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Con
pieno merito è iniziata la celebrazione da parte delle
società dei cicli rievocativi dei rispettivi centenari.
E senza voler fare della facile ironia si potrebbe
gustosamente parlare di “giovani” centenarie, data la
freschezza della loro condizione fisica e della vivacità
con cui al loro interno si continua ad operare. Il
passato non pesa, anzi incoraggia e i giovani, in molti
casi giovanissimi, ricreano quello spirito che agli
inizi della storia remiera portò il canottaggio italiano
a primeggiare su tanti campi di gara, conseguendo
prestigiosi titoli. E spesso si sottolinea il rapporto
di parentela tra vogatori, in genere fratelli, in
qualche caso gemelli oppure fratello e sorella. E' bello
rendersi conto come lo sport remiero affascini le
famiglie, per cui più d'uno vi si avvicina e magari
ottiene dei risultati eccellenti. E'
anche il caso di padre e figlio che riportano sui campi
di gara un cognome che fa storia, ed in questo caso,
senza voler fare torto ad altri, ricordiamo recente
campione italiano nell'otto ragazzi Vincenzino Abbagnale,
figlio del grande Giuseppe. Ma proprio 100 anni fa a
Como – dove per naturale simbologia si accosta il nome
della Canottieri Lario a quello del suo prestigioso
campione Giuseppe “Sina” Sinigaglia, trascurando, forse
forzatamente perché di campioni alla Lario ce n'erano
veramente tanti, i nomi e le gesta di altri grandi
canottieri - un altro prestigioso campione conquistava
nello stesso campionato due titoli italiani. E
curiosamente, per quanto in una nota se ne faccia
menzione, nella tabella riassuntiva dei risultati dei
100 anni non ne appare menzione nel libro del Centenario
della Canottieri Lario. Ai campionati italiani di Salò
del 1908 Teodoro Mariani, che poi con Sinigaglia farà
anche equipaggio e come lui cadde valorosamente nella
prima guerra mondiale, vinse il titolo italiano in skiff
juniores e il diploma federale ricorda l'assegnazione
della “Coppa Duca di Genova” , e poi vinse anche il
titolo seniores con la “Coppa dell'Avvenire”. Adesso
non riandiamo alla elencazione di tutti i suoi
risultati, ma da un confronto con quanto fece
successivamente suo figlio Enrico, altro grande maestro
della vogata di coppia (fu anche ottimo traduttore di
trattati remieri di grandi maestri stranieri e lui
stesso importante commentatore di cose del remo negli
anni cinquanta), rileviamo con piacere una interessante
analogia. Dopo 23 anni, nel 1931 i suoi diplomi di
campione ci dicono che proprio ai campionati disputati a
Como ed organizzati dalla Lario vinse due titoli di
campione, quello del singolo seniores, cui era dedicata
la “Coppa Sinigaglia” e poi con Michelangelo Bernasconi
vinse anche il titolo del doppio seniores, con
l'assegnazione della “Coppa Duca d'Aosta”.E curiosamente ritroviamo padre e figlio Mariani anche ai vertici dei Campionati d'Europa, Teodoro campione
del singolo nel 1909 e poi nel doppio con Sinigaglia nel
1911, ed Enrico nel 1932 svetta ai vertici di un
memorabile Campionato europeo a Belgrado, dove l'Italia
vinse l'oro anche nel quattro con timoniere (Pullino) e
l'argento nel due senza, due con, doppio e quattro
senza. Ma ulteriore curiosità, nella circostanza le
reali poste jugoslave per esaltare l'entusiasmante
vittoria
del loro otto con timoniere (il “Gusar” di Spalato)
emisero una eccezionale serie di francobolli, iniziativa
straordinaria sotto tutti gli aspetti data la limitata
attenzione che all'epoca le poste davano allo sport ed
in particolare a quello del remo.In epoca successiva le due figlie di Enrico Mariani (anche la consorte, svizzera, in gioventù aveva praticato il canottaggio) si dedicarono allo sport remiero ed in particolare Gloria, che studiando in Svizzera e poi a contatto con i club remieri del centro-nord Europa ne aveva approfondito la passione, per un certo periodo fu l'antesignana in maglia azzurra del canottaggio femminile italiano. Ferruccio Calegari |
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