A Lucerna sul Rotsee
ASSOLUTAMENTE MOTO GUZZI

Lucerna – Solito clima, sportivo e climatico, bella giornata medio-afosa, con condizioni ideali di gara, che offre l'usuale spettacolo di un canottaggio ad alto livello con Australia delle grandi occasioni, un Canada eccellente, Usa e Nuova Zelanda sugli scudi e guarda un po', non trovate strano, che è proprio il lato opposto di questo ammaccato mappamondo a primeggiare, con la Cina ed i suoi formidabili equipaggi ad ammonire in anticipo state attenti voi che volete entrare nel celeste impero. Che di celestiale, dopo gli anni recenti che ne hanno contrassegnato la rinascita sportiva ci sarà ben poco per i tanti aspiranti ai titoli olimpici. Ricordo nel 1986, non tanto tempo fa dopo tutto, che a Nottingham c'erano alcuni equipaggi cinesi che tra i pesi leggeri cercavano di farsi strada e forse più d'uno, nel regno del grande canottaggio, li guardava con sufficienza, Oggi a guardare gli altri con sufficienza e autorevolezza sono loro. La Cina conduce la classifica di Coppa del Mondo dopo la seconda tappa, la Cina a Lucerna ha 5 ori, 1 argento e 2 bronzi, e poi?

Il resto viene lasciato alla buona creanza dei commensali, che saranno parecchi, ma.

L'ultima botta dei canottieri cinesi viene dall'otto, un argento che la dice lunga su quanto potrà verificarsi dopo. E per prepararsi al dopo i nostri ragazzi si stanno preparando al massimo per figurare al meglio a Poznan, dove mireranno alle ultime chances di un difficile passaporto. Per cui i nostri equipaggi sono rimasti a casa, ma non a terra, a prepararsi alla gran tenzone in terra polacca come gli antichi cavalieri di Malta.

Nessuno in maglia azzurra a Lucerna quest'anno, anzi no. La Moto Guzzi, con le sue eterne magliette rosse, quasi a simboleggiare l'Italia che non rinuncia, che non demorde anche nei momenti un po' opachi, nel solco di una bella tradizione ha portato ancora una volta il suo otto junior a gareggiare sul Rotsee, nel consueto spazio del mezzogiorno domenicale, quando gli spettatori, ben pasciuti dal generoso spettacolo dei senior, con sufficienza, ma anche con aperto entusiasmo, applaudono gli juniores che sui loro “otto” sfilano in un accanito bordo a bordo.

E la Moto Guzzi, nel cui equipaggio sono allineati ragazzi di Mandello con la cooperazione di alcuni rinforzi dal Cus Pavia, si presenta in quest'ordine al via: Davide Greppi, Marco Marcelli, Giacomo Panizza, Michele Valsecchi, Edoardo Mazzocchi, Guglielmo Piacentini, Luca Vigentini, Stefano Bianchini, tim. Andrea Riva. Forse non sarà un grande equipaggio, ma è la prova di buona volontà di un sodalizio che mantiene fede a quella che ormai appare una tradizione d'altri tempi. Ho cominciato ed ora continuo, vada come vada, sembrano dire. Ed è andata discretamente tutto sommato. Buona partenza, acceso confronto con le altre sei formazioni elvetiche che guardano sempre con preoccupazione questi diavoli rossi che un tempo spadroneggiavano in tutta Europa, sia nel quattro senza che poi nell'otto. E' un otto da controllare ed al via si danno da fare. Ma i ragazzi di Mandello, per la soddisfazione del presidente Livio Micheli e dei suoi “bracci operativi” Giuseppe Moioli e Osvaldo Morganti, che intanto hanno ricevuto le soddisfacenti notizie da Piediluco sull'operato del quattro senza in cui è imbarcato a capovoga Matteo Pinca, che qui a Lucerna avrebbe dato un grosso contributo, operano molto bene sul percorso. E concludono ad un soffio dal podio (si fa per dire, per nobilitare quel classico pontile infiorato, le cui assi scrichiolanti ricordano il calpestio dei calzari di mille campioni). Vince Sciaffusa, nella formazione mista Schaffausen R.C.- R.C. Kreuzlingen, su Losanna e al terzo posto il misto Biel-Basel-Thun. Ed ecco la Moto Guzzi, a 4” dai primi, che a sua volta precede il Reuss eq. A, il Luzern-Sempacher-Stansstadt ed al settimo posto il Reuss eq. B. L'ottava corsia, raccontano le verdi foglie degli alberi che costeggiano il mitico Rotsee, era riservata alla formazione “Assolutamentelombardia”, che da alcuni anni tendeva a monopolizzare il risultato. Ma si sussurrava che astuti emissari elvetici avrebbero fatto distrarre i tecnici lombardi sulla data di chiusura delle iscrizioni, così da togliersi dai piedi uno scomodo concorrente. Chissà l'anno prossimo, con una agenda un po' aggiornata magari si arriverà a tempo.

Intanto complimenti alla Moto Guzzi che nel sessantesimo anniversario del successo olimpico di Londra del 1948 con il suo impareggiabile “quattro senza”, si presenta sempre con tanta vitalità su tutte le linee di gara.

Ferruccio Calegari
Ufficio Stampa FIC Lombardia

   
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