VIVERONE, UNA (PIACEVOLE) NEW ENTRY NEL PANORAMA REMIERO NAZIONALE
Il Presidente del CR Piemonte Stefano Comellini: “Abbiamo in serbo molte idee per lanciarlo a livelli ancora più alti sia dal punto di vista agonistico che spettacolare

di Claudio Tranquilli

ROMA, 4 marzo 2008 - Ancora pochi giorni e saranno ufficializzati i Campioni d’Italia di Gran Fondo unitamente alle società vincitrici della Coppa Italia 2008. Ufficialità che avverrà al termine della 6ª prova del circuito in programma domenica 9 marzo sulle acque del lago piemontese di Viverone che per la prima volta farà da cornice ad un grande evento remiero nazionale. Una località con un paesaggio splendido, ricco di storia millenaria, ed nuovo campo di gara che sta salendo alla ribalta delle cronache grazie alla perseveranza organizzativa di Stefano Comellini (foto a lato), un 51enne avvocato penalista con la passione per il canottaggio, attuale Presidente del Comitato regionale Piemonte. Comellini, padre di due figli di 19 e 15 anni, già atleta con i colori della Sisport Fiat, ha iniziato la sua attività dirigenziale nel canottaggio prima come Consigliere e Vicepresidente alla Società Esperia-Torino e poi, dal marzo 2004, come Presidente del Comitato regionale Piemonte. Per conoscere meglio le iniziative promosse da Comellini, e dal suo Comitato, unitamente alle peculiarità del lago di Viverone come campo di regata e sito archeologico di valore internazionale, gli abbiamo rivolto alcune domande attraverso le quali il lettore si può fare un’idea della località e del campo di regata.

Presidente, oramai ci troviamo a ridosso della fase finale del Campionato di Gran Fondo e Coppa Italia 2008, un appuntamento molto importante per il canottaggio nazionale, lei ritiene che la scelta del lago di Viverone sia stata quella più idonea per ospitare un evento di risonanza nazionale?
Posso solo fare una previsione perché Viverone è, di fatto, una novità nel panorama dei bacini remieri italiani. Lo scorso settembre abbiamo inaugurato il campo con una distanza olimpica e gli esiti sono stati molto soddisfacenti, sia sotto il profilo tecnico che spettacolare. Abbiamo avuto diverse migliaia di persone che si sono soffermate sulla passerella pedonale che segue per circa 1300 metri, fino all’arrivo, il percorso delle imbarcazioni. Credo che gli atleti siano stati contenti di trovarsi davanti ad un così folto pubblico che passeggiava e li guardava dalla riva. Tra l’altro, un battello di servizio turistico ha seguito le gare con le esaurienti e vivaci spiegazioni tecniche rese ai passeggeri dall’amica arbitro Laura Bianchi. Non posso quindi che essere ottimista sulle potenzialità del campo di Viverone.

Ritiene che l’affluenza di Società ed atleti, pur essendo l’ultima prova del campionato, sia lo stesso massiccia com’è avvenuto per gli altri appuntamenti del circuito?  
Non c’è dubbio che il Calendario remiero sia affollato e che i rischi di un’ultima prova parzialmente disertata ci siano. Io penso che gli assenti possano poi pentirsi perché la regata ha aspetti particolari, in parte già noti, che costituiscono un’interessante novità per gli atleti e per il pubblico. Pressoché tutto il percorso, nelle sue varie fasi, è visibile da terra perché gli atleti si terranno vicino alle spighe del campo tracciato, in una sorta di 3x2000 metri che riteniamo compatibile con la preparazione della distanza olimpica. Inoltre, stiamo trattando proprio in queste ore per una sorpresa “tecnica” che potrebbe rendere ancor più piacevole la manifestazione. Insomma, sia pure nella difficoltà del calendario, noi ci auguriamo che la località,
molto bella dal punto di vista paesaggistico, possa essere scelta da molti amici in un quadro di meritata valorizzazione del bacino.

