Intervista con l'on. Zappala'
DAL PARLAMENTO EUROPEO A SABAUDIA

Dal Parlamento Europeo a Sabaudia: un salto all’indietro, per chi, come lui, porta la cittadina pontina nel cuore. È uno Stefano Zappalà sereno e all’ insegna degli amarcord quello che si consegna ai taccuini al margine del Campionato Italiano di Gran Fondo. Da quasi due lustri parlamentare europeo - eletto nelle fila di Forza Italia e confluito poi nel Ppe - il 67enne politico d’origini catanese non nasconde il profondo legame con Sabaudia, dove ha lavorato per anni nella locale caserma dell’Artiglieria Contraerei. Dopo aver snocciolato i perché del partito unico, nella necessità “di semplificare la politica e migliorare il rapporto coi cittadini”, Zappalà non ha mancato di enunciare l’esigenza di passare dal bipolarismo al bipartitismo, “Che è poi – ha detto - l’organizzazione politica fatta propria dai paesi più avanzati”. Un passato da sportivo nel suo curriculum prepolitico: “avendo frequentato l’ Accademia Militare di Modena, ho svolto con buon successo diverse discipline. A Sabaudia ho comandato diversi reparti, dal ’65 al ‘73, e a questa città mi legano tanti piacevoli ricordi”. Il quadretto che sortisce dalle dichiarazioni di Zappalà non è poi cosi idilliaco per il centro pontino: tante, a detta dell’ eurodeputato, le differenze col passato.
Impietosa la sua disamina: “Oggi regna una grande confusione nelle varie competenze tra l’Amministrazione, l’ente parco, la Regione e tutte quelle svariate normativa interpretate in maniera eterogenea. Tutto ciò ha fatto si che alcune situazioni si siano modificate e la disponibilità di alcune strutture si sia ridotta. Auspico un futuro più chiaro, in maniera che tutte le bellezze naturali, dal parco al lago, si trasformino in una risorsa e non in un motivo di decadimento. Al giorno d’oggi troppi vincoli fanno si che non vi sia una fruizione compatibile con lo sviluppo, mentre le risorse naturali andrebbero preservate secondo una programmazione che permetta poi alla collettività di trarre benefici dal territorio”. Niente canottaggio nel suo passato da sportivo: “purtroppo è una disciplina che pur amando e apprezzando non ho mai avuto modo di praticare; da giovane mi sono dilettato tra l’equitazione e la corsa campestre, ma consiglierei a tutti di entrare a far parte del fantastico mondo remiero”.

DANIEL LESTINI
UFFICIO STAMPA comitato regionale Lazio
   
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