IL CANTIERE, LA STORIA

Filippi LidoLa storia del Cantiere Filippi risale al 1980 quando Lido Filippi avviò la propria attività cominciando a costruire imbarcazioni da canottaggio in legno in un piccolo capannone di 200 metri quadrati con appena cinque apprendisti.
Oggi quegli ‘antichi’ scafi sono stati sostituiti dalle familiari imbarcazioni bianche e azzurre costruite nei 2500 metri di superficie produttiva della Filippi Lido Srl, a ridosso del centro abitato di Donoratico, in provincia di Livorno.
Negli anni ‘80 per le barche di Donoratico fu un susseguirsi di successi, a partire dalle medaglie d’oro nei campionati mondiali del 1986 e del 1987 per giungere a quella ben più prestigiosa del quattro di coppia italiano alle Olimpiadi di Seul del 1988. In questo periodo la tradizionale costruzione in legno è stata ormai soppiantata dall’avvento delle imbarcazioni realizzate in fibre di carbonio e sottoposte ad un processo di laminazione che comprende il sacco a vuoto e la cottura in forni ad alta temperatura.
Nel 1997 la Filippi srl ottiene la Certificazione di qualità Iso 9001:2000; un passaggio decisivo perché da questo momento in poi si garantisce alla clientela internazionale e ai 22 rivenditori esclusivi che rappresentano l’Azienda nel mondo il mantenimento dei livelli di qualità del prodotto, secondo un processo di lavoro ben definito. Ogni imbarcazione che lascia l’azienda di Donoratico risponde rigorosamente ai 26 punti di una scheda tecnica sottoscritta personalmente da tutti gli operatori che l’hanno realizzata.
Ma la chiave di volta del progetto concepito da Lido Filippi è stata la sinergia creata con le maestranze del Cantiere, che hanno il pregio di condividere l’opera di perfezionamento del manufatto. Un sostegno che diventa tangibile nel servizio post-vendita, laddove la soddisfazione del cliente è uno dei principali input e la messa a punto di un’imbarcazione può decidere l’esito di una competizione.
La presenza costante e attiva sui campi di regata internazionali, la capacità di intrecciare relazioni internazionali e l’opportunità offerta ai clienti di personalizzare la scelta dell’imbarcazione sulla scorta di una vastissima gamma di modelli hanno fatto il resto.
Il Cantiere Filippi investe molto nella ricerca approdando a soluzioni innovative come i bracci in carbonio, nella forma tradizionale e ad ala, o valutando l’efficienza dei propri scafi con i test idrodinamici effettuati presso la vasca navale dell’Insean, che oggi sono stati sostituiti da più avanzati programmi di fluidodinamica computazionale (CFD).
Oggi Lido Filippi, che nel frattempo è stato affiancato dal figlio David, produce oltre 700 barche all’anno fornendo le Federazioni di tutto il mondo.

Progettazione
Con l’ausilio di sofisticate tecniche di rilevazione, in collaborazione con l’Università di Ferrara e con il Dipartimento di Matematiche Applicate del Politecnico di Milano che ha partecipato allo sviluppo del team Alinghi, il Cantiere Filippi è in grado di progettare una imbarcazione e di testarla senza costruirla effettivamente. All’interno di una barca virtuale si pone un vogatore, anch’esso virtuale, che simula il movimento dell’atleta in acqua: la variazione di posizione del suo baricentro e l’azione che esercita su puntapiedi, sedile e scalmiera. Una volta acquisite queste forze prodotte da atleti di conformazione diversa, bagaglio tecnico diverso, esperienza remiera diversa, i dati vengono inseriti in un software che metterà a confronto i disegni tridimensionali dello scafo realizzati ad hoc dal laboratorio di ricerca, fino a individuare la carena ottimale per ogni singolo atleta o gruppo di atleti, sia in termini di velocità massima che di beccheggio, senza trascurare le condizioni del bacino di regata.
A questo punto, individuata la forma idrodinamica migliore, si passa alla realizzazione di tutta la barca con un programma di disegno per controllare che si rispettino tutte le dimensioni stabilite.
Per la produzione del modello si provvede poi a ripulire il disegno dagli elementi non indispensabili e ad aggiungere quelli necessari alla stratificazione dello stampo. Il disegno così ottenuto viene utilizzato per fresare il modello alla macchina a controllo numerico. Ottenuto il modello si procede quindi alla produzione dello stampo.

FEDERAZIONE ITALIANA CANOTTAGGIO
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