RADIORAI A TUTTO PECHINO
Maxi impegno del giornale radio Rai per le Olimpiadi. Ce ne parla il capo dello sport Riccardo Cucchi.

Da sempre avvenimento unico, che purtroppo è servito anche per contrapporre schieramenti politici mondiali (si pensi ai boicottaggi), le Olimpiadi di Pechino rappresentano un autentico evento: per i giornalisti, un'occasione per un ruolo da testimoni sul campo come raramente si ha la possibilità di fare in un paese in cui i diritti civili rappresentano un problema: come si sta attrezzando la testata per la Missione Pechino?
“Radio 1 diventerà davvero una rete olimpica. Nel solco della tradizione seguiremo le Olimpiadi "minuto per minuto". Previste lunghe "strisce" quotidiane. Si comincerà alle 3 del mattino e si proseguirà con il racconto delle gare fino alle 9. Gli altri spazi: dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17. Naturalmente tutti i notiziari prevederanno collegamenti con Pechino e ogni giorno verrà proposto agli ascoltatori uno speciale di circa 20 minuti che inizierà alle 8.30. Racconteremo i Giochi con un occhio attento al paese che li ospiterà. Nel nostro gruppo di lavoro anche giornalisti di politica estera. Senza censure, nel rispetto delle finalità del servizio pubblico e con la convinzione che l'occhio del mondo che si aprirà sulla Cina, potrà contribuire alla diffusione e alla tutela dei diritti umani”.
I giornalisti inviati alle Olimpiadi di Cina 2008 al pari dei corrispondenti saranno osservati molto speciali: c'è la consapevolezza che il concetto di  libertà e diritto di critica, anche per chi vive lì e avrà occasioni di incontro con colleghi che vengono da tutto il mondo, creerà loro problemi. Insomma, due mondi sotto lo stesso tetto: cosa ne verrà  fuori secondo lei?
“Nel mondo democratico è ormai un diritto acquisito quello ad una libera informazione. Ciò malgrado sappiamo bene che non è possibile, nemmeno da noi, abbassare il livello di attenzione. Non sarà facile, se qualcuno lo volesse, imbavagliare i giornalisti accreditati in Cina. La presenza di tante testate, l'attenzione planetaria intorno all'evento, sarà un momento importante di crescita, per noi e per i colleghi cinesi. Direi di più. Soprattutto, per gli stessi cinesi. Non sono necessari atti clamorosi per compiere il dovere di informare. Sarà sufficiente onorare una vecchia e ancora attualissima definizione del nostro mestiere, quella di Enzo Biagi : il giornalista è un testimone della realtà”.
Come sempre, ma ancora di più nelle ultime edizioni, la Festa dello Sport è soprattutto uno show televisivo ma è chiaro che il racconto, la storia, l'aspetto curioso fanno la differenza tra un giornale e l'altro, che sia televisivo, radiofonico, scritto, via internet. Qual è a suo parere la chiave migliore per parlare delle Olimpiadi?
“Raccontare i suoi protagonisti, i giovani che si batteranno, speriamo lealmente, per ottenere la vittoria. Molti di loro sono sconosciuti al grande pubblico. Potremo scoprirli, ascoltarli, narrare le loro emozioni, leggere nei loro occhi la  gioia per una medaglia o la delusione per una sconfitta. Senza perdere di vista tutto ciò che avviene intorno a loro. Raccontare le Olimpiadi significa anche raccontare il paese che le ospita. Faremo un buon lavoro se riusciremo a portare con noi, a Pechino, gli ascoltatori di Radio 1. Emozionandoli con le nostre emozioni”.
Quale ruolo hanno in questo appuntamento così speciale le organizzazioni di categoria (sindacali, gruppi di specializzazione, associazioni per la libera stampa, Ordini professionali) e cosa si dovrebbe fare in sede preventiva?
“Le organizzazioni di categoria hanno sempre una funzione importante di stimolo, controllo, tutela dei diritti ma anche di costante richiamo ai doveri. Non sono tra coloro che sponsorizzano l'abolizione dell'Ordine. Al contrario. A maggior ragione, in una situazione difficile e complessa come quella che troveremo a  Pechino, il  ruolo delle nostre organizzazioni di categoria potrà essere valorizzato e rilanciato. Dovremmo riuscire ad esportare un modo di fare informazione. Liberi ma anche consapevoli della delicatezza del confronto con le espressioni culturali e politiche del paese che ci ospiterà”.

6 maggio 2008


FEDERAZIONE ITALIANA CANOTTAGGIO
www.canottaggio.org
Ufficio Stampa
Tel. +39.335.6360335 – Fax +39.06.3685.8148
E-mail:
comunicazione&marketing@canottaggio.org
   
Torna indietro