Il Piemonte, regione che lei rappresenta, oltre alla tappa finale del campionato, ha già ospitato la 4ª Prova del Circuito di Gran Fondo ed il Memorial Don Angelo Villa, ed organizzerà nuovamente la Silver Skiff 2008. Eventi remieri che fanno salire alla ribalta sia le Società organizzatrici che il Comitato in cui ricadono; lei, in qualità di Presidente regionale, si ritiene soddisfatto di questo fermento organizzativo ed agonistico sia a livello nazionale che internazionale?
Il Piemonte è orgoglioso di avere regate di ottimo livello qualitativo. Questo Comitato ha, da subito, inteso sollecitare le singole Società piemontesi perché si specializzassero in una propria manifestazione che le caratterizzasse e che consentisse una programmazione pluriennale. Se di quest’auspicio non vi era bisogno per alcune regate, avendo esse raggiunto un consolidamento ed un indubbio livello internazionale (Silver e Kinder Skiff, Inverno sul Po), altre Società ora si applicano ai giovani (Caprera, con il Trofeo dei Giovani), agli universitari (CUS Torino, con la sfida tra il Politecnico e l’Università di Torino ed altri Atenei ospiti), alla collaborazione con la città di Torino (Amici del Fiume con la Regata di San Giovanni, patrono della città), ai Campionati Piemontesi (Canottieri Pallanza), al Coastal rowing (Amici del Remo), ai disabili (Armida). Si tratta di “specializzazioni” che, sia pure nell’ambito delle singole possibilità, possono solo fare del bene al nostro sport. Da ultimo voglio ricordare il Memorial Don Angelo Villa che, nel ricordo di un grande Uomo di sport, ha attirato in quest’ultima domenica numerosi campioni e giovanissimi atleti, ed impegna gli amici della Canottieri Lago d’Orta con grande risalto sul territorio. 

Proviamo ad allargare il discorso parlando del Lago di Candia, località del canavese in cui, negli anni ’80, si sono svolte anche competizioni nazionali ed internazionali, ed ora inesorabilmente caduta nel “dimenticatoio remiero”. Non pensa che gli sforzi che lei sta profondendo per promuovere Viverone, in futuro, possano trovare adeguato sviluppo e riproporre anche Candia come bacino remiero almeno nazionale?
È ben vero che, in passato, il bacino del lago di Candia, ebbe ad ospitare, con successo, manifestazioni di livello internazionale ma esso non è, oggi, conforme, per le sue dimensioni, alle disposizioni di omologa FIC e FISA. Chiunque abbia gareggiato o assistito ad una regata a Candia è al corrente del ridotto spazio di arresto in sicurezza, oltre il traguardo dei 2.000 metri, di tutte le imbarcazioni in gara, soprattutto di quelle “lunghe”, quali i quattro e gli otto.
Ma i problemi sono ancor più delicati nella zona di partenza dove i canneti si sono estesi, in zona protetta, fino a giungere al percorso di regata. Ciò nonostante, il Comitato Piemonte, dopo avervi organizzato il COTRAO 2004, ha ancora consentito che la locale Società Canottieri, in collaborazione con altre due Società remiere torinesi, organizzasse, il 25 marzo 2007, una delle tre regate regionali a cui siamo tenuti. Purtroppo la manifestazione è stata contrassegnata da un’imbarazzante disorganizzazione, con rischi per i giovani canottieri e gravi disagi per gli atleti
disabili, con esiti, divulgati in ambito nazionale, inevitabilmente ricaduti su questo Comitato che pure era estraneo al comitato organizzatore. In quel contesto, questo Comitato, nell’ambito dei suoi precisi doveri istituzionali, decideva di verificare se nel territorio piemontese vi potessero essere le condizioni per un altro campo di regata, idoneo alla omologazione agonistica. Ci siamo, pertanto, rivolti al lago di Viverone, per una parte in provincia di Torino pur essendo il campo di regata in provincia di Biella, ove abbiamo trovato un’Amministrazione comunale fortemente interessata, come pure i locali operatori turistici e sportivi, con i quali sono intervenuti numerosi incontri di chiarificazione delle reciproche esigenze. In particolare, l’Amministrazione comunale ha presentato, in proprio, domanda di finanziamento ai sensi della Legge Regione Piemonte 93/1995, per la predisposizione di campo di regata di canottaggio, secondo progetto redatto da libero professionista, che ha avuto esito positivo per € 29.200,00. Inoltre, sempre l’Amministrazione di Viverone ha acquistato, con impegno di spesa esclusivamente proprio, un campo di regata completo di cavi e boe, già ora obiettivamente idoneo ad una omologazione federale. Si aggiunga, ancora, che, proprio a questo fine, il Comitato ha intrapreso un’utile collaborazione con il Politecnico di Torino (Dipartimento di Ingegneria dei Sistemi Edilizi e Territoriali - Prof.ssa G. Novello) che, nell’ambito di uno specifico dottorato di ricerca, ha sviluppato e posto in esecuzione il progetto del campo di regata già per la regata dello scorso 9 settembre 2007, nonché una ampia ricerca sull’ecosistema della zona lacustre. Queste sono le ragioni che hanno orientato il Comitato FIC Piemonte sulla località lacustre Viverone, al fine di crearvi un nuovo campo remiero. A fronte dell’impegno degli Enti pubblici e dei Partner qualificati che ci accompagnano, si comprenderà l’interesse di questo Comitato a coltivare il progetto di avere, in tempi brevi, un campo piemontese omologato, per tornare nuovamente ad ospitare, dopo tanti anni, manifestazioni remiere del livello che compete ai suoi atleti, tecnici e dirigenti societari.

