Inaugurato l'anno giudiziario con Frattini e Cataldi


ROMA, 02 marzo 2017 - Il Presidente del CONI, Giovanni Malagó, ha partecipato oggi – al Salone d’Onore – all’inaugurazione dell’Anno Giudiziario Sportivo 2017, alla presenza del Presidente del Collegio di Garanzia dello Sport, Franco Frattini, e del Procuratore Generale della Procura dello Sport, Enrico Cataldi. Presenti numerosi Presidenti di Federazioni tra i quali, per il canottaggio, il Presidente Giuseppe Abbagnale insieme a Simone Colla, Presidente del Tribunale Federale FIC, Nicola Moschella, Giudice Sportivo Nazionale Effettivo FIC, Ilaria Angelini, Giudice Sportivo Nazionale Supplente FIC e la Funzionaria della Segreteria Federale Monica De Luca. Malagò (foto Mezzelani-GMT) ha aperto i lavori con il suo saluto istituzionale. “Siamo alla conclusione di un quadriennio bello e importante che é stato una volata. Lo dicono i numeri nonostante molte difficoltà congiunturali. La crescita della pratica sportiva dell'1,5%, certificata dall'Istat è un segnale che inorgoglisce. Insieme alle medaglie d'oro olimpiche ci dobbiamo preoccupare di vincere altre sfide come quella dell'attività fisica, grazie all'impegno dell'associazionismo sportivo che promuovono il nostro movimento. Per migliorare la tendenza occorre sviluppare anche il discorso legato all’impiantistica, e per questi ci siamo impegnati a sviluppare il progetto ‘Sport e Periferie’ che, grazie alle risorse stanziate dal Governo, si propone di creare i presupposti infrastrutturali nelle zone meno servite e maggiormente periferiche.

Abbiamo fatto delle riforme nevralgiche come quelle relative all’antidoping, spogliandoci di ogni potere, e alla giustizia sportiva. Ci abbiamo messo la faccia seguendo i consigli del nostro mondo. Abbiamo oggettivamente ottenuto risultati brillanti, per far funzionare meglio e più rapidamente la giustizia sportiva, nell’ottica di preservarne l’autonomia. Rispetto sempre le sentenze ma il mio ruolo istituzionale mi impone di farmi portavoce di alcune considerazioni ed istanze, molto sentite anche in ambito federale, legate proprio alla necessità di tutelare l’autonomia della giustizia sportiva, che ricordo essere stata riconosciuta espressamente, più di dieci anni fa, da una legge dello Stato. Mi riferisco, in particolare, ad alcune sentenze recentemente rese dal Giudice Amministrativo, legate a sospensioni di natura disciplinare. Nello stesso tempo, però, non posso e non voglio nascondere l’orgoglio per quanto abbiamo realizzato in questo campo. Voglio ringraziare e complimentarmi con il Collegio di Garanzia e con il Presidente Frattini, ma fatemi citare anche la prof.ssa Zambrano, il consigliere D’Alessio e i professori Sanino, Zaccheo e Zimatore, per l’attività svolta, peraltro a titolo completamente gratuito, sia sotto il profilo quantitativo che, soprattutto, dal punto di vista qualitativo. Il mio encomio va quindi al Generale Cataldi, per la mole di lavoro e per la qualità del lavoro profuso. La Procura Generale dello Sport si sta rivelando un organo sempre più prezioso e fondamentale. Questi personaggi sono un unicum nel panorama mondiale. Oggi se il CONI è forte e credibile è anche grazie al valore aggiunto di queste strutture”.

