LA SCOMPARSA DI GUIDO SANTIN, MEDAGLIA D'ARGENTO ALLE OLIMPIADI DI BERLINO 1936

VENEZIA, 4 agosto 2008 - È morto Guido Santin, treportino, campione di canottaggio negli anni Venti-Trenta, medaglia d'argento nelle storiche Olimpiadi di Berlino del 1936 e Campione d'Europa nel 1938 all'Idroscalo di Milano, in coppia inscindibile nel due con con l'amico e concittadino Almiro Bergamo.
Guido è spirato serenamente venerdì mattina, alle 5, nella propria abitazione in via degli Armenti 1, nella sua Treporti, dove ha consumato la degenza di lunghi anni in carrozzella, tra le amorose cure della moglie, Lina Chiusso e dei figli: Ugo, ingegnere, e Mirella Santin-Di Graci, e l'affetto di sette nipoti e due pronipotini.
Classe 1911, aveva compiuto 97 anni il 1° gennaio scorso. Guido Santin è stato uomo di squisita mitezza e saggezza, ma determinato, sin da ragazzo, nell'affrontare i sacrifici della vita in vigna, come quelli dello sport remiero. Per il canottaggio nutrì amore e passione viscerali, che lo portarono a conquistare, con l'inseparabile Almiro Bergamo, allori e podi entrati nella storia. Come l'argento alle Olimpiadi di Berlino del 1936, appunto, inaugurate da Adolf Hitler, il 2 agosto. «Siamo giunti secondi - ricordava Guido - forse per super-allenamento, non tanto per il presunto errore del timoniere, Luciano Negrini». Una testimonianza onesta da sigillare negli annali olimpici. Due anni dopo, nel 1938, all'Idroscalo di Milano, la rivalsa: il duo treportino Bargamo-Santin si laureò Campione d'Europa davanti a quei tedeschi che si erano aggiudicati l'oro delle Olimpiadi di casa. Guido ed Almiro, appena adolescenti, si allenavano di sera nei canali di Treporti, dopo una giornata di lavoro, anche al buio, «e per cena mangiavamo quello che c'era nelle nostre case, anche pane e uva, quando per pane, non ci fosse stata la polenta». Guido lo raccontò con umiltà nell'aprile del 2004, quando il Comune gli assegnò la targa di cittadino benemerito. «A Guido Santin - recita il testo - Argento Olimpionico Berlino 1936, Campione Europeo 1938, gloria storica treportina, vanto del canottaggio italiano, l'amministrazione comunale di Cavallino-Treporti con gratitudine». Nel riceverla dalle mani dell'allora sindaco Claudio Orazio, Guido Santin, aveva avuto un momento di smarrimento. «Questo - riprendendosi - è il giorno più bello della mia vita. Non ho fatto nulla per meritare questo onore... sì, con Almiro abbiamo remato, remato tanto ... grazie». Altro, con l'emozione alla gola, non poté aggiungere.

Egidio Bergamo (Il Gazzettino)

Nella foto (da "Scie da Leggenda" ©): Almiro Bergamo, Luciano Negrini e Guido Santin

Il Presidente Renato Nicetto, a nome di tutta la Federazione Canottaggio, si stringe al dolore della famiglia Santin ed esprime le più sincere condoglianze per la scomparsa di un grande campione dello sport del remo.

   
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