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“Quando
sali in barca sai che non puoi avere limiti di
tempo, sai che non hai alcun riferimento. Sei
solo in mezzo al mare con il tuo equipaggio.
Parti e non sai quando arriverai. Devi imparare
a convivere con la fatica, la solitudine, le
alte temperature”. Dalle parole di Claudio
Loreto, organizzatore del raid remiero
Genova-Roma, traspare tutta la soddisfazione
nell’aver intrapreso questo viaggio che lo ha
portato dalla sua Genova fino alle coste che
bagnano il lido capitolino. Le sue mani sono
segnate dallo sforzo fisico, ma la grande
passione per l’acqua e per la barca che lo hanno
condotto fin qui, non sembrano fargli sentire
alcun dolore. “Quest’anno in occasione del 120° anno della fondazione della Federazione italiana canottaggio abbiamo pensato di organizzare qualcosa che riportasse questo sport alle origini. Riprendendo la regata compiuta nel lontano 1880 dall’equipaggio Cristoforo Colombo, ho pensato di informarmi attraverso i giornali dell’epoca e ricostruire quello che fu uno storico viaggio riportandolo alla memoria.” Una disciplina, quella del Coastal Rowing, che piano piano sta prendendo piede anche in Italia: “Nel
nostro paese si sta iniziando adesso a prendere
in considerazione questo tipo di imbarcazioni
che in realtà possono costituire un grosso
potenziale dato il limitato bacino di laghi e
fiumi. Purtroppo viene ancora tralasciato il
lato amatoriale a causa delle scarse risorse
economiche che limitano l’ampliamento della base
dei vogatori. E’ un modo diverso di fare
canottaggio, è come paragonare una bicicletta da
corsa ad una mountain bike”. Bisognerebbe, dunque, prendere esempio dai paesi d’oltre alpe dove invece il canottaggio su costa marina è molto diffuso: “Questo sport è nato in Francia dove, nell’ambito della Federazione remiera francese, è riconosciuto come settore specifico. Qui addirittura questa particolare barca è utilizzata anche a fini turistici consentendo il noleggio ai vogatori, generalmente stranieri, che vogliano così dilettarsi.” Un monito, quindi, affinché l’Italia possa finalmente concedere la meritata attenzione ad una disciplina dalle grandi potenzialità: “Questo tipo di imbarcazioni possono essere usate anche da ragazzi molto giovani alle prime armi perché sono molto sicure e robuste. Vengono utilizzate, infatti, anche nella pratica remiera dei diversamente abili. Per il momento non abbiamo ancora future promesse del Coastal Rowing, ma mi auguro che si possa sentire presto parlare di noi”. Federica Giuntella Nelle foto: Sfida sul Tevere tra i partecipanti al raid Genova Roma; Premiazione per gli equipaggi coastal rowing maschile (cliccare sulle immagini per ingrandirle) |
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