge, raggiunga su una barca il porto e viaggi a bordo dello storico cable car, il piccolo tram tipico della città. «La gente - ha detto Newson - ha il diritto di protestare, ma non ha il diritto di impedire che la fiaccola passi da San Francisco. Così facendo si perde di vista il significato delle Olimpiadi». L'ex sindaco di San Francisco Willie Brown, che ha collaborato all'organizzazione dell'evento, ha inoltre sottolineato come chi intende manifestare il suo dissenso verso la Cina debba farlo in occasione di un evento che riguardi direttamente la Cina, «Le Olimpiadi non rappresentano la Cina - ha precisato Brown - i Giochi riguardano tutto il mondo». FONTE: CORRIERE.IT |
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