Per concludere la sua disamina degli antefatti, lei ritiene possibile che il bacino di Candia possa essere ricuperato e consegnato nuovamente al canottaggio agonistico?
Quanto fin qui detto non esclude (anzi!) che anche l’Amministrazione di Candia, qualora riesca a coagulare i diversi soggetti che hanno interesse sul bacino, possa compiere lo stesso percorso; se altre Regioni hanno più campi di regata omologati non si vede perché in Piemonte dovremmo essere da meno. Aggiungo che di recente, a seguito di un accordo tra il Comitato, il Parco provinciale del Lago di Candia, il Comune e la locale Canottieri, l’Assessore allo sport della Provincia di Torino ha disposto un sopralluogo tecnico sul bacino i cui esiti saranno noti a breve.

Presidente, il Lago di Viverone è salito alla ribalta delle cronache archeologiche per l’importante ritrovamento di resti di palafitte; lei che lo conosce bene, ce ne può descrivere le peculiarità?
I resti di un villaggio preistorico su palafitte nel Lago di Viverone, frutto di un’importante scoperta archeologica del ‘900, risalgono all'Età del Bronzo, ad un periodo che si colloca tra il 1800 e il 1200 a.C. I lavori degli studiosi hanno rivelato una vera e propria metropoli preistorica costituita da più palafitte, che occupano con le migliaia di pali superstiti rimasti infissi sul fondo del lago, circa 25.000 metri quadri. Vi sono tre insediamenti di epoche diverse. L'abitato maggiore era situato su un promontorio, oggi sommerso da due metri e mezzo di acqua, che si proietta verso il centro del lago. L'insediamento preistorico era collegato a riva da una passerella di circa 150 metri, e protetto da entrambi i lati da una palizzata. A circa due terzi della passerella aveva inizio l'abitato vero e proprio con forma rigorosamente circolare, circondato anch'esso da un'altra palizzata doppia, con all'interno una strada. Vi era, inoltre, un villaggio fortificato che nel settore destro ospitava numerose abitazioni di pianta rettangolare. A sinistra, verso il lago aperto, c'era un altro quartiere ed una serie di recinti per gli animali. Attorno ai due punti vi sono tracce di insediamenti successivi, veri e propri quartieri in espansione dell'abitato. Oggi l'antico nucleo è completamente sommerso dalle acque ed appare come una distesa di melma dalla quale emergono migliaia di pali, con un diametro che varia dai 10 ai 40 cm disposti in maniera regolare gli uni sugli altri.

Quali sono i progetti futuri che il suo Comitato ha in serbo per questo specchio d’acqua?
La situazione sub judice di Candia non ci ha permesso di programmarvi alcunché nella presente stagione. Per la prossima, siamo ovviamente disponibili, ricorrendone le condizioni, ad accettare candidature organizzative. A Viverone, oltre alla manifestazione del 9 marzo è in programma una regata regionale per il 25 maggio prossimo. Inoltre, spetta al Piemonte, nella consueta turnazione, l’organizzazione del XXIII Match Triangolare e XI Trofeo CO.TR.A.O. che si svolgerà, sempre a Viverone, nell’unica data, 2 novembre 2008, che appare disponibile per tutte le squadre coinvolte. Ma deve essere ancora deliberato. Un’ultima idea: stiamo lavorando insieme alla federazione canoa ed alla federazione sci nautico per una manifestazione congiunta, in notturna, dove, davanti alle migliaia di persone che di consueto affollano Viverone nelle serate estive, le tre discipline (canottaggio, canoa e sci nautico) possano manifestarsi nella loro spettacolarità. Stiamo cercando tutti insieme degli sponsor che ci consentano la scommessa.

Nelle foto: Il Presidente Stefano Comellini; immagini del campo di regata di Viverone


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