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BRANDEBURGO,
18 luglio 2008 - Paul Neuray è il chiropratico
belga che segue la squadra nazionale under 23 a Brandeburgo.
Laureato negli Usa (2 anni a New York e 5 anni con laurea a
San Francisco), è alla sua seconda esperienza con gli
azzurri dopo quella dello scorso anno di Strathclyde in
Scozia.
“Il trattamento di un atleta è molto diverso da quello di
un paziente al quale puoi anche dire di tornare un altro
giorno, o di diluire nel tempo la cura. L’atleta che ha
lavorato duro deve migliorare le sue condizioni fisiche nel
minor tempo possibile.
E’ fondamentale la prevenzione. Ci sono degli atleti in
squadra che non si son mai fatti vedere da me o dalle mie
colleghe perché stanno bene e pensano inutile ricorrere ai
nostri consigli. Poi arriva la gara e vengono fuori i dolori
soprattutto causa il nervosismo.”
Oltre al canottaggio quali altre esperienze hai avuto?
“Ho trattato atleti dell’hockey prato, atletica leggera,
dei calciatori…”
I tuoi trascorsi da atleta?
“In Belgio ho giocato a pallavolo in serie A.”
Come ti trovi con questa squadra?
“I rapporti sono molto buoni. Mi adatto alle esigenze
della squadra, vado a prendere l’acqua, faccio l’interprete
(Paul parla correttamene 3 lingue: inglese, francese ed
italiano; n.d.r.), oltre ovviamente a fare il chiropratico.”
Della tua esperienza negli Usa cosa ti è rimasto?
“Gli americani hanno un approccio diverso allo sport. Si
caricano mentalmente. Trasmettono agli atleti una carica con
frasi del tipo: Tu lo devi schiacciare! Sei superiore!
Importante è andare in gara o in partita con la convinzione
di vincere, perché la differenza tra vincente e perdente è
ONE MORE STEP, essere un passo avanti agli altri!” |