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La squadra under 23 è pronta per
partire alla volta di Brandeburgo dove, dal 17 al 20 luglio,
si assegneranno i titoli mondiali di categoria. A
conclusione del periodo di raduno svolto a Piediluco abbiamo
parlato con Giovanni Lepore e Spartaco Barbo, entrambi
responsabili del settore maschile under 23 e pesi leggeri.
Giovanni Lepore
Mancano
pochi giorni al via del mondiale, ci può dare una sua
valutazione sul livello di competitività che pensate di
trovare durante questo mondiale che si tiene a ridosso dei
Giochi?
"Ritengo che il livello di un mondiale sia sempre
alto. Vi parteciperanno atleti che hanno perso la
possibilità di partecipare ai Giochi e quindi avranno voglia
di rifarsi, perciò tutti gli avversari saranno agguerriti e
nessuno di loro va sottovalutato. Questa squadra non è
quella olimpica, ma ad ogni equipaggio è stata data
l'importanza che si merita ed è stato curato con la stessa
attenzione".
Nel complesso come si è sviluppata la preparazione della
squadra?
"Abbiamo portato a termine un grosso carico di lavoro
anche con qualche problema fisico, però tutto si è risolto
al meglio. Siamo arrivati nel migliore dei modi alla
settimana di scarico e sono davvero soddisfatto del lavoro
fatto. È un bel gruppo coeso, motivato e ben preparato con
diversi esordienti ed alcuni di loro alla primissima
esperienza in campo internazionale. Ora aspettiamo solo il
verdetto del campo."
Tra gli equipaggi che presenterete vi sono alcuni che si
possono definire leader della squadra?
"Sono da considerare tutti dei leader perchè sono il
meglio di questa categoria. Tutti gli equipaggi sono ben
preparati e tutti, comprese le riserve, si sentono parte di
questo gruppo. Questa è la vera forza della squadra under
23."
Lei è uno degli allenatori con più esperienza nel settore
Under 23, ritiene che fra questi giovani vi possano essere
dei talenti in grado di rincalzare la squadra assoluta?
"Ne sono certo. Tra questi ragazzi vi sono degli atleti
che certamente ambiscono a transitare alla squadra assoluta
e lo stanno dimostrando già da tempo. È chiaro che nell'anno
olimpico tutto è più difficile, ma sono certo che il futuro
è dalla loro parte."
Spartaco Barbo
Qual
è il segreto che voi allenatori custodite e che vi permette
di far girare una squadra fatta di giovani, alcuni dei quali
provenienti dagli junior ed altri alla prima esperienza
mondiale?
"Non ci sono segreti. Tra noi allenatori esiste
soprattutto accordo e visione condivisa degli obiettivi.
Riusciamo a lavorare sempre in sintonia con tutti i
collaboratori, anche se ognuno di noi ha caratteri ed idee
diverse che, a volte, ci portano ad un confronto serrato ma
che sfocia sempre nel farci prendere la decisone migliore in
favore degli atleti. Per questo noi tutti abbiamo un ottimo
rapporto con i ragazzi e le scelte che facciamo sono dettate
dal cronometro, solo da quello e non dal colore delle
maglie. Per formare la squadra, durante i mesi precedenti la
selezione, sia io che Giovanni abbiamo avuto contatti
costanti con gli allenatori sociali per sapere come stava
proseguendo la preparazione dei ragazzi in grado di aspirare
ad entrare nel novero della squadra under 23."
C’è un equipaggio del settore di punta che si può
considerare leader della squadra?
"Siamo campioni del mondo uscenti nel quattro con e
quindi cercheremo di fare bella figura in questa specialità
anche se, come ha già detto Giovanni, tutti gli equipaggi
sono dei leader per come si sono preparati e quindi ora
aspettiamo gli eventi."
Secondo lei saranno più competitivi gli equipaggi
maschili o femminili? E tra loro quelli under 23 o pesi
leggeri?
"Esiste un buon equilibrio tra tutti gli equipaggi e
credo che ci possiamo aspettare qualcosa di buono da ogni
categoria e specialità, ma non faccio pronostici, mi
dispiace."
Lo scorso anno a Strathclyde l'Italia vinse 4
medaglie d'oro, una d'argento ed una di bronzo. A
Brandeburgo per eguagliare o migliorare?
"Ho detto che non faccio pronostici e, anche se non è
facile migliorare, cercheremo di fare del nostro meglio.
Tutto lo staff, che ringrazio per l’impegno, si è dato
davvero molto da fare e quindi ora dobbiamo solo raccogliere
i frutti. Quest’anno la squadra è molto grande e, secondo il
DT, è giusto che sia così poiché in questo modo i ragazzi
possono fare esperienza in ambito mondiale ed essere pronti
per la prima squadra." |