LONDRA
(GRAN BRETAGNA), 6 aprile 2008 - La crisi del Tibet infiamma la
capitale britannica. Arrivando nella capitale britannica, quarta tappa
del suo percorso, la fiaccola olimpica ha acceso la rabbia di chi
solidarizza con i monaci tibetani, impegnati dal 10 marzo scorso in una
campagna contro la dominazione cinese della regione. Trentacinque
manifestanti sono stati arrestati in diversi punti della città, man mano
che la fiaccola si trasferiva da un tedoforo all'altro, con una
staffetta che mette insieme circa un'ottantina di persone dislocate
lungo un percorso di 50 chilometri dallo stadio di Wembley, di recente
messo a nuovo, a Greenwich. Tra queste, la presentatrice televisiva
Konnie Huq, che si è vista quasi scippare la fiaccola da un
manifestante, fermato immediatamente dagli agenti. Il freddo di Londra,
dove la scorsa notte è caduta la neve, non ha fermato i contestatori,
che si sono ritrovati in massa a Downing Street, dove al n.10 la
fiaccola è stata raccolta tra i fischi da Gordon Brown. Il premier
britannico aveva ribadito di recente la ferma intenzione di presenziare
alla cerimonia di apertura dei Giochi, marcando la differenza con gli
altri leader europei, quantomeno incerti sull'atteggiamento da tenere
nei confronti della Cina e della repressione nel Tibet. La corsa della
fiaccola ha poi attraversato il quartiere cinese, consentendo al governo
di Pechino un virtuale bagno di folla. Impugnato dall'ambasciatore Fu
Ying, il simbolo dei Giochi è stato accolto bandiere e striscioni che
invocavano «una sola Cina», riferimento non solo a Taiwan ma,
soprattutto in questi giorni, alla regione guidata dal Dalai Lama e dove
ieri altre otto persone sono morte negli scontri e due monaci si
sarebbero uccisi dandosi fuoco.
SCONTRI A TRAFALGAR
SQUARE - I primi due manifestanti ad essere arrestati sono stati
Martin Wyness e Ashley Darby, che avevano scritto «estintori di
propaganda' su due estintori e con essi si sono gettati sul tedoforo
Chris Parker, mentre questi la stava passando al tedoforo successivo.
Sono stati immediatamente bloccati dalla polizia. I due avevano già
diffuso una dichiarazione, nella quale dicono di non avercela «contro il
popolo cinese, ma contro il brutale regime che li governa, con il suo
orribile trattamento dei diritti umani. La Cina non ha diritto di far
passare la fiaccola da Londra». Un altro arresto, avvenuto poco
distante, è stato mostrato dalle tv: un dimostrante che tentava di
strappare la torcia a una presentatrice della Bbc, Konnie Huq. Alla
fine, le persone fermate dalla polizia sono state almeno 35. A un certo
punto, addirittura, la protesta di un centinaio di attivisti ha
consigliato a polizia e organizzatori di ricorrere a un ’passaggio in
autobus’ per far arrivare la staffetta davanti alla Cattedrale di
St.Paul: il tedoforo circondato e la fiamma sono stati tolti dalla
strada e fatti salire a bordo di uno dei mezzi al seguito.
LA CONTESTAZIONE -
Fin dalla mattina centinaia di militanti pro-Tibet, con cartelli e
bandiere, aspettavano il passaggio della fiaccola a Bayswater Road, nel
sudovest di Londra. Contestazione e polemiche erano attese tanto che lo
schieramento di sicurezza era imponente. La cerimonia del passaggio
della fiaccola olimpica a Londra è cominciata poco dopo le 10.30 locali
(11.30 italiane) allo stadio di Wembley mentre cadeva la neve. Il primo
degli 80 tedofori è stato il canottiere Steve Redgrave, vincitore di
cinque medaglie d'oro olimpiche. I disordini hanno spinto l'ambasciatore
cinese a Londra a portare la fiaccola su un tratto diverso da quello
preventivato. Londra è la quarta tappa dopo Almaty, Istanbul e San
Pietroburgo del tour mondiale che la fiamma olimpica aveva intrapreso il
primo aprile da Pechino, che sarà sede del super-evento sportivo di
agosto. La prossima tappa sarà Parigi dove già sono pronti 3mila agenti.
FONTE: corriere.it |