Franco Frattini, in qualità di Presidente del Collegio di Garanzia, è entrato nello specifico dell’attività svolta dall’organo di giustizia. “Il quadriennio è stata caratterizzato dalla stagione delle grandi riforme. Per quanto riguarda la parte ordinamentale il fiore all'occhiello è la riforma che ha previsto la nascita del Collegio di Garanzia e della Procura Generale che hanno iniziato a funzionare nel secondo semestre del 2014. Il percorso è ampiamente apprezzato. Sono stati esaminati oltre 200 ricorsi, oggetto di decisioni di diritto complesse e rilevanti, suscettibili di produrre effetti importanti sul piano dell’ordinamento sportivo nel suo complesso. Fondamentale anche la funzione consultiva, anche nel 2016 ha affrontato quesiti delicatissimo anche a livello istituzionale e lo ha fatto con sobrietà. Ci siamo impegnati su questioni rilevanti, dando spazio al consolidarsi della giustizia endofederale. Il legislatore ha preservato, responsabilizzandoli, i giudici federali. Questo disegno ha comportato la eliminazione delle terzo grado di merito presso il CONI, che era suscettibile di una celebrazione ex novo del processo. E nel frattempo è stato sperimentata la consultazione con la Procura Generale dello sport e i rapporti stanno diventando sempre più fluidi e collaborativi. Il ruolo del Collegio di Garanzia va letta nella qualità del contenzioso, grazie al ruolo di legittimità che ci hanno affidato e che riguarda unicamente questioni di diritto. Il ricorso al Collegio è preordinato all’annullamento delle pronunce che si assumono viziate solo da violazione di specifiche norme, o da omessa o insufficiente o contradditoria motivazione su un punto decisivo della controversia.

Dobbiamo superare i casi in cui la Procura non può ricorrere perché sono intervenute due decisioni endofederali di tipo assolutorio. Un altro importante aspetto è legato alla mancanza, nell’attuale formulazione del Codice della Giustizia Sportiva, di un termine ad hoc entro il quale obbligare ciascuna Procura Federale a iscrivere la notizia di infrazione nel relativo registro, a far data dal momento in cui la Procura ha avuto contezza della notizia ‘criminis’. In questo caso si potrebbe indicare un termine temporale o un’apposita locuzione per escludere che il Procuratore federale procrastini ad libitum l’iscrizione della stessa infrazione. Voglio ringraziare chi non ha solo ha lavorato gratuitamente ma ha sottratto spazio e tempi alle famiglie. Tra breve valuteremo qualche variazione nella composizione delle sezioni. Le decisioni hanno avuto la portata di ribadire principi consolidati in seno all’ordinamento sportivo, come il principio della legittimazione attiva ad adire gli organi di giustizia e del principio legato alla legittimazione passiva, per i fatti commessi in costanza di tesseramento, anche se da soggetti non più tesserati. Penso anche al principio dello standard probatorio per poter adottare una pronuncia di condanna in sede di giudizio disciplinare che non si spinge fino al superamento del ragionevole dubbio, come nel diritto penale, ma necessita di un grado inferiore di certezza, che si fonda su indizi gravi, precisi e concordanti. Abbiamo istituito sei borse di studio assegnate a favore di studenti universitari che affiancano l'attività del Collegio.

Nel 2018 terminerà il primo mandato quadriennale dei componenti del Collegio e nei prossimi mesi si potrebbe valutare anche qualche limitata e ragionata variazione nell’ambito della composizione delle Sezioni. Il nostro caposaldo é costituito dal principio di autonomia sportiva da quella ordinaria, sancito anche da una legge dello Stato, e ci auguriamo che questo possa essere maggiormente osservato dalla giustizia amministrativa per evitare di incentivare le parti a impugnare le decisioni che vertono esclusivamente sull’applicazione e interpretazioni di regole dell’ordinamento statuario degli organi e delle federazioni dello sport italiano”. La chiusura è stata affidata al Procuratore Generale dello Sport, Enrico Cataldi. “Voglio esordire sottolineando che non ci sono particolari criticità perché si è consolidato rapporto di collaborazione e di condivisione con gli organi federali. Sono stati aperti circa 2500 fascicoli nel 2016. Ci stiamo adoperando ad approfondire la materia degli Illeciti disciplinari connessi alle scommesse sportive. Ormai si scommette su qualsiasi cosa. Bisogna monitorare tutti i giorni i punti gioco e questo non è possibile. Di questo aspetto si sta occupando la commissione antimafia. Dobbiamo pensare agli strumenti per penetrare questo fenomeno che è allarmante. Vengono registrati flussi anomali e devono essere facilmente perseguibili. Una soluzione é di carattere politico interpretativo e riguarda la condizione premiale di chi collabora con la giustizia. L altra è quella dell'infiltrazione in questo mondo. Questo è il quadro cui dobbiamo rivolgerci. Il nuovo codice di giustizia sportiva richiede incisività investigativa e le procure devono scendere in campo. Per questo servono risorse e nei budget federali una parte dovrebbe essere riservata a questa attività”.

(Elaborazione Fonte CONI)

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