Aspettando il tricolore di gran fondo, conosciamo Viverone

VIVERONE, 8 marzo 2008 - Arrivare a Viverone non è facile perché nella zona non vi sono molti cartelli stradali che indichino la località, ma comunque ci si arriva. Bisogna solo stare attenti alla velocità ed alle multe e, una volta sul posto, l'impresa viene ripagata dalla splendida vista d'insieme di un lago apparentemente assonnato ma che dalla primavera in poi diventa meta privilegiata delle "gite fuori porta" dei torinesi e del suo interland. Una bella località del biellese dove lo sport è di casa, come ci spiega Stefano Comellini, Presidente del Comitato Piemonte e deus ex machina dell'organizzazione: "In questo lago si svolgono normalmente gare di sci nautico, di triathlon ed ora anche di canottaggio. È una bella realtà in cui vogliamo far radicare il canottaggio cercando di far nascere anche una società remiera. Intanto stiamo dialogando con la canoa e con lo sci nautico per realizzare una notte bianca di sport. Sarà un grande evento poiché intorno al lago vi sono numerosi locali e quindi v'è molta gente che arriva fin qui per sfuggire alla calura ed al caos della città."
Oggi, aspettando le gare di domani e mentre le società mettono in acqua barche ed equipaggi, ci piace conoscere un po' la storia del posto che affonda le sue radici nella notte dei tempi. Partiamo dal nome che deriva probabilmente dal termine latino "vivis" tralcio di vite" come riportato anche nello stemma comunale. I primi insediamenti sul lago risalgono all'età neolitica: è stato ritrovato un villaggio palafitticolo e nelle zone circostanti delle capanne, piroghe e utensili di bronzo che ne documentano la datazione. Nel periodo romano Viverone era luogo di transito sulla Via Francigena e nell'alto medioevo subì lo scontro tra Longobardi e Franchi, mentre risalgono al 1400 i resti del borgo fortificato eretto in difesa dell'abitato. Nel periodo "dei comuni" Viverone passò da una guerra all'altra, sia a fianco dei Visconti che dei Savoia. Subì i saccheggi del condottiero italiano Facino Cane, ma dopo la sconfitta di quest'ultimo ad opera di Amedeo VIII, Viverone dichiarò fedeltà ai Savoia e ne segui le vicende fino al 1861.
Un luogo carico di storia, quindi, che ha anche percorsi enogastronomici davvero interessanti con prodotti tipici come il coregone, un pesce introdotto dai laghi svizzeri un secolo fa, il pesce persico e le carpe. Le colline circostanti il lago sono territorio ideale per la coltivazione della vite che alimenta la produzione dei vini Rossi DOC del Canavese, Erbaluce di Caluso e Erbaluce Passito. Una splendida località che vive della natura e dei suoi prodotti e che da oggi avrà l'opportunità di vedere filare sulle acque del lago le barche di canottaggio, come moderne piroghe, e fare da cornice allo svolgimento del Campionato Italiano di Gran Fondo 2008.

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