PECHINO 2008: FIACCOLA, COMINCIATA STAFFETTA A MACAO

(ANSA) MACAO, 3 maggio 2008 - La staffetta della fiaccola olimpica è passata oggi da Macao, la capitale cinese del gioco d'azzardo, portata tra gli altri dall'imprenditore Stanley Ho, fondatore del primo casinò della città che oggi ha 88 anni. L' 'altra meta'' della fiaccola olimpica, quella che dovrebbe essere portata sulla cima dell'Everest da un gruppo di alpinisti, è invece bloccata a causa di un'improvvisa nevicata.

A Macao decine di studenti universitari hanno innalzato cartelli contro la Cnn, accusata come altri mezzi d' informazione occidentali di non aver riportato con obiettività le notizie sulla rivolta in corso in Tibet da quasi due mesi. La sicurezza è stata severa e si prevede che lo sarà anche domani a Sanya, la prima località della Repubblica Popolare Cinese ad essere toccata dalla staffetta della fiaccola dopo le proteste che l'hanno caratterizzata nel suo viaggio per il mondo. Manifestazioni pro-Tibet e anticinesi hanno accompagnato quasi tutte le tappe della fiaccola, dalla sua partenza da Olimpia in Grecia alle clamorose contestazioni di Londra e Parigi fino alle proteste di ieri ad Hong Kong.

Il momento più delicato si avrà con il passaggio della fiaccola dal tormentato territorio del Tibet dove anche questa settimana si sono svolte dimostrazioni contro la Cina ed a favore del Dalai Lama, il leader tibetano che vive in esilio da oltre cinquant'anni. Sull'Everest, la montagna più alta del mondo, da ieri sta nevicando e il gruppo di alpinisti che dovrebbe portarla sulla cima è bloccato nel campo base delle spedizioni, a 6.500 metri.

I meteorologi segnalano che le nevicate sull'Everest possono protrarsi per alcuni giorni. Per ora, la scalata alla vetta di 8.848 metri è solo rimandata. I pochi giornalisti invitati a seguire l' evento sono anche loro bloccati al campo base e si lamentato della scarsità di notizie. "Tutto quello che sappiamo - ha detto uno di loro - è che la fiaccola si trova da qualche parte in Tibet. Nessuno ci ha detto se e quando sarà portata sulla cima e come potremo seguire l'avvenimento".

DOMANI CINA E INVIATI DEL DALAI LAMA A SHENZHEN
Si terranno domani a Shenzhen, la città industriale che sorge a ridosso di Hong Kong, le cosiddette "consultazioni informali" tra emissari del Dalai Lama ed esponenti del governo cinese. Lo affermano fonti tibetane e cinesi. Alla vigilia dei colloqui i mezzi d' informazione cinesi hanno rinnovato gli attacchi contro il leader tibetano in esilio, accusandolo di essere l'organizzatore della rivolta anticinese in corso in tutto il territorio tibetano da poco meno di due mesi e di voler sabotare le Olimpiadi di Pechino.

L' edizione internazionale del Quotidiano del Popolo, organo del Partito Comunista Cinese, afferma oggi che per la "cricca del Dalai Lama la religione è semplicemente una carta usata per conquistare simpatie". Il quotidiano del Partito Comunista del Tibet, il Tibet Daily, rincara la dose scrivendo che il leader tibetano ed i suoi seguaci "sono responsabili di una lunga serie di crimini", tra cui quello di aver "orchestrato e diretto" le violenze contro gli immigrati cinesi verificatesi il 14 marzo a Lhasa, capitale del Tibet. Gli inviati, Lodi Gyaltsen Gyari e Kelsang Gyaltsen, incontreranno alcuni esponenti del Dipartimento del Fronte Unito, l' ufficio del Partito Comunista responsabile dei rapporti con i gruppi non comunisti.

Quello di domani sarà il primo incontro tibetani e cinesi dopo l' esplosione della rivolta anticinese in Tibet, il 10 marzo scorso. Secondo gli esuli tibetani nei quasi due mesi di rivolta sono morte almeno 150 persone, mentre per le autorità cinesi le vittime sono in tutto 22, in grande maggioranza civili uccisi dai rivoltosi il 14 marzo. Fonti degli esuli tibetani hanno parlato di oltre cinquemila arresti mentre le autorità cinesi non hanno ancora fornito delle cifre. Dal 14 marzo il Tibet è chiuso ai giornalisti e a tutti gli osservatori indipendenti e quasi ogni giorno giungono notizie di nuove violenze e nuovi arresti.


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