INTERVISTA A GIANCARLO POMATI (PRESIDENTE DELLA CANOTTIERI GAVIRATE)

Foto: Fotoline.org ©Può sicuramente definirsi contento: Giancarlo Pomati osserva la sua Canottieri Gavirate, di cui è primo dirigente dal 2001, con notevole soddisfazione dopo il raggiungimento di obiettivi importanti.

La FISA ha riconosciuto Gavirate in qualità di importante polo europeo dell’Adaptive Rowing e domenica il suo club avrà la possibilità di ospitare la regata internazionale che precede le qualificazioni paralimpiche, appuntamento imperdibile per dieci nazioni remiere: sabato, invece, la Federazione Italiana Canottaggio, nella persona del presidente federale Renato Nicetto, consegnerà la targa annotante la scritta “Centro Federale di Sviluppo dell’Adaptive Rowing”. Niente male...

La società vive un presente a tre dimensioni che oscilla tra la brillante attività agonistica, sotto la regia di Giovanni Calabrese e Paola Grizzetti coadiuvati da un ottimo gruppo di giovani tecnici, l’adaptive rowing e l’ospitalità dei raduni di nazionali remiere che preparano appuntamenti importanti per loro stagione.

Un sassolino Pomati se lo vuole togliere subito. “Spesso si tende a mettere in evidenza i risultati dell’atleta dimenticando che alle spalle c’è il lavoro di squadra condotto dalla società: non è semplice riuscire a mettere a disposizione strutture per l’attività d’alto livello”.

Ma voi ce l’avete fatta alla grande! La regata internazionale che si terrà domenica prossima a Gavirate è il migliore esempio.
Siamo stati anche fortunati, non lo nego. A partire dal 2003, Paola Grizzetti ha dedicata gran parte della sua competenza, della sua passione e della sua sensibilità verso questo importante settore del canottaggio italiano e noi l’abbiamo seguita: ci abbiamo creduto sin dall’inizio, abbiamo lavorato in gruppo i risultati di oggi sono il frutto di un’importante semina.

I membri della Commissione FISA Adaptive Rowing hanno espresso giudizi lusinghieri su Gavirate.
Abbiamo ricevuto la loro gradita visita, hanno verificato le strutture e il campo di regata evidenziando molte positività a cominciare dalle condizioni ideali del lago per la pratica remiera: siamo felici di poter constatare che hanno inoltre apprezzato il fatto che esistesse un Comitato Organizzatore composto da persone serie, entusiaste e in grado di rispondere a tutte le esigenze che un tale evento richiede.
La regata è ora una realtà: di questo voglio, a tal proposito, ringraziare tutti coloro che hanno accettato di collaborare, dal mondo delle istituzioni (Comune di Gavirate, Provincia di Varese, Regione Lombardia, FIC Lombardia, Federazione Italiana Canottaggio) ai nostri sponsor: Whirlpool, Kitchen Aid, BTicino.

Da qualche anno Gavirate ospita i raduni di importanti nazionali straniere: vi state specializzando anche in questo...
L’Australia ha riconosciuto il bacino del Lago di Varese come il migliore in Europa: regolarmente riceviamo la visita della squadra Senior e Under 23, una cinquantina di atleti saranno presenti per preparare la Coppa del Mondo. Fatemi dire che il canottaggio in Australia è vissuto con grande attenzione anche da parte delle istituzioni e della gente: in occasione delle finali dei Campionati Nazionali c’era anche il governatore e le tribune erano davvero stracolme.
Attualmente stiamo ospitando la squadra Senior della Gran Bretagna e ben presto arriverà anche l’Olanda: anche sotto questo profilo, non ci possiamo proprio lamentare ma non ci vogliamo fermare. Abbiamo instaurato rapporti proficui con college inglesi e irlandesi: loro mandano i loro ragazzi a Gavirate e noi facciamo altrettanto e questo è bene non solo dal punto di vista agonistico ma anche culturale e sociale.

Cosa le piace sottolineare dell’attività dell’adaptive rowing?
I normodotati aiutano i diversamente abili e viceversa: ho visto che si sono instaurati rapporti di amicizia tra di loro e questo è sicuramente l’aspetto più significativo.
L’esperienza con i diversamente abili permette di vedere sport come mezzo di educazione e abbattimento delle barriere fisico-mentali.

Tornando al 2000, crede di aver raggiunto tutti gli obiettivi che si era preposto prima di diventare presidente della Canottieri Gavirate?
Direi di si, ma non bisogna fermarsi: dobbiamo crescere ancora. Nel mio primo discorso da presidente, ho parlato di missione: far praticare il  canottaggio senza limiti di età, sesso e diversità fisica. E poi far crescere i giovani in un ambiente sano: siamo una società sportiva e dobbiamo, evidentemente, ottenere i risultati ma se tu costruisci una piramide dall’ampia base le soddisfazioni del vertice arrivano sicuramente.

Marco Callai
Ufficio Stampa Canottieri Gavirate

Foto: Fotoline.org ©

   
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