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SANREMO,
18 ottobre 2008 - Walter Vacchino, l'anima dell'ottobre sanremese,
Presidente della Canottieri Sanremo e del Comitato organizzatore del
mondiale, che comprendeva non solo l'impegno iridato, ma il Trofeo
Aristide Vacchino, la traversata Sanremo Montecarlo, ed il Campionato
Italiano di Coastal Rowing, traccia a grandi linee il punto della
situazione al termine di un impegno che ha messo in luce la capacità
organizzativa del club sanremese, ma soprattutto l'impegno delle persone
che si sono buttate anima e corpo nell'organizzazione della
manifestazione.
“Ti posso fare il riassunto. La Canottieri non è un'associazione,
è una famiglia, ed in questo c'è la differenza che si nota perchè ognuno
si sente a casa, e fa le cose come fossero le sue. Dopo un mondiale cosa resta a Sanremo e che cosa resta alla Canottieri Sanremo? “Rimane un'esperienza che, se ne dovessimo fare un'altra, qualche cambiamento lo faremmo. Oramai il Coasta lRowing è grato a Sanremo dopo 3 anni di permanenza sul suo mare. E' chiaro che una manifestazione di Coastal la faremo. Quale e come sarà fatta non lo sappiamo. Dopo un mondiale dovrà però essere inventato un qualcosa di diverso. Inventarci un modo per giocare con il percorso. Non fare un percorso triangolare, come la vela, ma qualcosa che sia più gioco, siccome queste barche si prestano a qualsiasi tipo di interpretazione agonistica. Il superamento delle condizioni del mare di venerdì pomeriggio ad esempio, ne è stata una conferma: molto rassicurante. Anche barche a vela ieri avrebbero avuto qualche difficoltà. Quindi le barche da Coastal ti permettono di apportare delle modifiche al tipo di regata da fare. Un percorso variegato, turistico, vicino alla costa, un qualcosa che faccia unire l'ufficialità dello sport a quello che diventa un gioco sportivo. La seconda cosa che nella manifestazione si potrebbe proporre, siccome molte persone si muovono da più parti d'Europa o addirittura del mondo, un impegno in termini di tempo un po' più lungo. L'organizzazione è sprecata per un impegno di gara così corto. Tutte le iniziative in un posto di mare si iniziano sempre al mattino, il primo giorno percorso obbligatorio, una randonnè, una passeggiata per i luoghi, ti faccio vedere cose che con il percorso non c'entrano, unendo l'utile al dilettevole. Un giorno per la prova, due giorni per la regata, e un terzo giorno che lo farei obbligatorio solo se si allunga il campionato. Se hai già disputato il mondiale, molta gente alla fine se ne va, fare qualcosa dopo non ha senso, prima sì. Perchè prima c'è l'attesa." Sanremo, il Coastal Rowing e gli stranieri. Credo che gli stranieri abbiano trovato una Sanremo piacevole sotto l'aspetto sportivo, perchè la conformazione delle spiagge, i carrelli, la strada, il moletto, sembra fatto per il Coastal, "La formula funziona. Per il nostro territorio, il remare su
questo tipo di barche è validissimo da ottobre a maggio, per il periodo
invernale fare 4 ore di Coastal è una cosa bellissima, dando la valenza
che potrebbe avere avuto la mountain bike 20 anni fa. E' possibile
trovare nuove strategie per portare gli stranieri in Italia, a Sanremo
come in altre parti, con il pretesto del coastal rowing: un percorso
coastal rowing e cibo ad esempio. Coastal rowing, cibo e ambiente. Noi
abbiamo l'ambiente che è l'entroterra, il cibo nostro, poverissimo e
buono, quello della costa, con il pesce, anche questo una volta
poverissimo, ma che adesso è diventato ricchissimo, questi due binomi. Un'ultima parola per dirla alla francese...sull'aviron de mer... "Si respira un clima diverso. Non è il centesimo di secondo, non il fotofinish, non la perfezione assoluta, è una perfezione relativa d'animo e non di cronometro." |
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